Notebook, la mostra fotografica di Giuseppe Di Piazza arriva a Milano

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Quarant’anni di incontri, storie e personaggi raccontati attraverso un obiettivo. Dalla malinconia di Ornella Vanoni all’abbraccio tra Diego Armando Maradona e Gianni Minà, passando per le fragilità di Paolo Villaggio e la commozione di Dario Fo. È un viaggio nella memoria del nostro Paese quello che Giuseppe Di Piazza affida a Notebook, la mostra fotografica.Dal 15 al 31 ottobre 2026, cento fotografie saranno esposte alla Ventura Academy, negli spazi della Fabbrica del Vapore, grazie all’iniziativa di Giovanni Terzi e Simona Ventura. E sarà proprio la conduttrice a essere la protagonista di una delle novità di questa tappa milanese: un suo ritratto inedito, realizzato da Di Piazza nel 2026.Il «blocco appunti» di un giornalista-fotografoPiù che una raccolta di fotografie, Notebook è il diario visivo di un giornalista che, nel corso della sua carriera, non ha mai separato la scrittura dall’immagine. Prima una Nikon, poi una Leica: il vero «blocco appunti» per immagini di un cronista che non ha mai messo da parte la sua passione.«Posso dire che la fotografia è stata il mio primo linguaggio», racconta Di Piazza, che ha iniziato a scattare a dodici anni e a firmare i primi articoli a ventuno. Riordinando il proprio archivio, il giornalista ha ritrovato molto più di una sequenza di ritratti. «Un’autobiografia scritta attraverso i volti degli altri, attraverso gli sguardi che ho colto durante incontri strabilianti, divertenti, unici», spiega.Una storia personale che si intreccia con quella del giornalismo italiano e con tre città decisive per la sua carriera: Palermo, dove ha lavorato per L’Ora; Roma, tra Reporter e Il Messaggero; e Milano, con il Corriere della Sera, Max e Sette.I volti celebri e gli scatti iconici in mostraTra i cento scatti esposti ci sono volti celebri, persone sfiorate per il tempo di uno scatto e altre che si sono trasformate in amicizie di una vita. Nel 2012 Di Piazza fotografa Ornella Vanoni in Maremma, in un momento raccolto e pensieroso, con il suo cagnolino accanto. Ne emerge un’immagine malinconica, lontana dalla scena e dai riflettori.Nel 2013, invece, l’obiettivo immortala l’abbraccio tra Maradona e Gianni Minà nella redazione del Corriere della Sera: un incontro tra due amici, con tutta la forza emotiva di un legame che va oltre la celebrità. Un anno dopo, nello studio milanese di Porta Romana, Dario Fo si commuove ricordando la moglie Franca Rame, circondato dai suoi pennarelli.C’è anche Paolo Villaggio, fotografato nella sua casa romana alla vigilia degli ottant’anni, tra ironia e fragilità. E c’è Francesco Totti, ritratto all’Olimpico nel 2017, sei mesi dopo l’addio al calcio: lo scatto di un campione alle prese con il dopo, quando il campo non è più il centro della sua vita.Il percorso comprende anche Umberto Eco, Courtney Love insieme a Roberto Cavalli in prima fila alla sfilata all’Arco della Pace di Milano e il pilota Marco Simoncelli concentrato prima di entrare in gara a Barcellona solo qualche mese prima della sua scomparsa.Il libro e la carrieraAlla mostra si accompagna il volume Notebook. Fotografie, incontri e parole, pubblicato da Il Cigno GG Edizioni. Un catalogo che raccoglie 150 ritratti, accompagnati da altrettanti brevi profili scritti da Di Piazza stesso sui personaggi incontrati con prefazione di Diego Mormorio e postfazione di Giancarlo Dotto.Nato a Palermo nel 1958, Di Piazza ha iniziato il proprio percorso professionale come cronista di mafia per il quotidiano L’Ora. Nel corso degli anni ha ricoperto importanti incarichi editoriali e direttivi tra Milano e Roma, affiancando al giornalismo l’attività di scrittore: diversi suoi romanzi, come I quattro canti di Palermo, sono stati tradotti all’estero.Con Notebook il suo archivio diventa così una mappa di incontri, un racconto per immagini in cui i protagonisti della cultura, dello spettacolo, dello sport e dell’informazione si mostrano anche al di là del personaggio pubblico.L'articolo Notebook, la mostra fotografica di Giuseppe Di Piazza arriva a Milano proviene da La Verità.