«Quando ho saputo dell’incidente ho provato un turbinio di emozioni. Ho pensato subito che sarebbe potuto capitare a me e ai miei genitori». A parlare al quotidiano peruviano Infobae è Antonio López, cittadino spagnolo residente in Perù, che ha raccontato di aver volato appena una settimana prima sullo stesso aereo precipitato sabato 1 agosto nei pressi di Nazca durante un volo turistico. López aveva scelto l’escursione aerea insieme ai genitori per ammirare dall’alto le celebri Linee di Nazca. L’esperienza, ha spiegato, si era svolta senza alcun apparente segnale di pericolo. «In aeroporto era tutto tranquillo. Ingresso, controlli di sicurezza e imbarco si sono svolti normalmente. Ci avevano detto che quegli aerei erano tra i più sicuri, modelli del 2020-2021. Non avremmo mai potuto immaginare che qualcosa potesse andare storto».Il racconto del cittadino spagnoloUna volta a bordo, il passeggero aveva però notato alcune differenze rispetto ai voli di linea. «Ti rendi conto che non sei su un grande aereo commerciale. È un velivolo molto più semplice, con infrastrutture e sedili essenziali, ma appare perfettamente funzionante. Non hai motivo di sospettare nulla». L’aspetto che più lo aveva colpito era invece l’assenza di istruzioni di sicurezza prima del decollo. «Non viene fornita alcuna spiegazione su cosa fare in caso di emergenza. Ti dicono soltanto di allacciare le cinture e ti augurano buon viaggio». Durante il volo, López ricorda anche alcuni momenti di forte turbolenza. «Sapevamo dei famosi venti di Paracas, noti per essere violenti e imprevedibili. A un certo punto l’aereo ha iniziato a oscillare e, anche se tutti cercavano di mantenere la calma, si rideva per il nervosismo. Per qualche istante fa davvero paura».L’identificazione delle vittimeNel frattempo proseguono in Perù le operazioni di identificazione delle 13 vittime dello schianto, tra cui 7 turisti italiani. Otto esperti dell’Istituto di Medicina Legale e Scienze Forensi sono al lavoro su un’attività che potrebbe richiedere tra i due e i tre giorni, vista la complessità del caso. Il direttore nazionale dell’Istituto, Rubén Brizuela PowSang, ha spiegato all’emittente RPP Noticias che gli specialisti stanno collaborando con i consolati di Spagna, Germania e Italia per raccogliere la documentazione necessaria. In particolare saranno utilizzate le cartelle odontoiatriche delle vittime.Perché i voli turistici sono più esposti ai rischiIl disastro del Cessna 208B Grand Caravan riporta l’attenzione sulla sicurezza dei voli panoramici, un’attività molto diffusa nelle principali destinazioni turistiche del mondo. Questi collegamenti, della durata compresa tra i 30 e i 60 minuti, vengono effettuati con piccoli aeromobili da sei a quattordici posti per consentire ai passeggeri di osservare dall’alto siti di particolare interesse, come le Linee di Nazca, canyon, vulcani o ghiacciai. A differenza dei voli commerciali, operano a quote più basse e compiono numerosi decolli e atterraggi nel corso della giornata. Nell’area di Nazca il servizio è affidato a poche compagnie autorizzate. Tra queste figura Aerodiana, attiva da circa diciotto anni e dotata di una flotta di Cessna Grand Caravan. La società ha dichiarato di sottoporre i propri velivoli a manutenzione programmata ogni cento ore di volo.Dal punto di vista statistico, tuttavia, l’aviazione generale – categoria nella quale rientrano anche i voli turistici – presenta un livello di rischio superiore rispetto all’aviazione commerciale. Secondo i dati del National Transportation Safety Board (NTSB) degli Stati Uniti, si registra mediamente un incidente mortale ogni 100 mila ore di volo, contro circa 0,30 incidenti ogni 100 mila ore per i voli di linea. Il fattore maltempoLa differenza dipende da diversi fattori. I piccoli velivoli sono più sensibili agli effetti del vento e della turbolenza, operano spesso da piste con infrastrutture limitate e volano a quote inferiori, dove le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente. Inoltre, sono generalmente affidati a un solo pilota e, nel caso dei monomotore, dispongono di una minore ridondanza tecnica rispetto agli aerei commerciali. A ciò si aggiungono le pressioni economiche che possono indurre gli operatori a ridurre al minimo le cancellazioni anche in presenza di condizioni meteo non ideali.La serie di incidenti: oltre 30 morti in quindici anniL’area di Nazca è purtroppo già stata teatro di numerosi incidenti. Nell’ottobre 2010 un aereo turistico precipitò poco dopo il decollo causando la morte di quattro turisti britannici e dei due membri dell’equipaggio. Tra il 2008 e il 2010 altri schianti spinsero le autorità peruviane a rafforzare i protocolli di sicurezza. Un nuovo incidente si verificò nel febbraio 2022, quando un altro velivolo precipitò poco dopo il decollo dall’aeroporto di Nazca provocando sette vittime, tra cittadini cileni e olandesi. Con il disastro avvenuto sabato, il numero complessivo delle persone morte nei voli turistici della zona supera ormai le trenta nell’arco di poco più di quindici anni.Tra gli elementi ricorrenti nelle inchieste figura spesso il fattore meteorologico. La regione è caratterizzata da forti venti desertici e improvvise tempeste di sabbia che possono rendere particolarmente difficili le operazioni di decollo e atterraggio. Secondo le prime informazioni, il giorno precedente all’incidente lo scalo aveva sospeso temporaneamente le attività di volo proprio a causa di raffiche superiori ai 40 chilometri orari, prima di riaprire l’aeroporto. Le raccomandazioniGli esperti raccomandano a chi intende effettuare un volo panoramico di verificare che l’operatore sia autorizzato dall’autorità aeronautica locale e di considerare positivamente eventuali rinvii o cancellazioni dovuti al maltempo, spesso indice di un approccio prudente alla sicurezza. Va inoltre ricordato che molti piccoli aeromobili non sono dotati di dispositivi come scatole nere o radar meteorologici, strumenti abitualmente presenti nell’aviazione commerciale e fondamentali sia per la gestione delle emergenze sia per la ricostruzione degli incidenti.L'articolo «Nessuna istruzione di sicurezza prima del decollo», il racconto di chi è stato sull’aereo precipitato in Perù. Quanto sono sicuri i voli turistici e come tutelarsi proviene da Open.