Milano, delitto Guerrino: la pista dell’incontro in chat e quel precedente del 2023

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Le indagini sull’omicidio di Roberto Guerrino, l’interprete di fama internazionale trovato morto nel suo appartamento di via Nino Oxilia a Milano, si concentrano sulle app di incontri e sui contatti avuti dalla vittima nelle ore precedenti al delitto. I carabinieri analizzeranno tabulati, chat e telecamere private della zona. Tra gli elementi al vaglio anche alcune statuette di Buddha sporche di sangue, forse usate come arma.Delitto Guerrino, le indagini puntano su un incontro organizzato in casaNon è tanto il passato a indicare un nome, quanto un possibile contesto. Nelle indagini sull’omicidio di Roberto Guerrino, il sessantenne trovato morto nel suo appartamento di via Nino Oxilia, vicino alla stazione Centrale, torna infatti un precedente del 2023: un incontro nato su un’app, poi degenerato in aggressione, minacce ed estorsione di denaro. Una vicenda quasi certamente slegata dall’omicidio di sabato notte, ma utile agli investigatori per leggere lo scenario in cui il delitto potrebbe essere maturato.Come riferisce il Corriere, i carabinieri coordinati dal pm Carlo Scalas stanno lavorando soprattutto sui tabulati telefonici e sul tentativo di recuperare i messaggi scambiati da Guerrino nelle chat delle applicazioni di incontri. Sarà chiesto l’accesso ai gestori delle piattaforme per ricostruire gli ultimi contatti della vittima e individuare eventuali appuntamenti fissati nelle ore precedenti alla morte.Guerrino, interprete di fama internazionale che aveva lavorato anche in contesti di altissimo profilo, con personalità come Carlo d’Inghilterra e Bill Clinton, avrebbe continuato a cercare incontri occasionali nonostante un episodio traumatico avvenuto tre anni fa. Una vicenda che lo aveva profondamente scosso, provocandogli crisi di panico e momenti di forte fragilità emotiva. Chi ha ucciso Roberto Guerrino lo avrebbe fatto con una violenza estrema, probabilmente al termine di un incontro intimo. Le lesioni più gravi sono state riscontrate al cranio e al volto. Secondo un primo esame, i colpi sarebbero stati inferti con oggetti presenti nell’appartamento.L’attenzione dei carabinieri si è concentrata in particolare su alcune pesanti statuette di Buddha. Guerrino, che da anni aveva abbracciato la religione buddista, ne teneva diverse in casa. Alcune sono state trovate a terra, sporche di sangue. Saranno inviate agli esperti del Racis, che dovranno cercare eventuali tracce biologiche, impronte digitali e compatibilità tra quegli oggetti e le ferite rilevate sul corpo della vittima. L’autopsia dovrà chiarire con maggiore precisione la dinamica dell’aggressione e l’ora della morte. Ma il quadro che emerge finora è quello di un attacco improvviso, violentissimo e concentrato nella zona del salotto.Nessun segno di lotta nell’appartamentoUn elemento pesa nella ricostruzione: nell’abitazione non sarebbero stati trovati segni evidenti di colluttazione. Guerrino sarebbe stato colpito a freddo, forse quando non aveva ancora percepito il pericolo o non era in condizione di difendersi. Addosso aveva soltanto alcuni indumenti femminili, dettaglio che rafforza l’ipotesi di un incontro a sfondo intimo. Il delitto sarebbe avvenuto dopo le 22.30, quando il sessantenne sarebbe stato visto passare in strada in bicicletta, ma più probabilmente nel corso della notte tra venerdì e sabato. Dopo l’omicidio, il killer avrebbe portato via il telefono, il portafogli e del denaro. Il furto può indicare una rapina, ma potrebbe anche essere stato un modo per cancellare tracce e rendere più difficile la ricostruzione degli ultimi contatti della vittima.Telecamere private e tabulati: la caccia al killerI carabinieri della squadra Omicidi del Nucleo investigativo e della Compagnia Duomo stanno passando al setaccio le telecamere della zona. Le immagini pubbliche analizzate finora non avrebbero offerto elementi particolarmente utili, mentre maggiori indicazioni potrebbero arrivare dai sistemi privati di palazzi, negozi e attività vicine.Gli investigatori cercano una presenza compatibile con l’orario del delitto: qualcuno entrato nello stabile, uscito in fretta o allontanatosi dopo la notte. Non si esclude che l’assassino sia arrivato nell’appartamento dopo un appuntamento fissato online, ma resta aperta anche l’ipotesi di una conoscenza occasionale nata quella stessa sera. Al momento, però, la pista principale resta quella dell’incontro tramite app. Per questo telefono e computer, spariti dalla casa, diventano due oggetti chiave: potrebbero contenere conversazioni decisive, ma proprio per questo potrebbero essere stati portati via.Il precedente del 2023 e l’incontro degenerato in aggressione nell’appartamentoNel 2023 Guerrino aveva sporto denuncia dopo un episodio avvenuto sempre nel suo appartamento. Aveva conosciuto un uomo attraverso un’app di incontri e lo aveva ricevuto in casa. Una volta entrato, l’uomo gli avrebbe chiesto denaro. Al rifiuto, lo avrebbe minacciato e aggredito, riuscendo a sottrargli oltre 250 euro.Pochi giorni dopo, la stessa persona si sarebbe ripresentata alla porta fingendosi un altro utente del sito. Anche in quel caso avrebbe minacciato Guerrino. Una vicenda pesante, che aveva lasciato il sessantenne in uno stato di forte paura e che oggi torna come precedente investigativo. Per capire se l’omicidio possa essere nato dentro lo stesso meccanismo: un appuntamento privato, una richiesta di soldi, il rifiuto, la violenza.L'articolo Milano, delitto Guerrino: la pista dell’incontro in chat e quel precedente del 2023 proviene da Nicolaporro.it.