Polemica sullo striscione «L’Italia agli italiani» a scuola: 6 in condotta e tesina sulle leggi razziali a due studenti. Interviene il ministero

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È diventato un vero e proprio polverone mediatico e politico il caso dei due studenti del liceo classico Vincenzo Monti di Cesena che hanno ricevuto un sei in condotta dopo aver calato dalla finestra uno striscione con la scritta «L’Italia agli italiani», durante la festa di fine anno scolastico. Un caso che è arrivato anche sul tavolo del ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara. Lo scontro politicoIl caso è esploso dopo la presa di posizione dell’assessora alla scuola del Comune di Cesena, che in una lettera aperta aveva definito il gesto degli studenti «un’offesa rivolta all’intera città», definendo le parole dello striscione «deplorevoli» e fuori luogo se pronunciate in un contesto scolastico. In poco tempo, la questione ha assunto una dimensione politica nazionale, con Fratelli d’Italia che ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale sollevando dubbi sulla proporzionalità del provvedimento disciplinare e sulla sua finalità, parlando di possibili «criticità interpretative» e di un presunto «percorso riabilitativo ideologico» imposto agli studenti.Gli studenti non si pentono: «È amore per la nazione»Uno dei due studenti coinvolti, Enrico Fiumana, ha respinto l’ipotesi di intenti discriminatori, definendo lo striscione «un messaggio di amore e speranza per la nazione» e spiegando che il gesto sarebbe stato estemporaneo e privo di finalità politiche o razziste. La tesina riparatoria sulle leggi razziali che fa discutereI due studenti, avendo ricevuto sei in condotta, dovranno preparare un elaborato di educazione civica da discutere all’esame di Maturità. I docenti hanno deciso che l’elaborato dovrà essere sulle leggi razziali. Ma la decisione fa discutere politicamente. L’ufficio scolastico regionale, l’articolazione territoriale del ministero dell’Istruzione, ha chiesto alla dirigente scolastica un chiarimento sul caso e, si legge, «in merito all’attinenza dell’elaborato critico proposto agli studenti con le motivazioni che hanno condotto il Consiglio di classe all’assegnazione della valutazione del comportamento pari a sei decimi».I dubbi del ministro ValditaraSulla questione è intervenuto anche il ministro Valditara che a sua volta ha espresso perplessità sulla coerenza tra la sanzione e il contenuto della tesina riparatoria assegnata ai due studenti. «Occorre chiedersi quale sia la motivazione di questa sanzione. È stato dato un 6 in condotta per aver affisso uno striscione contravvenendo alle regole dell’istituto, oppure per stigmatizzare il contenuto del manifesto?», ha dichiarato il ministro. «Leggo che dovranno riflettere sulle leggi razziali, sulla Giornata del Ricordo, su un bellissimo libro dal titolo “Gli africani siamo noi” scritto da Guido Barbujani che giunge a conclusioni analoghe a quelle di genetisti come Luigi Cavalli Sforza sulla non esistenza di una razza italica e sulla assoluta non scientificità di qualsiasi teoria razziale. Tutto questo lascia però pensare che oggetto della censura sia il contenuto dello striscione. Ma cosa c’entra la sanzione con la scritta esposta?», ha aggiunto. Ma gli studenti coinvolti avevano diverse noteSecondo quanto emerge ora, il sei in condotta però non sarebbe stato determinato solo esclusivamente dal gesto dello striscione, ma inserito in un quadro più ampio di valutazioni disciplinari. I due studenti avrebbero, infatti, accumulato nel tempo oltre dieci note sul registro di classe. Lo striscione rappresenterebbe quindi solo uno di tanti casi presi in esame dal consiglio di istituto dei docenti nella decisione finale.L'articolo Polemica sullo striscione «L’Italia agli italiani» a scuola: 6 in condotta e tesina sulle leggi razziali a due studenti. Interviene il ministero proviene da Open.