Como, Butez si è raccontato attraverso questa intervista nella quale ha parlato di rinnovo e NazionaleUna stagione semplicemente irripetibile si è conclusa nel migliore dei modi per il Como. Il club lariano ha blindato una delle colonne portanti della sua storica cavalcata: il portiere francese Jean Butez ha rinnovato il contratto fino al 2030. I numeri della sua straordinaria annata parlano chiaro, avendo conquistato il primato come estremo difensore meno battuto del torneo e con il maggior numero di clean sheet (reti inviolate). Si tratta di mattoni pesantissimi che hanno trascinato la squadra verso una leggendaria qualificazione in Champions League.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoIl numero uno transalpino non ha nascosto l’entusiasmo per il prolungamento: “Per me il rinnovo è un segno di rispetto. Credo sia anche la dimostrazione che me lo merito per il lavoro che ho fatto e per quello che abbiamo conquistato tutti insieme, staff e giocatori. È una cosa fantastica da parte della società e anche per me, per la mia stabilità e il mio futuro, perché sono davvero felice qui con la mia famiglia”.Il rapporto con Fabregas e la filosofia tra i paliDietro alla sua crescita esponenziale c’è la sapiente guida di Cesc Fabregas. Il tecnico spagnolo ha impostato un calcio moderno, dove il portiere partecipa attivamente alla manovra fungendo da vero e proprio regista aggiunto. Butez spiega come gestisce la costruzione dal basso e i suggerimenti ai compagni: “Scelgo io se giocare corto o lungo, ovviamente dopo il lavoro fatto con Fabregas. Se la pressione è molto alta e giocano l’uomo contro uomo, c’è la possibilità di lanciare lungo per trovare chi davanti possa puntare l’avversario. Se invece non c’è pressione, allora possiamo costruire dal basso“. Un ruolo di grande responsabilità, non solo con i piedi, ma anche nella gestione vocale dei difensori centrali: “Io li aiuto in questa scelta parlandoci, per fornirgli quante più informazioni possibile, e soprattutto quelle giuste, così da aiutarli a trovarsi nella posizione migliore”.A differenza degli altri reparti della rosa, la porta è l’unico ruolo in cui l’allenatore non attua mai il turnover. Una scelta di fiducia assoluta ampiamente apprezzata dal calciatore: “Il portiere ha bisogno di avere punti di riferimento e automatismi per sentirsi a suo agio fra i pali. E l’allenatore lo sa bene… Non è un ruolo facile in cui cambiare ogni partita o ogni mese; quindi, credo sia davvero importante sentire la fiducia dell’allenatore e sentirsi anche libero di giocare. Fabregas mi dà questa libertà di essere me stesso, ovviamente con alcuni consigli da diverse prospettive di gioco. Ma alla fine è sempre lui a decidere”.Il sogno Nazionale e il podio dei portieri al MondialeL’eccellente rendimento in Serie A ha inevitabilmente attirato le attenzioni dei selezionatori della Francia. Nonostante non sia arrivata la chiamata definitiva per il torneo iridato, Butez ha incassato una prestigiosa pre-convocazione: “No. Io do il meglio di me stesso al Como e poi, se dovesse arrivare una chiamata sarebbe fantastico e ne sarei orgoglioso. Ma non è una cosa che inseguo. Ovviamente è un sogno, ed è successo già in questa stagione, per la prima volta, di essere pre-convocato, una grande soddisfazione. Vedremo quali saranno le scelte del nuovo ct dopo Deschamps”.Guardando proprio alla rassegna del Mondiale, l’estremo difensore del Como ha stilato la sua personalissima top 3 dei colleghi: “Sul primo gradino metto Maignan, perché sono francese e mi piace molto come gioca. Poi Joan García, anche se non so se giocherà con la Spagna; sta facendo davvero grandi cose nel Barcellona e ha uno stile che mi piace molto. E come terzo, sì, ci sta ancora il vecchio Neuer”.Infine, una battuta sul ciclismo, l’altra grande passione di Butez, in vista del prossimo Tour de France e della grande sfida a Tadej Pogacar: “Penso che sarà una lotta a tre. C’è Vingegaard, che è ancora in ottima forma e lo ha dimostrato al Giro. E le francese Paul Seixas penso sia in grado di mettere in difficoltà Pogacar nei prossimi anni“. Il futuro a lungo termine di Butez, intanto, resta saldamente colorato di azzurro sulle sponde del lago di Como.