Chiara Pellacani, Tania Cagnotto incorona la tuffatrice azzurra: “Può sognare le Olimpiadi”

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“Chiara Pellacani mi affascina sempre molto il suo approccio alla gara. Trasmette serenità e una facilità nell’eseguire i tuffi, soprattutto in quei tuffi in cui io facevo tantissima fatica, mi piace perché è sbarazzina ancora, forse dovuto alla sua giovane età. Le auguro che possa portarsi questo atteggiamento fino all’ultimo. Io forse ero troppo tesa alle ultime gare, invece mi piace vederla con leggerezza così. Iniziare così con tre ori è una cosa meravigliosa. Ora per lei è tutto in discesa”. Così a LaPresse la ex tuffatrice azzurra Tania Cagnotto, oro mondiale a Kazan 2015 e argento e bronzo olimpico a Rio 2026, commentando i tre ori conquistati da Pellacani agli Europei di Parigi, ultimi dei quali nel sincro 3 metri misto e nel trampolino 1 metro. “A Chiara dico di continuare a gareggiare con questo approccio, non farselo rovinare da nessuno, da nessun media, pressioni, e non si metta neanche lei stessa delle pressioni. È giusto avere un sogno ma io credo che stia veramente approcciando alle gare e agli anni nel modo giusto. Deve portarsi questa leggerezza con sé e non mollarla mai. Non serve essere più serie, importante è continuare a lavorare bene e cercare di divertirsi sempre in gara. Non perda mai quel sorriso che ha in gara”, aggiunge Cagnotto.Cagnotto: “Ora anche la Cina sbaglia”“Per Chiara vedo veramente una strada molto molto bella, penso spesso anche al suo quarto posto a Parigi, è successo anche a me ma credo che sia stata una batosta diversa. Lei è ancora molto giovane e ha almeno davanti altre due olimpiadi. Sono sempre un po’ scaramantica ma per Chiara credo che nelle prossime due Olimpiadi lei abbia tutte le carte per arrivare a medaglia. Vedo anche sbagliare le cinesi in questi anni, cosa che da quando faccio tuffi la gara dai tre metri non l’ha mai vinta nessuno al di fuori della Cina: ora sbagliano anche loro. Credo che Chiara sia la persona giusta per approfittare di un loro errore e magari andare anche oltre una semplice medaglia. Quando osservo le gare di oggi vedo che c’è tanta potenza in più rispetto a 10-15 anni fa quando gareggiavo io. Da una parte un po’ mi dispiace perché si sta perdendo un po’ l’eleganza del tuffo. Quando gareggiavo io era forse la cosa più importante, eravamo un po’ delle ballerine in aria. Adesso facendo dei tuffi così difficili, anche le donne, è normale che si vada a perdere in eleganza e questo un po’ mi dispiace. D’altra parte però è ancora più affascinante perché vedi dei tuffi veramente difficili. Solo che anche il corpo femminile tende a diventare più muscoloso e meno leggero e silhouette come una volta”, conclude Cagnotto.“Quando Chiara è arrivata in nazionale me la ricordo, certo – aggiunge la ex azzurra – Vedevo questa ragazza che aveva molto talento. All’inizio non pensavo che potesse raggiungere certi risultati, ma forse perché ero più presa dalle mie sfide. Negli ultimi anni, quando abbiamo gareggiato con Francesca (Dallapè, ndr) dopo essere diventate mamme, quando gareggiavamo accanto a loro mi rendevo conto e dicevo ‘beh, è anche giusto lasciare largo ai giovani’. Lì ho iniziato a immaginare che toccava a lei ed era giusto lasciarle lo spazio. Noi eravamo arrivate alla fine della nostra carriera e ci siamo rese conto che lasciavamo i tuffi in buone mani”.Questo articolo Chiara Pellacani, Tania Cagnotto incorona la tuffatrice azzurra: “Può sognare le Olimpiadi” proviene da LaPresse