G7 a Evian, disgelo tra Trump e Meloni. La premier promuove l’intesa Usa-Iran: “Pronti a fare la nostra parte su Hormuz”

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Lo stop alla guerra in Iran, iniziata lo scorso 28 febbraio, arriva nel giorno degli 80 anni di Donald Trump e a poche ore dall’arrivo del tycoon americano e degli altri leader al G7 di Evian. In Alta Savoia giunge nel tardo pomeriggio anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che al mattino – prima di ricevere a Roma la premier Sanae Takaichi e volare poi in Francia – commenta con soddisfazione il memorandum d’intesa tra Washington e Teheran, sottolineando come si tratti di “un’occasione di pace che va colta” e confermando che l’Italia, “come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo”. Il testo dell’intesa in 14 punti verrà firmato a Ginevra venerdì. Sancisce i cessate il fuoco su tutti i fronti, dunque anche in Libano, tema su cui Meloni si sofferma sottolineando come “l’Italia continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese“. L’accordo si concentrerà poi ovviamente sulla riapertura e sulla gestione della navigazione dello Stretto di Hormuz, sul nucleare e sulle sanzioni. Insomma, dopo la firma dovrà iniziare una sorta di ‘fase due’, con 60 giorni per trattare.Il sostegno all’intesa e il nodo HormuzDi certo, per Meloni come per i leader di Regno Unito (Keir Starmer), Francia (Emmanuel Macron) e Germania (Friedrich Merz), i primi a firmare una nota congiunta già nella notte (a cui poi si aggiungeranno altri paesi come Australia, Canada, Cipro, Grecia e Giappone), il memorandum è “un momento cruciale per ristabilire la stabilità regionale e contribuire alla stabilizzazione dell’economia globale”, ma adesso è “essenziale che i negoziati di dettaglio giungano a buon fine e che l’accordo venga attuato rapidamente e integralmente“. Per Meloni, “i principi sono chiari: l’Iran non può dotarsi dell’arma nucleare e la libertà di navigazione” nello Stretto “deve essere garantita”. Per questo, ribadisce, l’Italia è pronta, “insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura di Hormuz”. Come si legge nel dossier confezionato da Fratelli d’Italia, prima di arrivare a un quadro chiaro e definito della situazione “c’è ancora molta strada da fare”, ma intanto l’estensione della tregua per altri 60 giorni e le dichiarazioni delle parti sull’aver individuato molti punti di contatto “è un segnale positivo che va sfruttato”.Friedrich Merz, Keir Starmer, Donald Trump, Emmanuel Macron, Mark Carney, Giorgia Meloni, Sanae Takaichi, Ursula von der Leyen e António Costa seduti attorno al tavolo della conferenza all’inizio del vertice del G7 a Évian (Michael Kappeler/picture-alliance/dpa/AP Images)La missione internazionale e il confronto con TrumpLa missione prevista nello Stretto di Hormuz, come spiegato da Macron, è una iniziativa portata avanti da Francia e Regno Unito ma “ci sono diverse nazioni presenti”, tra cui anche “gli italiani. Siamo pronti ad agire molto rapidamente“. Sul tema si esprime anche Trump, a suo modo, subito dopo l’arrivo a Evian: “Non credo che avremo bisogno di molto aiuto, ma non penso sia una cattiva idea avere una o due navi qui da qualche Paese”. E con Meloni, subito prima della cena inaugurale riservata ai leader del G7, il tycoon si saluta e scambia qualche battuta. Un scambio veloce, raccontano fonti diplomatiche, che tuttavia segna il ‘disgelo’ dopo settimane di freddezza sull’asse Roma-Washington a dimostrazione del fatto, viene spiegato, che non ci sono muri e ostilità tra l’amministrazione a stelle e strisce e il governo italiano.Giorgia Meloni arriva alla cena di lavoro ufficiale in occasione del vertice del G7 a Evian (Christopher Katsarov/The Canadian Press via AP)Le mosse dell’Italia e il dossier UcrainaGoverno che, in previsione della possibile missione internazionale a Hormuz, ha già mosso due cacciamine della Marina – la ‘Crotone’ e la ‘Rimini’ – che hanno raggiunto Gibuti. I cacciamine dovrebbero essere scortati da unità con sistemi di difesa aerea come il ‘Montecuccoli’ e la nave logistica ‘Atlante’. Perché l’operazione di sminamento inizi, ovviamente, è necessario che si verifichino tre condizioni: la definizione della tregua fra le parti, un mandato internazionale, e l’autorizzazione del Parlamento. Quest’ultima, in presenza delle prime due, potrebbe essere relativamente rapida attraverso le comunicazioni di Meloni alle Camere con annesse risoluzioni per la necessaria copertura politica.Non c’è solo il dossier Iran però sul tavolo dei grandi riuniti al G7. Anche il conflitto in Ucraina resta in primo piano, col presidente Zelensky che domattina sbarcherà nella località che si affaccia sul lago Lemano per prendere parte alla prima sessione di lavoro del summit. Meloni, in occasione del bilaterale nella Capitale con la giapponese Takaichi, è tornata a parlare di “inaccettabile aggressione russa” a Kiev, riaffermando l’impegno dell’Italia “a difesa del diritto internazionale per una pace giusta e duratura”. “Di fronte ai nuovi brutali attacchi russi contro i civili non possiamo volgere lo sguardo altrove“, il messaggio della premier secondo la quale “la fermezza del sostegno a Kiev e lo sforzo per la pace saranno elementi centrali del G7” dove “ribadiremo l’impegno per la riattivazione del processo negoziale per la cessazione del conflitto”.Questo articolo G7 a Evian, disgelo tra Trump e Meloni. La premier promuove l’intesa Usa-Iran: “Pronti a fare la nostra parte su Hormuz” proviene da LaPresse