Giuseppe Conte è stato convocato per l’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid martedì 4 agosto alle 9.30, a Palazzo San Macuto. Come previsto dalla procedura concordata (dimissioni, audizione, reintegro), l’ex premier si è dimesso da componente della commissione la sera prima, annunciando l’intenzione di “spazzare via tutto il fango” accumulato in oltre due anni di attesa. Ma martedì 4 e mercoledì 5 agosto sono giornate in cui Camera e Senato votano in Aula per l’intera seduta, e per regolamento le commissioni bicamerali si fermano quando l’Assemblea è impegnata nel voto. Il presidente della commissione, Marco Lisei, ha dovuto quindi sconvocare l’audizione, spiegando che i suoi uffici avevano già segnalato alla segreteria di Conte la difficoltà di tenere la seduta proprio in quei giorni. Le date indicate come disponibilità dal leader M5s erano, appunto, il 4 e il 5 agosto.L’onorevole Galeazzo Bignami è intervenuto ai nostri microfoni, rivendicando il fatto di aver previsto e condiviso l’esito in un video pubblicato in anticipo. “Nei prossimi 40 secondi farò quello che tutti vorremmo fare davanti a un illusionista, vi spiegherò dov’è il trucco”, spiega Bignami, ricostruendo il meccanismo: Conte avrebbe dato la propria disponibilità esattamente nel momento in cui aveva la certezza che Camera e Senato sarebbero stati convocati per le votazioni.Nelle sue parole, la vicenda si ripete da due anni: alla richiesta di presentarsi in commissione, l’ex Premier avrebbe sempre indicato date incompatibili con lo svolgimento dell’audizione. “Devo dire la verità, quest’uomo ha una capacità di fuga che è davvero incredibile”, osserva l’esponente di FdI, ricordando anche la tempistica delle sue dimissioni, arrivate – a differenza di quanto fatto dallo stesso Bignami in un caso analogo – solo ‘il pomeriggio prima’ dell’audizione.The post “Conte imbullonato alla poltrona”, e la Comm. Covid lo aspetta da due anni | Con l’On. Galeazzo Bignami appeared first on Radio Radio.