Il Pascale studia i centenari per battere i tumori: la ricerca 

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Comprendere perché alcune persone raggiungano età eccezionali senza sviluppare tumori potrebbe aiutare la ricerca a individuare nuove strategie di prevenzione e cura oncologica. È l’obiettivo del progetto Amici, nato dalla collaborazione tra l’Istituto tumori Pascale di Napoli, l’Asl di Benevento e la Comunità Montana del Fortore, che oggi ha presentato i primi risultati nel corso di un convegno all’Irccs partenopeo.L’ipotesi del mimetismo molecolareAlla base dello studio – i cui risultati sono stati presentati durante un convegno ospitato dal Pascale – c’è un’ipotesi affascinante: alcune infezioni affrontate nel corso della vita potrebbero aver ‘addestrato’ il sistema immunitario a riconoscere e contrastare anche le cellule tumorali. Un fenomeno noto come mimetismo molecolare, che si basa sulla somiglianza tra determinati antigeni presenti nei microrganismi e quelli espressi dai tumori.I centenari del FortoreAl centro dell’indagine – coordinata dal Laboratorio di Modelli immunologici innovativi del Pascale, diretto da Luigi Buonaguro – ci sono ultraottantenni e centenari residenti nel Fortore beneventano che, oltre ad aver raggiunto un’età molto avanzata, non hanno sviluppato patologie oncologiche nel corso della loro vita.“Lo studio, il cui acronimo significa Affinità tra microorganismi e cancro con immunità cross-reattiva, ha confrontato il profilo immunitario di questi soggetti con quello di pazienti oncologici”, spiega Buonauguro, da impegnato nello studio del rapporto tra cancro e risposta immunitaria”. I risultati preliminari I risultati preliminari hanno individuato “un particolare pattern di memoria immunitaria nei confronti di specifici microrganismi, prevalentemente virus, capace di distinguere i malati di tumore dai soggetti sani”, prosegue l’esperto. Sebbene non si tratti ancora della prova di un rapporto di causa-effetto, i dati raccolti suggeriscono “l’esistenza di biomarcatori associati a uno stato immunitario potenzialmente più protettivo nei confronti delle neoplasie. Un’indicazione che potrebbe avere importanti ricadute future nella medicina preventiva”.Secondo i ricercatori, il risultato più interessante è proprio l’identificazione di una sorta di “firma immunitaria” associata ai soggetti longevi e sani, che potrebbe contribuire a spiegare la loro maggiore resistenza alle malattie oncologiche.Le prospettive nella lotta ai tumoriSe confermati su popolazioni più numerose, i risultati potrebbero favorire lo sviluppo di nuove strategie immunologiche contro il cancro, dai vaccini preventivi e terapeutici alle terapie cellulari avanzate, comprese le CAR-T.Per questo il gruppo di ricerca ritiene necessario ampliare l’indagine su scala regionale e nazionale, trasformando le aree della longevità in veri e propri laboratori naturali per la ricerca biomedica.Questo articolo Il Pascale studia i centenari per battere i tumori: la ricerca  proviene da LaPresse