Maurizio Lupi dice che la convention di Roberto Vannacci gli ha ricordato «il Vaffa day, Futuro nazionale sembra un M5s di estrema destra. Tutto già visto». Secondo il leader di Noi Moderati, che parla in un’intervista a Repubblica, «quello di Vannacci somiglia al linguaggio di Grillo: diretto, duro, vicino al popolo. Da militare, sa che la sua forza è descriversi come l’eroe tutto legge e ordine, paladino degli ultimi, perciò usa termini come “feccia”, “sporca dozzina”. Non mi sembra una novità. È il tentativo di parlare alla pancia del Paese, rivolgendosi alla destra estrema come fanno altri movimenti simili in Europa». Nel 2013 il Movimento 5 Stelle alla sua prima partecipazione alle elezioni sfiorò il premio di maggioranza e portò a casa il 25%. Prese 8.700.000 voti alla Camera dei deputati, circa 45.000 in più rispetto al Pd nel conto nazionale.Vannacci e GrilloSecondo Lupi «per ora Fn esiste solo nei sondaggi. Quando io e Alfano fondammo l’Ncd ci davano al 10%, poi alle Europee dell’anno dopo facemmo il 4,2. So per esperienza che i sondaggi sono una cosa, la costruzione di un partito un’altra». Nel centrodestra, sostiene Lupi, «la strada non è la rincorsa a diventare più Vannacci di Vannacci. Ma è la sfida del governo, la capacità di stare fra le persone e offrire soluzioni. Anche sulla sicurezza: se la si strumentalizza senza dare risposte finisce che poi i populisti a volte ritornano».Rimpatriata di reduciIn questo senso l’effetto della radunata di Vannacci è «lo stesso che mi fece Il mondo al contrario, che ha incredibilmente venduto 300mila copie sul web. Abbiamo assistito a una rimpatriata di reduci. Quando ci sono 2mila persone bisogna sempre portare rispetto, che però Vannacci non ha avuto. Io sono convinto che non ci sarà un grande Futuro nazionale». Mentre Meloni attacca una fiera di libri per il patentino antifascista: «Non collegherei le due cose. La preoccupazione mia, della premier e degli altri alleati non è Vannacci, ma come concludere questi 5 anni di governo e dare il segnale che la politica può cambiare il Paese. Abbiamo un anno per completare il programma. Meloni, che condivido, contesta il vizio di una certa sinistra a dare patentini di democrazia utilizzando l’antifascismo».Sui migrantiSull’Italia che non deve più far entrare i migranti, dice Lupi, «lo vada a raccontare alle imprese del Nord e del Sud, alle famiglie con badanti che assistono i nostri anziani. È un’altra enorme stupidata. Con noi entra solo chi ha un lavoro. Infatti abbiamo aumentato a 500mila ingressi il decreto flussi, a riprova che i migranti servono. Altro è il contrasto alla immigrazione clandestina». Il suo è «il tentativo di occupare uno spazio politico. Il centrodestra è una certezza politica, chi lo guida è espressione della destra italiana, che in Europa ha aderito al partito dei conservatori. Non esiste governo senza il centro e le sue ragioni. Come dimostra Vigevano: l’appello di Vannacci a stracciare le schede non ha avuto risultati».Futuro Nazionale e Forza ItaliaE quando gli fanno notare che il generale potrebbe voler fare fuori Nm e Forza Italia dalla coalizione, risponde che «mi viene da ridere. Lui non può far fuori nessuno. La nostra coalizione ha una sua storia e sono i suoi trent’anni. Al contrario del campo largo noi condividiamo valori e programma, non mettiamo insieme sigle solo per battere gli avversari. Vannacci ha votato contro la fiducia al governo sul salario giusto perché rincorre il salario minimo. Anche in questo caso è un M5s di estrema destra».L'articolo Maurizio Lupi e Vannacci come Beppe Grillo: «Il suo è un M5s di estrema destra» proviene da Open.