Dal 2 agosto 2026 sono pienamente operativi gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 del Regolamento UE 2024/1689, il cosiddetto AI Act. La scadenza arriva a un anno esatto dall’entrata in vigore della Legge italiana 132/2025, il primo intervento organico del nostro Paese sulla materia, pensato per integrare (non sostituire) la disciplina europea.Cosa prevedono le nuove regole UELa Commissione europea ha pubblicato lo scorso 20 luglio le linee guida attuative dell’articolo 50, individuando quattro ambiti di obbligo di trasparenza: i sistemi che dialogano direttamente con le persone (chatbot, assistenti virtuali, avatar) dovranno dichiararsi tali fin dal primo contatto; i contenuti sintetici (testo, audio, video, immagini) generati dall’AI dovranno essere marcati con contrassegni leggibili da macchina; l’uso di riconoscimento emotivo o categorizzazione biometrica andrà segnalato agli interessati; i deepfake dovranno essere etichettati in modo visibile, salvo eccezioni per opere satiriche o artistiche e per le normali operazioni di editing (come la correzione ortografica). Da oggi scattano anche le sanzioni per i grandi modelli IA (come ChatGPT o Gemini) relative alla documentazione su copyright e dati di addestramento – obblighi che non riguardano invece i modelli open source. Le sanzioni possono arrivare fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato globale annuo per le imprese.L’impatto sull’editoria e il rinvio per i sistemi ad alto rischioUn punto rilevante per il settore dei media riguarda i testi su temi di interesse pubblico: se generati con il supporto dell’AI, vanno etichettati come tali – a meno che non abbiano subito un’effettiva revisione editoriale umana, con verifica sostanziale di fonti e contenuti. A fine giugno l’UE ha inoltre approvato un pacchetto di semplificazioni che rinvia gli obblighi per i sistemi ad alto rischio: le regole per i sistemi autonomi scatteranno dal 2 dicembre 2027, quelle per i sistemi incorporati in prodotti regolamentati dal 2 agosto 2028. Tra le novità anche un divieto specifico per i contenuti sessuali o intimi generati senza consenso.Sul fronte nazionale, la Legge 132/2025 ha già introdotto principi paralleli: centralità della persona, sorveglianza umana effettiva, e una nuova aggravante penale per i reati commessi tramite sistemi di IA, oltre al reato di diffusione illecita di contenuti alterati (art. 612-quater c.p.). I decreti attuativi sono ancora all’esame parlamentare e dovranno essere completati entro il 10 ottobre 2026.The post AI Act, scattano gli obblighi di trasparenza: cosa cambia dal 2 agosto appeared first on Radio Radio.