Disclosure Day, Spielberg torna agli alieni ma la vera domanda riguarda noi

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Quando Steven Spielberg decide di tornare a parlare di extraterrestri, il risultato non è mai soltanto un film di fantascienza. È successo con Incontri ravvicinati del terzo tipo, è successo con E.T. – L’extraterrestre e, in modo diverso, con La guerra dei mondi. Oggi, con Disclosure Day, il regista americano torna a confrontarsi con uno dei temi che più hanno segnato la sua carriera, ma lo fa da una prospettiva completamente nuova.Non ci sono bambini che stringono amicizia con creature venute dallo spazio né invasioni spettacolari che minacciano il pianeta. Questa volta Spielberg si concentra su qualcosa di ancora più inquietante: cosa accadrebbe se qualcuno dimostrasse definitivamente che non siamo soli nell’universo? È una domanda che attraversa tutto il film e che, inevitabilmente, finisce per coinvolgere anche lo spettatore.Disclosure Day: Spielberg torna a raccontare gli extraterrestriLa premessa narrativa è affascinante e sorprendentemente attuale. L’umanità vive un periodo di forte instabilità internazionale, con conflitti sempre più vicini a esplodere e un clima di tensione che domina l’informazione globale. In questo contesto emerge un gruppo deciso a rivelare al mondo documenti e prove che dimostrerebbero una presenza extraterrestre nascosta per decenni.Ma il cuore di Disclosure Day non è la scoperta in sé. Spielberg non sembra interessato a mostrarci gli alieni quanto piuttosto le conseguenze psicologiche, sociali e culturali di una simile rivelazione. Che cosa farebbero i governi? Come reagirebbero le religioni? E soprattutto, saremmo davvero pronti a conoscere la verità?Foto: Instagram @stevenspielbergfansSteven Spielberg dona $25.000 in supporto alla famiglia di James Van Der Beek dopo la sua morteDisclosure Day e la rivelazione che potrebbe cambiare il destino dell’umanitàIl film costruisce il proprio fascino proprio su questa incertezza. L’eventuale esistenza di altre forme di vita intelligente diventa una sorta di detonatore emotivo capace di mettere in discussione tutto ciò che consideriamo stabile. Famiglia, politica, fede, scienza e perfino identità personale vengono travolte dalla stessa domanda.Spielberg osserva i suoi personaggi senza giudicarli. Alcuni reagiscono con entusiasmo, altri con paura, altri ancora con una disperata necessità di negare ciò che sta accadendo. Guardando il film è difficile non pensare al mondo contemporaneo, ai social network, alle fake news e alla crescente difficoltà di distinguere i fatti dalle interpretazioni. In questo senso, Disclosure Day parla molto meno di alieni e molto più degli esseri umani.Steven Spielberg sceglie gli esseri umani come veri protagonistiÈ proprio qui che il film trova la sua dimensione più interessante. Gli extraterrestri restano sullo sfondo, quasi come una presenza invisibile. Al centro della scena ci sono invece le persone e le loro fragilità. Spielberg sembra voler ricordare che ogni grande scoperta della storia non ha mai cambiato soltanto la conoscenza del mondo, ma anche il modo in cui gli individui percepiscono sé stessi.Alla soglia degli ottant’anni, il regista continua a mostrare una curiosità rara verso l’animo umano. Non cerca facili effetti speciali né scorciatoie narrative. Preferisce scavare nelle paure, nelle convinzioni e nei dubbi dei suoi protagonisti. E forse è proprio questo che rende il film così coinvolgente.Foto: Instagram @stevenspielbergfansSpielberg – Il Re di Hollywood: il genio che ha trasformato le sue paure in capolavoriDisclosure Day convince con un finale spettacolare e ricco di tensioneLa prima parte richiede un po’ di pazienza. Spielberg costruisce con attenzione l’universo narrativo e introduce numerosi personaggi e sottotrame. Poi, gradualmente, il racconto cambia ritmo. La tensione cresce scena dopo scena fino a esplodere in una parte finale che riesce a tenere il pubblico con il fiato sospeso. Particolarmente riuscita la sequenza ambientata su un treno in corsa, uno dei momenti più spettacolari e adrenalinici dell’intera pellicola.Ma la vera forza del finale non risiede nell’azione. Risiede nella sensazione di trovarsi davanti a qualcosa che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui osserviamo il mondo. In alcune scene emerge inoltre un altro tema caro a Spielberg: il cinema stesso. Come già accadeva in The Fabelmans, il regista celebra il potere delle immagini e della narrazione come strumenti capaci di aiutarci a comprendere la realtà.Foto: Instagram @stevenspielbergfansRomería e le altre uscite cinema del weekend: cosa vedere in salaAccanto a Disclosure Day arriva nelle sale anche Romería, il nuovo film della regista spagnola Carla Simón. Dopo il successo di Estate 1993 e Alcarràs, l’autrice torna a raccontare una storia profondamente personale. La protagonista Marina, rimasta orfana da bambina, intraprende un viaggio alla scoperta delle proprie radici e di una famiglia che conosce appena. Il film affronta temi come la memoria, l’identità e l’appartenenza con grande delicatezza. La sincerità dello sguardo della regista è evidente, anche se il ritmo non sempre riesce a sostenere la forza emotiva della storia.Resta comunque una proposta interessante per chi ama il cinema intimista e i racconti che parlano di relazioni, ricordi e crescita personale. Se però c’è un titolo destinato a monopolizzare l’attenzione del pubblico in questo fine settimana, quello è sicuramente Disclosure Day. Spielberg torna a guardare verso il cielo, ma ancora una volta ci invita a osservare qualcosa di molto più vicino: noi stessi.E.T. dopo 42 anni: ecco le curiosità sul capolavoro cinematografico di Steven Spielberg| Da Rumors.it