«È giusto controllare e verificare». Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani torna a difendere la decisione del governo italiano di sospendere temporaneamente l’accordo di Schengen con la Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta, reintroducendo i controlli per chi (cittadino di un Paese terzo) arriva da quel Paese sul nostro territorio. A margine del Festival La Versiliana, a Marina di Pietrasanta, Tajani viene però incalzato sul senso e sull’impatto di quella misura entrata in vigore da sabato. «Non ci sono i risultati, stiamo verificando con il controllo dei passaporti se ci sono persone che non possono entrare in Italia», si tiene prudente il titolare della Farnesina. Quando poi gli viene fatto notare che da Ceuta all’Italia è tutt’altro che agevole arrivare, e che d’altronde oltre 73mila migranti sono già stati rispediti in Marocco, Tajani prova a uscire dall’angolo così: «È un momento particolare, ricordiamo che c’è stato un attentato in Germania, c’è un ritorno dell’Isis nell’Africa subsahariana». Il punto per il vicepremier insomma è «prevenire» l’insorgenza di problemi per l’Italia legati all’immigrazione. La misura del governo e il nodo dei confiniLa decisione del governo italiano è arrivata il 31 luglio con la reintroduzione temporanea dei controlli alla frontiera con la Spagna. Giorgia Meloni aveva definito la misura «straordinaria», spiegando che serviva a tutelare la sicurezza nazionale e a difendere i confini italiani. Tajani, da parte sua, ha richiamato anche il precedente dei controlli reintrodotto negli anni scorso al confine con la Slovenia, per monitorare l’afflusso di migranti dalla rotta balcanica. «Sì, ma il confine con la Spagna dov’è?», gli chiede un cronista, facendo notare che i due casi non sono sovrapponibili. «È il confine marittimo e quello aeroportuale, c’è chi arriva in nave e chi in aereo», si limita a replicare il ministro degli Esteri. I controlli negli aeroporti e le critiche del sindacato di polizia Dopo la sospensione temporanea dell’accordo di Schengen con la Spagna, il governo ha avviato i primi controlli negli scali italiani. Dal primo agosto quando sono partiti controlli a campione sui passeggeri in arrivo dalla Spagna. La decisione del governo ha però sollevato anche dubbi sulla sostenibilità operativa della misura. Il Silp Cgil ha definito il piano «insostenibile», spiegando che il ripristino dei controlli nel mese di agosto rischia di mettere sotto pressione porti e aeroporti proprio nel periodo di maggiore traffico. Secondo il sindacato, gli uffici di polizia di frontiera già lavorano con carenze di organico e non possono sostenere un ulteriore aumento dei compiti senza un rafforzamento del personale. Per questo il Silp Cgil ha chiesto al Viminale nuove risorse e un piano straordinario di supporto agli scali più in difficoltà.In copertina: Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani alla 47esima edizione del Festival ”La Versiliana” Incontri al Caffe’ – Marina di Pietrasanta, Lucca, 2 agosto 2026. (Ansa / Angelo Carconi) L'articolo Tajani, i migranti di Ceuta e il “confine” con la Spagna: «I controlli in aeroporto? È tornato l’Isis» – Il video proviene da Open.