Mary Rivera morta a 82 anni: addio alla Lola di Spider-Man

Wait 5 sec.

La “Lola” di Ned Leeds aveva conquistato il pubblico di Spider-Man: No Way Home grazie a una breve apparizione capace di unire ironia, spontaneità e orgoglio per le proprie origini filippine.La notizia di Mary Rivera morta a 82 anni ha colpito il pubblico di Spider-Man: No Way Home, che aveva imparato a conoscerla attraverso una sola scena, breve ma impossibile da dimenticare. L’attrice filippino-americana, interprete della Lola di Ned Leeds, si è spenta il 15 aprile 2026 a Honolulu, nelle Hawaii, dopo essere stata colpita da un ictus. La famiglia ha reso pubblica la notizia soltanto nei primi giorni di agosto.Mary Rivera morta dopo un ictus: cosa è successoSecondo quanto riferito da un membro della famiglia, Rivera era entrata in coma e le sue condizioni erano apparse fin dall’inizio estremamente gravi. I medici avevano spiegato ai suoi cari che, anche in caso di risveglio, la prognosi sarebbe rimasta poco favorevole.La famiglia ha quindi dovuto affrontare la decisione più dolorosa: interrompere i trattamenti che la mantenevano artificialmente in vita. Dopo la morte, avvenuta a Honolulu, l’attrice è stata cremata.Dietro la notizia del lutto, però, emerge la storia di una donna che aveva raggiunto Hollywood quasi per caso e quando ormai sembrava improbabile che la sua vita potesse riservarle un’avventura tanto sorprendente.Foto: IMDbSpider-Man Day 2026: perché il 1° agosto è così specialeUna vita molto più grande di un cameoRidurre Mary Rivera alla sua apparizione nel film Marvel significherebbe raccontare soltanto l’ultimo capitolo di un’esistenza molto più ampia. Nata il 2 giugno 1943 a Iloilo, nelle Filippine, aveva lavorato nel corso degli anni come conduttrice radiofonica, insegnante e missionaria per la Chiesa. Trasferitasi negli Stati Uniti, aveva costruito la propria vita alle Hawaii, mantenendo un rapporto profondo con la comunità filippina e con le proprie radici.Prima di arrivare sul grande schermo, Rivera aveva quindi ricoperto molti ruoli, nessuno dei quali era legato alla celebrità. Era stata una professionista della radio, un’educatrice e una donna impegnata nella fede, ma soprattutto una madre e una nonna.Proprio questa autenticità, probabilmente, ha reso tanto naturale la sua presenza in Spider-Man: No Way Home. Mary non sembrava interpretare una nonna costruita per il cinema: sullo schermo portava la concretezza, l’ironia e l’autorevolezza che appartenevano alla sua vera vita.Il provino inviato grazie alla famigliaL’occasione cinematografica arrivò quasi accidentalmente. Sua figlia Angela “Angie” Kelly vide sui social un annuncio di casting rivolto a una nonna filippina residente alle Hawaii. La produzione cercava una donna capace di parlare inglese e tagalog, con un’età compresa tra i 50 e i 90 anni.La famiglia convinse Mary a registrare un provino. In quel video, più che interpretare un personaggio, Rivera raccontò se stessa: la vita nelle Filippine, il trasferimento negli Stati Uniti, i quattro figli e gli undici nipoti che considerava il suo risultato più importante.Quella candidatura, nata quasi come un gioco familiare, si trasformò in una delle soddisfazioni più preziose della sua vita. La produzione la scelse per interpretare la nonna di Ned Leeds, il migliore amico di Peter Parker interpretato da Jacob Batalon.Rivera si ritrovò così sul set di uno dei film Marvel più attesi di sempre, accanto a star internazionali come Tom Holland, Zendaya, Andrew Garfield, Tobey Maguire e lo stesso Batalon.La scena con Andrew Garfield diventata cultIl risultato fu una delle parentesi comiche più riuscite di Spider-Man: No Way Home.Nella scena, Ned e MJ si trovano nella casa della Lola dopo aver aperto accidentalmente un portale verso un’altra dimensione. Da quel varco compare il Peter Parker interpretato da Andrew Garfield, chiamato a dimostrare di essere davvero Spider-Man.Dopo averlo visto aderire al soffitto, Mary Rivera gli rivolge una richiesta in tagalog. Ned traduce le sue parole: sua nonna vorrebbe che il supereroe approfittasse della posizione per togliere una ragnatela da un angolo difficile da raggiungere. Garfield acconsente, trasformandosi per qualche secondo da salvatore del multiverso a improbabile addetto alle pulizie.La forza del momento sta proprio nel contrasto tra il caos della storia e la concretezza domestica di una nonna che, davanti a un uomo capace di arrampicarsi sui muri, pensa semplicemente a quella ragnatela sul soffitto.Rivera non aveva bisogno di forzare la battuta. Osservava Spider-Man con la naturale autorevolezza di chi considerava quella richiesta perfettamente ragionevole. In pochi secondi riuscì così a sottrarre il personaggio alla dimensione della semplice comparsa.La sua Lola diventò una presenza vera, riconoscibile e familiare. È proprio questa spontaneità ad averla trasformata in uno dei volti più ricordati tra quelli apparsi soltanto per pochi minuti nell’universo cinematografico Marvel.Da Temptation Island al red carpet di Spider-Man: la rivincita di CristianL’orgoglio per le origini filippineLa scena possedeva anche un significato che andava oltre la comicità. L’uso del tagalog, la rappresentazione della casa di una famiglia filippino-americana e la presenza di una nonna interpretata da una donna realmente appartenente a quella comunità portarono sullo schermo un frammento culturale raramente valorizzato in un blockbuster di quelle dimensioni.Rivera era profondamente orgogliosa del ruolo. Non soltanto perché le aveva permesso di lavorare con alcuni dei nomi più importanti del cinema internazionale, ma anche perché rappresentava la possibilità di mostrare al pubblico qualcosa delle proprie origini.Nel 2022 venne inoltre presentata alla Camera dei rappresentanti delle Hawaii come l’interprete della Lola Leeds di Spider-Man: No Way Home, ricevendo un riconoscimento pubblico per la visibilità offerta alla comunità filippina.Il successo arrivò tardi, in un’età in cui molte persone immaginano che le occasioni più imprevedibili siano ormai alle spalle. La storia di Mary Rivera racconta, invece, il contrario: un provino registrato con l’aiuto dei nipoti può diventare un’esperienza irripetibile e un ricordo condiviso da milioni di spettatori.Il saluto di Jacob BatalonMary Rivera lascia il marito Alejandro Rivera, i figli Carmela Jones, Paul Rivera, Edwin Rivera e Angela Kelly, oltre a undici nipoti e quattro pronipoti. Una celebrazione della sua vita si è tenuta il 6 giugno presso la Trinity Central Oahu Church, settimane prima che la notizia della sua scomparsa raggiungesse il pubblico internazionale.Dopo l’annuncio, Jacob Batalon ha ricordato l’attrice con poche parole: «Rest in paradise, Lola». Un saluto semplice, ma perfettamente coerente con l’affetto che quella breve collaborazione aveva lasciato.Mentre Spider-Man è tornato nelle sale con Brand New Day, il personaggio interpretato da Rivera continua ad appartenere a uno dei capitoli più amati della saga. No Way Home resterà nella memoria per il multiverso, il ritorno dei diversi Peter Parker e le grandi scene d’azione. Ma anche per una nonna che, trovandosi davanti l’Uomo Ragno sul soffitto, gli chiese semplicemente di rendersi utile.Forse è proprio questo il segreto della sua apparizione: Mary Rivera non cercò di sembrare una star. Portò sul set la propria ironia, la propria lingua e la naturalezza di una vita vissuta lontano dai riflettori. Bastarono pochi minuti perché la sua Lola diventasse indimenticabile.Sadie Sink è Jean Grey: perché il suo debutto in Spider-Man: Brand New Day cambia il futuro della Marvel| Da Rumors.it