AGI - Sala a 88 il bilancio dei migranti morti il 30 luglio a Ceuta. Fonti del governo di Ceuta, guidato da Juan Jesús Vivas (Pp), hanno aggiornato il numero dei corpi Secondo il governo della città autonoma di Ceuta ha aggiornato rinvenuti attorno alla diga frangiflutti di Tarajal, a seguito dell'afflusso massiccio di migliaia di persone dal Marocco.Nella maggior parte dei casi, la causa del decesso è l'annegamento. La delegazione del governo ha indicato un numero di morti pari a 72, secondo i dati forniti ieri, mentre l'Associazione Unificata della Guardia Civile (Augc) parla di circa 100 vittime. Il Marocco ha riferito ieri sera del ritrovamento di undici corpi sulle sue coste. La versione di RabatSecondo il ministero dell'Interno marocchino, sono appunto undici le persone morte nel tentativo di raggiungere dal Marocco l'exclave spagnola di Ceuta. Si tratta della prima dichiarazione ufficiale giunta dal Paese nordafricano a proposito dell'improvviso afflusso di decine di migliaia di migranti nel piccolo territorio d'oltremare iberico, ora quasi tutti rimpatriati. Il bilancio delle autorità di Madrid è stato invece aggiornato a 72 morti.Le autorità spagnole hanno stimato che oltre 50 mila migranti siano arrivati nei giorni scorsi nella città autonoma di Ceuta, mentre il Marocco stima un afflusso di 40 mila persone. Per quanto riguarda Melilla, Rabat segnala 1.135 arrivi e afferma che "tutti sono stati rimpatriati tempestivamente".Il Marocco "rimarrà un partner affidabile e responsabile, impegnato a rafforzare la cooperazione e il coordinamento internazionale nella lotta contro la migrazione irregolare e la tratta di esseri umani". Lo si legge in una dichiarazione del ministero dell'Interno marocchino, prima reazione ufficiale di Rabat a quanto avvenuto nell'exclave spagnola di Ceuta, dove nei giorni scorsi decine di migliaia di migranti hanno fatto irruzione, per poi essere quasi tutti rimpatriati.La sentenza: "Impossibile un rimpatrio immediato"Accusate da alcuni media e politici spagnoli di aver agevolato l'esodo, le autorità marocchine hanno inoltre commentato la sentenza della Corte Suprema di Madrid, emessa tre settimane fa, secondo la quale coloro che attraversano a nuoto il confine verso Ceuta e Melilla non possono essere rimpatriati subito. Il Marocco sostiene che "interpretazioni errate e una diffusione fuorviante" di questa decisione giudiziaria hanno indotto coloro che cercano di attraversare il confine a credere "che sia possibile evitare il rimpatrio immediato". "Ciò ha contribuito all'emergere di un modello di tentativi di migrazione irregolare, che prevede la traversata a nuoto, poiché alcuni credevano che offrisse la migliore possibilità di sfuggire al rimpatrio immediato", si legge ancora nella nota.Tra gli altri fattori che il Marocco ritiene abbiano provocato massiccio afflusso di migranti figurano "la diffusione di informazioni fuorvianti, il ruolo delle reti di traffico di esseri umani e le interpretazioni errate dei dati legali e amministrativi, che hanno alimentato l'illusione di un facile accesso all'Europa senza conseguenze legali", conclude il comunicato.