Caso Delmastro, decisione su chat rimandata a Giunta autorizzazioni in sede plenaria

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Sarà la Giunta per le autorizzazioni, in sede plenaria, a decidere sulle chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. La decisione è stata presa, con una determinazione approvata 7 a 6, dalla Giunta per il Regolamento della Camera che ha rinviato alla Giunta per le autorizzazioni la cui seduta è già convocata per martedì alle 13. Il braccio di ferro sulle chat di Delmastro si è riacceso dopo l’intenzione del presidente della giunta per le autorizzazioni, Devis Dori (Avs) di rendere accessibile per i commissari il materiale spedito dai pm. La Giunta per il Regolamento, chiamata a dirimere il nodo, ha evidenziato che “è escluso che la giunta per il regolamento possa sostituirsi alla giunta per le autorizzazioni nell’assumere determinazioni in ordine al merito delle questioni ad essa sottoposte”. “Per quanto riguarda invece il percorso procedurale relativo al materiale trasmesso dall’autorità giudiziaria – si legge nel documento approvato – che sia la giunta per le autorizzazioni nella sua sede plenaria, alla luce dell’assoluta novità della questione, ad assumere ogni valutazione relativa alla sua presa in considerazione o meno, anche ai fini della presa visione dello stesso”.Devis Dori (Foto di Mauro Scrobogna/LaPresse)Dori: “Così a rischio organo di garanzia”“La Giunta per le autorizzazioni è un organo di garanzia: rimettendo il voto sull’accesso ai documenti ad un voto di maggioranza è chiaro che viene meno la natura di garanzia dell’organismo che presiedo”. Così il presidente della Giunta per le autorizzazioni Devis Dori. Fontana: “Nessuna scelta politica ma cautela istituzionale”Nel corso della riunione, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha sottolineato che la decisione di convocare l’organismo è maturata in considerazione del carattere assolutamente inedito del caso in esame, non risultando ad esso assimilabili i precedenti finora richiamati. La vicenda presenta così profili di assoluta peculiarità. Non si tratta infatti di atti selezionati e acquisiti dall’autorità giudiziaria e posti a fondamento delle proprie determinazioni, bensì della corrispondenza di un deputato depositata da un terzo sottoposto a indagine. La trasmissione alla Giunta per le autorizzazioni degli atti ricevuti dalla Procura di Roma ha rappresentato un atto dovuto, è stato evidenziato. Non si è mai dato il caso in cui il Presidente della Camera abbia trattenuto documentazione trasmessa dall’autorità giudiziaria, anziché inoltrarla all’organo competente. Non si è trattato, dunque, di una scelta politica, ma di una cautela di carattere istituzionale, dettata dall’esigenza di sottoporre la questione all’approfondimento degli organi competenti, essendo coinvolti diversi valori di rilievo costituzionale: le prerogative parlamentari tutelate dall’articolo 68, il diritto alla riservatezza garantito dall’articolo 15 e il diritto di difesa sancito dall’articolo 27.Il presidente della Camera Lorenzo Fontana (Foto di Roberto Monaldo / LaPresse) D’Orso (M5S): “Precedente pericolosissimo per scudarlo”“Con un voto finito 7 a 6 in Giunta per il regolamento è passato il parere sul caso Delmastro che rimette alla Giunta per le autorizzazioni nel suo complesso, quindi alla maggioranza, il potere di occultare le chat. Una decisione che crea un precedente gravissimo. Da oggi si afferma un principio pericolosissimo: sarà la maggioranza di turno in Giunta per le autorizzazioni a decidere, di fatto, chi può accedere alla documentazione e chi no“. Così l’esponente M5S nella Giunta per il regolamento della Camera dei deputati Valentina D’Orso.“In questo caso si tratta delle chat oggetto di inchiesta, ma il problema va ben oltre il singolo caso – aggiunge -. Sottrarre gli atti alla conoscibilità di tutti i componenti della Giunta significa impedire ai parlamentari di svolgere pienamente la funzione che il regolamento affida loro. Non è solo una compressione delle prerogative parlamentari: è la volontà politica di paralizzare l’attività della Giunta per le autorizzazioni ogni volta che la maggioranza lo riterrà opportuno. Non esistono precedenti in questa direzione. Al contrario, la prassi è sempre stata opposta: tutti gli atti trasmessi dall’autorità giudiziaria alla Giunta per le autorizzazioni sono sempre stati messi a disposizione di tutti i componenti della Giunta, proprio perché possano entrare nel patrimonio conoscitivo comune e consentire un’istruttoria completa e consapevole. Nel corso della seduta l’ho ribadito con chiarezza: la documentazione inviata dall’autorità giudiziaria arriva proprio con questa finalità, quella di essere conosciuta da tutti i membri della Giunta affinché possano esercitare pienamente il loro ruolo. Cambiare oggi questa regola significa alterare un equilibrio istituzionale consolidato e aprire la strada a un precedente che domani potrebbe colpire chiunque. È una vergogna la cui responsabilità pesa tutta sulla maggioranza di Giorgia Meloni, che da un lato celebra Paolo Borsellino e dall’altro non si fa scrupolo di usare il Parlamento per scudare un suo amico e compagno di partito. Vergogna”. Questo articolo Caso Delmastro, decisione su chat rimandata a Giunta autorizzazioni in sede plenaria proviene da LaPresse