L'attività cerebrale rivela le melodie immaginate dalle persone

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AGI - Le melodie pensate da una persona possono essere ricostruite analizzando l'attività del cervello. Questo curioso risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista eNeuro, condotto dagli scienziati della Seoul National University.L'esperimento sui pazienti epiletticiIl team, guidato da Jii Kwon e Chun Kee Chung, ha coinvolto dieci pazienti affetti da epilessia, che sono stati collegati a elettrodi cerebrali posizionati per scopi clinici. I partecipanti hanno ascoltato le prime battute di alcune canzoni per bambini, per poi immaginare la continuazione della melodia. Infine, i ricercatori hanno chiesto loro di canticchiarla. Il lavoro ha dimostrato che segnali neurali contengono informazioni precise sulle relazioni di altezza tra le note delle melodie immaginate, permettendo di ricreare la struttura musicale del brano pensato.L'attività cerebrale registrata durante l'immaginazione, riportano gli studiosi, ha infatti permesso di decodificare le variazioni di altezza delle note nel tempo, ricostruendo l'andamento melodico complessivo. "Il modello che abbiamo realizzato - afferma Kwon - decodifica le classi di altezza relativa, come do, re, mi, fa, sol, la, piuttosto che le altezze esatte e assolute. Questo approccio è utile perché le persone spesso riconoscono le melodie dalle relazioni tra le note, anche quando la stessa melodia viene suonata in una tonalità diversa".Nei prossimi approfondimenti, precisano gli scienziati, sarà interessante provare a decodificare altri attributi musicali, come tempo e dinamica, estendendo la ricerca a brani più complessi. La tecnologia, concludono gli autori, potrebbe infine aiutare i pazienti impossibilitati a comunicare verbalmente, come le persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), a esprimere e ricostruire le melodie che immaginano nella propria mente.