Dopo l’attacco sferrato questa mattina dalla premier Giorgia Meloni, arriva la replica della Fiera ‘Più libri più liberi’, accusata di censura per aver introdotto quello che la presidente del Consiglio ha definito un “patentino antifascista” per poter partecipare alla kermesse culturale.“La decisione di chiedere ai partecipanti di sottoscrivere una dichiarazione sulla condivisione dei principi costituzionali, democratici e inderogabili, non è affatto censura, ma un’esigenza di chiarezza e unità tra i diversi attori presenti in fiera”, rispondono gli organizzatori della Fiera attraverso una nota. “È un documento basato su riferimenti istituzionali e universali privo di visioni di parte, senza accenni politici e tantomeno legami partitici. È evidente che così non è stato interpretato. Siamo rammaricati di quanto sta accadendo: l’intervento della Presidente del Consiglio e il dibattito generale che ne è scaturito ci inducono ovviamente a un ulteriore attento approfondimento per rispetto istituzionale”, si legge ancora.Questo articolo Fiera ‘Più libri più liberi’, la risposta a Meloni: “No censura, sue parole impongono approfondimento” proviene da LaPresse