Scontri a Milano, Calabresi: “Violenze da condannare, ma bisogna ascoltare la protesta”

Wait 5 sec.

Le proteste violente che hanno sconvolto il weekend a Milano trovano un’ulteriore condanna: quella del giornalista e candidato sindaco alle prossime Comunali del capoluogo lombardo, Mario Calabresi. “Prima di tutto bisogna condannarle, perché la guerriglia non può avere mai giustificazioni. Abbiamo assistito a scene intollerabili di violenza e saccheggio e su questo bisogna essere netti. Vanno garantiti l’ordine pubblico, la sicurezza dei cittadini e quindi la legalità. Ma questo è solo un pezzo della storia” perché “queste violenze non hanno a che vedere con le richieste e le proteste pacifiche e legittime di molte ragazze e ragazzi che ci parlano della loro difficoltà a immaginare un futuro”, ha affermato Calabresi nel corso di un’intervista a “La Repubblica”.“La destra vede solo la guerriglia? Pensare di criminalizzare le proteste mettendole nello stesso calderone delle violenze è un tragico errore“, spiega Calabresi, secondo cui “il governo dovrebbe riconoscere il malessere e offrire delle soluzioni, non fare delle ironie, come quella rivolta al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di essere un radical chic. Oppure colpevolizzando le opposizioni, anche perché io ho sempre e solo sentito Elly Schlein condannare la violenza. Se è un richiamo alla responsabilità? Sì, a non fare giochini elettorali. Il disagio e la marginalità sono un fatto reale, non si può soffiare sul fuoco di queste fratture”. E ancora: “Il governo dovrebbe iniziare ad assumersi le sue responsabilità provando a dare risposte agli studenti che manifestano, come al malessere dei camionisti che fermano i commerci al Sud“, aggiunge Calabresi, che poi parla dell’assalto alla libreria Feltrinelli di Torino.“Qual è il senso politico di fare una cosa del genere? Perché è una vetrina del centro, in questo caso di Torino, ed è vissuta come un luogo che esclude, da cui ci si sente tagliati fuori. È uno spazio di chi sta bene, di chi ce l’ha fatta, di chi ha un lavoro”. Per Calabresi “da troppo tempo si pensa di risolvere la situazione delle periferie con risposte semplicemente securitarie. E quindi abbiamo abbassato l’età della punibilità, immaginiamo di aumentare i posti nelle carceri minorili e facciamo pacchetti speciali di sicurezza. Ma in questo modo sarà sempre una rincorsa, perché nel frattempo la fabbrica dell’emarginazione, della rabbia, del malessere, continuerà a produrre altra violenza portandoci a situazioni sempre più simili a quelle delle banlieue francesi”. E dunque, continua, occorre “lavorare sul futuro, sulla speranza. Accanto a un lavoro di ordine pubblico, fatto di prevenzione e attenzione a ogni segnale, ne serve uno sociale, profondo, che coinvolga mediatori culturali, comunità, le famiglie dei ragazzi che vengono fermati. E dev’esserci la scuola, con precisi percorsi di formazione. Va capito che escludere questa generazione da vere possibilità di vita e di lavoro è pericoloso e non conviene a nessuno“.Questo articolo Scontri a Milano, Calabresi: “Violenze da condannare, ma bisogna ascoltare la protesta” proviene da LaPresse