Caro Porro, a Ceuta è successo qualcosa che dovrebbe scuotere le coscienze di tutta Europa. Dopo l’ondata di decine di migliaia di migranti arrivati dal Marocco, il mare ha restituito almeno 67 corpi (altre ricostruzioni parlano di un bilancio ancora più pesante). Nel frattempo il governo spagnolo ha rivendicato di aver riportato in Marocco oltre 48 mila persone nel giro di poche ore (alla faccia della remigrazione fascista) e Pedro Sánchez si è recato nell’exclave per gestire l’emergenza. Poi, però, è partito per le vacanze con tanto di playlist pubblicata urbi et orbi.È una scelta legittima, certo. Ma inevitabilmente fa riflettere. Perché viene spontaneo chiedersi: se, davanti a una tragedia simile, fosse stata Giorgia Meloni a godersi qualche giorno di mare mentre i corpi vengono ammassati a Ceuta, quale sarebbe stata la reazione dei media, dell’opposizione e delle istituzioni europee? Probabilmente avremmo assistito a un diluvio di accuse, editoriali indignati e richieste di spiegazioni. “Insensibile”, “Fuori luogo”, “Inadatta”. Ricordate Cutro e le richieste di dimissioni?Invece, quando il protagonista è Sánchez, il giudizio sembra diventare improvvisamente più indulgente. Le vittime meritano rispetto sempre, indipendentemente dal colore politico di chi governa. Ed è proprio questa differenza di trattamento che lascia l’amaro in bocca: non il diritto alle vacanze, ma il doppio standard con cui troppo spesso vengono giudicati fatti identici.EG, 3 agosto 2026L'articolo Caro Porro, Sanchez in vacanza coi morti che galleggiano. E se l’avesse fatto Meloni? proviene da Nicolaporro.it.