La partita per il candidato sindaco di Milano del Centrodestra non è in alto mare, ma terribilmente nel pieno della tempesta estiva, la stessa che potrebbe scatenarsi sulla Valpadana e sul capoluogo lombardo dopo Ferragosto, quando arriveranno le prime correnti fredde dall’oceano Atlantico che si scontreranno con le temperature africane e una elevatissima umidità a seguito delle tantissime ondate di caldo torrido. Metafore climatiche a parte, il caos regna sovrano. Fonti vicine al presidente del Senato Ignazio La Russa fanno sapere che “ha fatto tutto ciò che doveva e che ora spetta solo ai leader di partito della coalizione”.Significato: nessuna soluzione all’orizzonte. Forza Italia aveva quasi convinto l’ex senatore del Pd ed economista stimato Carlo Cottarelli, che a giugno aveva anche avuto un incontro segreto con il presidente del Senato La Russa, a candidarsi. Poi sono arrivati il no secco e deciso della Lega e la freddezza artica di Fratelli d’Italia, che hanno portato Cotttarelli – che avrebbe avuto il sostegno di Azione di Carlo Calenda, al passo indietro per “motivi personali” ma anche politici. Appunto, i veti.La Lega e Matteo Salvini continuano a chiedere le primarie di coalizione sapendo bene che la popolarissima vice-segretaria ed eurodeputata Silvia Sardone vincerebbe a mani basse, ma ovviamente gli alleati sono contrari e non vogliono copiare metodi del Centrosinistra e del Pd. Antonio Civita si è candidato ma non sembra raccogliere entusiasmo nel Centrodestra, per niente, tanto che il fondatore e leader di Panino Giusto sarà quasi certamente il candidato del polo centrista e moderato che nascerà attorno ad Azione con altre liste civiche.Veti crociati e no a Lupi: Tajani sbarra la stradaLa Russa, che nell’ultima riunione con i coordinatori regionali ha bocciato nettamente l’ipotesi Pietro Tatarella (per non trasformare la campagna elettorale in una storia personale sulla sua vicenda giudiziaria poi conclusasi con l’assoluzione con formula piena e senza macchie), continua a puntare sul leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, milanese doc e cattolico, che andrebbe anche bene a Fratelli d’Italia e Lega. Ma Forza Italia con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani dice assolutamente no e mai e poi mai sosterrà Lupi per “non dare a un partitino dello 0,8% che contende il nostro elettorato così tanta visibilità”.E quindi? Visto che il governo e la maggioranza da settembre saranno impegnati a litigare sulla legge di bilancio (con la Lega che chiede di tassare nuovamente le banche contro la crisi energetica ma FdI e FI dicono assolutamente no), sulla riforma della legge elettorale e, come al solito, sulla politica estera (Ucraina in testa), nello stesso Centrodestra lombardo alzano le braccia e a microfono spento affermano da tutti i partiti del Centrodestra più o meno la stessa cosa: “Finirà che il candidato non verrà scelto prima di febbraio o marzo, poche settimane di campagna elettorale e sconfitta sicura” sia che il Centrosinistra candidi Pierfrancesco Majorino o Mario Calabresi. Insomma, salterà fuori un altro Luca Bernardo (passato con Roberto Vannacci che approfitterà di un Centrodestra debolissimo) che resterà sotto il 50% riconsegnando di nuovo Palazzo Marino alla sinistra.L'articolo Milano, harakiri del Centrodestra. Candidato non prima di febbraio-marzo e sconfitta praticamente certa. proviene da Nicolaporro.it.