Intelligenza artificiale per riconoscere i segnali di affaticamento, sensori indossabili integrati negli abiti da lavoro e robot collaborativi per ridurre lo sforzo fisico degli operatori. Sono le tecnologie al centro di Growt5, progetto coordinato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma e finanziato dall’Unione europea con sei milioni di euro, che coinvolge un consorzio di 14 partner europei. L’obiettivo è migliorare sicurezza, benessere ed efficienza nel settore manifatturiero attraverso la cosiddetta Human Augmentation, un approccio che punta a potenziare le capacità umane grazie alla tecnologia.Il progetto I ricercatori dell’Università Campus Bio-Medico lavoreranno allo sviluppo di sistemi per la comunicazione e il controllo condiviso tra persone e robot. Gli arti robotici semiautomatizzati potranno affiancare gli operatori nelle attività più faticose, mentre i feedback sensoriali aiuteranno a comprendere lo stato operativo dei macchinari e a segnalare situazioni potenzialmente pericolose. Le soluzioni saranno pensate per diversi comparti produttivi, dalla meccanica di precisione alla produzione di imballaggi, fino alla trasformazione alimentare.Tra gli ambiti di applicazione ci sono anche le lavorazioni legate ai prodotti caseari Dop, che richiedono esperienza e manualità, ma comportano spesso attività ripetitive e fisicamente impegnative. L’intento è ridurre il carico sugli operatori senza compromettere la qualità dei prodotti e il valore delle competenze tradizionali.L’interazione del sistema nervoso con le tecnologie “Il progetto apporta un contributo importante allo sviluppo di tecnologie per una modernizzazione del settore manifatturiero che mantenga al centro la persona e il suo lavoro”, afferma Domenico Formica, ordinario di Bioingegneria all’Università Campus Bio-Medico e coordinatore di Growt5. “La nostra Unità di ricerca di Neurofisiologia e neuroingegneria dell’interazione uomo–tecnologia lavora da anni per comprendere come il sistema nervoso umano interagisca con le nuove tecnologie, sviluppando soluzioni che permettano alle persone di collaborare con i robot in modo sempre più naturale, intuitivo ed efficace».Growt5, aggiunge Formica, “rappresenta un’importante opportunità per portare queste conoscenze fuori dai laboratori e applicarle concretamente al mondo del lavoro, sviluppando tecnologie capaci non soltanto di ridurre la fatica fisica, ma anche di supportare le capacità percettive e decisionali degli operatori, migliorandone la sicurezza, il benessere e l’efficienza”. La prospettiva, conclude, è dimostrare che “il futuro della manifattura non passa necessariamente dalla sostituzione del lavoro umano, ma può nascere da una collaborazione sempre più efficace tra persone e tecnologia”.Questo articolo Più sicurezza in manifattura grazie a robot, AI e sensori: il progetto proviene da LaPresse