“Verdi imbecilli”. Povero Bonelli, perde pure la causa

Wait 5 sec.

Eh, no, piano un momento: non è vero che “si può dar dell’imbecille a Bonelli” come vanno dicendo per i social: questo no, la faccenda va messa nel contesto, come piace dire alla sinistra, e anche alla destra, e per contestualizzarla bisogna riassumerla per sommi capi, tanto per usare un’altra frase fatta, così, poi, resta spazio per qualche annotazione a margine, tanto per chiudere il cerchio dei luoghi comuni, con il che il povero Nanni Moretti potrebbe avere un ictus. Per noi, comunque, Bonelli non farà mai rima con imbecilli: non lo pensiamo, e, se pure lo pensassimo, non lo scriveremmo. Ma non lo pensiamo.Dunque, capita che il partito Europa Verde, che non so in cosa differisca da AVS, dai Verdi ontologici, visto che son sempre quella roba lì, ha perso una causa per diffamazione contro un “avvocato dell’atomo” come si fa chiamare Luca Romano, divulgatore nucleare, nel senso di favorevole all’energia nucleare, il quale aveva definito i Verdi degli “irresponsabili imbecilli”: vedendosi recapitare una richiesta risarcitoria secca di 52mila euro.Passa il tempo e alla fine il Tribunale di Roma rigetta, ritenendo insussistente il presupposto ovvero non c’era aggressione personale, se mai valutazione, o provocazione, diretta in modo impersonale all’intera associazione dei “Verdi”, come tale secondo il giudice soggetta ad una normale dialettica politica. Più rilevante, forse, il dettaglio per cui il giudice considera le critiche di Romano basate su argomentazioni scientifiche rilasciate da organismi internazionali neutri, cioè se ne impipano dei dispetti italiani, come AIEA. Insomma un compatimento per così dire documentato e verificato. Il che è abbastanza pesante per chi ha sporto querela.Certo non al punto da considerarli legittimamente degli imbecilli a termini di scienza, questo no! Il giudice – un giudice nucleare, orrore! – se mai sembra voler intendere o alludere a significati diversi, possibilmente riassumibili così: vedetevela tra di voi. Che non è pilatesco come potrebbe sembrare. Non è possibile, infatti, che gli scazzi tra egocentrici finiscano sempre in giudizio, la magistratura è letteralmente sommersa di cause narcisistiche, più o meno pretestuose, tra pari: divulgatori, influencer, giornalisti, politici. Perché non si torna ai Tre Moschettieri e se la risolvono all’alba dietro al convento delle Carmelitane Scalze?Qui si potrebbe aprire una parentesi a proposito del ruolo, ingombrante, dei divulgatori di tutto il mondo, unitevi nella vanità. Siamo pieni di questi divulgatori, particolarmente in faccende maledettamente complicate come il clima, che parlano ex cathedra ma poi risolvono le dotte dissertazioni in pretesto elettorale, cioè dal clima alla rivoluzione anticapitalista, antioccidentale e propal, a base di sonore inesattezze quando non panzane colossali: hanno portato in processione un cartone animato come la Greta, che dopo cinque o sei anni che girava il mondo annunciando la fine del mondo, puntualmente accolta e riveriva da pontefici, capi di Stato, finanzieri della riconversione e tutto il circo dei potenti ipocriti, ha mollato la causa dandosi anima e core ad Hamas, pretendendo che “non c’è clima senza Palestina”.Una simile idiozia, amplificata per anni, ha finito per scatenare danni prolungati e non indifferenti, costati tra l’altro la distruzione dell’industria automobilistica tedesca e poi europea, da tamponare ricorrendo ai soliti riarmi in funzione bellica: complimenti, ottimo risultato, viva la Ue degli esperti in cialtronaggine. La Greta con tutta evidenza era un manichino di certe politiche truffaldine, del giro eversivo sorosiano, dell’ambientalismo demenziale, ma quanti l’hanno seguita? Quanti sedicenti esperti si sono uniti nel coro assurdo della fine del mondo che era vicina, era imminente? Talmente imminente che la ripetono da tre o quattro decenni: loro han fatto le loro carriere, e il mondo è sempre lì coi suoi ghiacciai e i suoi orsi polari. E adesso, oh bella, tutti o quasi si accorgono che l’atomo non era “di destra” quanto l’unica soluzione per poter reggere il carico debordante di energia richiesto dalla nuova intelligenza artificiale. Arrivarci prima, no, eh, invece di correr dietro ad una strampalata furbastra?È la medesima paraculaggine di quelli che si definiscono filosofi, a partire dai 19 anni, e poi sono solo radioline di frasi fatte, piccoli arrivisti che passano da un putiniano all’altro, da un parolaio all’altro, fuffaroli buoni per farsi su le madame Bovary in deficit culturale. Ce ne sono millanta che tutta notte canta, per tutti i settori, soggettoni impermeabili alle loro figure mortificanti, inanellate una dopo l’altra, campioni mondiali di strafalcioni leggendari, ma hanno capito che l’importante è restare sempre in circolo, la dignità è un optional, l’imbarazzo gli scivola: vedi caso, tutti hanno in testa un’idea meravigliosa e solo quella, la politica dove poter continuare a vivere della loro rendita di cazzate.Lo ripetiamo, non c’è allusione specifica, è una moda, una tendenza che fa di un influencer un divulgatore, di un divulgatore un esperto, di un esperto uno scienziato (honoris causa, da se stesso a se stesso conferita), di uno scienziato un luminare, di un luminare una coscienza civile, di una coscienza civile un parlamentare. Un grottesco processo per osmosi che resta largamente evocativo e in perenne attesa di conferme. Come se io, che conosco a memoria l’opera omnia di Frank Zappa, cominciassi a tirarmela da compositore totale del Novecento, virtuoso della chitarra e produttore discografico e poi dicessi eccomi son qua, chi mi raccatta? E funziona, credetemi, “la gente s’innamora sempre della gente convinta”, come cantava Finardi.L’altro significato che si può arguire dalla pronuncia del giudice nucleare è un po’ un corollario del primo, “vedetevela tra di voi”, e implica una giustificata insofferenza da parte della magistratura: forse non lo sapete, ma tra questi apprendisti, divulgatori, giornalisti, criminologi, tuttologi e politici e mitomani, è invalso l’uso di querelare a strascico, anche bersagli malati, sofferenti: se ne vantano, lo dicono pubblicamente, gente che ha all’attivo migliaia di cause pretestuose, e si capisce il gioco: non solo puntano a soldi, con gli studi legali che telefonano a casa proponendo un tariffario, “5000 subito e rimettiamo la querela”, il che è già di per sé discutibile e diventa insopportabile quando li senti vantarsi, “guadagno più con le denunce che col mio lavoro (è una scelta, comunque), mi faccio un’altra macchina, mi faccio le vacanze, tiro su un piano di casa”.C’è poi l’aspetto per così dire politico, cioè il numero spropositato di querele è inteso a fornire una dimostrazione di notorietà vagamente delirante: a misura della gente che spedisco davanti a un giudice vi dimostro quanto sono imprescindibile, voi dovete sapere che tutti parlano di me, il mondo ce l’ha con me e mi tocca difendermi, contrattaccando e io non faccio prigionieri, con me non si scherza, io distruggo chiunque, io sono onnipotente.Leggi anche: “Egitto sta su?… Ma studia”. Che figuraccia Bonelli davanti alla cartinaGià, oggi la carognaggine è un must, fa business e rovinare la vita allo sconosciuto sui social, che spara un insulto ma non sa difendersi, al dunque non ha i mezzi, è inteso come sfoggio di potenza. Che draghi! Che cattivi! Molti provocano per ricevere reazioni, materiale da sfruttre in giudizio, una manfrina tipicamente italiana, degenerata in una gigantesca metastasi dell’ego (altro è essere costretti a far smettere il parassita mascherato che per anni diffama, insulta, ride della tua malattia, dei tuoi lutti, delle tue avversità). Curiosamente, i più compulsivi son gente di sinistra che una settimana sì e l’altra pure scende in piazza contro le querele temerarie.La cosa deve aver cominciato a indispettire la stessa magistratura, stufa di essere usata come un taxi o come un drone. “Vedetevela tra di voi”, per un insulto non è mai morto nessuno, se siete uomini trovatevi e risolvetela, voi divulgatori, voi megalomani. Forse l’imbecillità sta proprio qui. E, ancora una volta, non riguarda il Bonelli della situazione ma un costume generale che di razionale, di responsabile, e perfino di umano ha poco e niente. Un malvezzo, questo sì, atomico.Max Del Papa, 18 giugno 2026L'articolo “Verdi imbecilli”. Povero Bonelli, perde pure la causa proviene da Nicolaporro.it.