Iran, con gli Usa progressi per un accordo su Hormuz. Teheran apre allo sminamento dello Stretto da parte di Paesi Ue

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Un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe essere reso noto nelle prossime ore. All’annuncio del segretario del Tesoro americano, Scott Bessent, che calma la situazione sui mercati, fanno seguito conferme anche dai mediatori e dallo stesso Iran. A tirare le fila dei contatti, che avvengono in forma indiretta, sono il Qatar e l’Oman. Il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari, ha parlato di “bozze” dell’accordo che le parti si sarebbero scambiate per limare i dettagli. L’emiro del Qatar, sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, ha avuto una conversazione telefonica con Donald Trump sugli ultimi “sviluppi regionali”, compresi gli sforzi per “allentare” le tensioni tra Stati Uniti e Iran e “colmare il divario” nelle loro posizioni. Rubio: “Fatti dei progressi”Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha confermato gli avvenuti “progressi” nei colloqui precisando però che “non si è ancora giunti a una conclusione” auspicando che possa giungere “molto presto”. Per quanto riguarda le dichiarazioni che giungono da Teheran le autorità iraniane si limitano a parlare dei colloqui diretti con l’Oman, “volti a garantire la sicurezza del traffico” attraverso lo Stretto di Hormuz. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha spiegato che il punto in questione è quello della “designazione di corsie sicure” in entrata e in uscita dallo Stretto. A tal proposito i colloqui sono stati valutati “positivamente sia a livello tecnico che politico”. Inoltre Teheran starebbe valutando la possibilità di consentire alle nazioni europee di rimuovere le mine da Hormuz in un’apertura che rappresenterebbe un segnale per normalizzare la navigazione. Iran Pezeshkian smentisce le voci sulle sue dimissioniDall’Iran inoltre il presidente Masoud Pezeshkian ha smentito le voci secondo cui le sue dimissioni dalla carica sarebbero vicine dopo alcuni contrasti con i ‘falchi’ del regime. “Siamo in pieno coordinamento con le forze armate. Non mi dimetterò e resterò fermo sulla mia posizione”, ha dichiarato. Il primo a far circolare le voci sulle dimissioni di Pezeshkian era stato Mohammad-Bagher Kharrazi, un alto prelato la cui sorella è sposata con il fratello della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Era stato lui a raccontare che Pezeshkian aveva minacciato di dimettersi “28 volte”, ma che si era poi fermato dopo essere stato avvertito che le sue dimissioni sarebbero state accettate. Oltre a Hormuz resta tesa la situazione anche nell’area del Mar Rosso in particolare al largo delle coste yemenite dove nelle ultime ore una nave indiana è stata colpita da un proiettile ed è affondata in quello che Nuova Delhi ha definito un “attacco non provocato”. Tutti i marinai sono stati tratti in salvo. Gli Houthi infine hanno fatto sapere di aver colpito con un drone un “obiettivo sensibile” presso l’aeroporto saudita di Najran in risposta “alla violazione dello spazio aereo yemenita” da parte di Riad che avrebbe utilizzato droni per attaccare due governatorati controllati dai ribelli sciiti dello Yemen. Questo articolo Iran, con gli Usa progressi per un accordo su Hormuz. Teheran apre allo sminamento dello Stretto da parte di Paesi Ue proviene da LaPresse