Raffaella Carrà, figlio adottivo: “Aveva un brutto tumore e fece testamento”

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Il figlio adottivo ha rivelato che la conduttrice ha avuto uno dei tumori peggiori in assolutoGian Luca Pelloni Bulzoni, il figlio adottivo di Raffaella Carrà, è intervento in queste ultime ore in occasione della presentazione della Fondazione Carrà. E come riportato da FanPage.it l’uomo ha parlato sia del momento in cui è nata l’idea della conduttrice di adottarlo e poi ha anche parlato della malattia che l’ha colpita. A tal proposito ha rivelato che la diagnosi del tumore al polmone è arrivata in piena pandemia Covid, più precisamente il 22 aprile 2020. Il 4 maggio, dopo ulteriori analisi, è arrivato il responso definitivo. I medici infatti le dissero che purtroppo era stata colpito da uno dei tumori peggiori possibili:“Le dicono che questo è uno dei più brutti tumori che potesse avere, che era ai polmoni…”Raffaella Carrà, dopo la diagnosi, ha scritto il testamentoUna volta arrivata questa terribile diagnosi relativa al tumore al polmone la conduttrice della Rai, come rivelato dal figlio adottivo Gian Luca Pelloni Bulzoni, in occasione della presentazione della Fondazione Carrà, si è recata immediatamente nel suo ufficio per redigere il testamento. E quando l’uomo l’ha saputo, come riportato da FanPage.it, ha capito chiaramente che purtroppo la situazione era assai critica:“Mi disse che stava scrivendo ‘il testamento’…Per me fu una botta tremenda…”Com’è nata l’idea di adottare Gian Luca Pelloni BulzoniSuccessivamente Gian Luca Pelloni Bulzoni, come riportato da FanPage.it, ha anche raccontato alla presentazione della Fondazione Carrà com’è nata l’offerta di adozione. Tutto è successo proprio il giorno dopo che la conduttrice dell’ammiraglia Rai ha scritto il testamento. Infatti Raffaella Carrà l’ha chiamato e con al fianco di Sergio Japino gli ha detto chiaramente se volesse diventare suo figlio adottivo. A quel punto la Carrà, sulla quale è stato svelato recentemente un retroscena, gli ha fatto presente che se avesse accettato la sua proposta avrebbe così avuto l’opportunità di portare avanti tutto quello che non avrebbe potuto portare a termine per forza di cose:“Gli spiegò che in questo modo avrebbe potuto portare avanti tutto ciò che lei avrebbe lasciato in sospeso dopo la morte…”E dopo averci riflettuto bene, visto che ormai i genitori non li aveva più, accettò di buon grado: “I miei genitori non ci sono più: mio padre è morto nel 2004, mia madre nel 2016…” Questa adozione è poi andata a buon fine perchè tutte le regole sono state rispettate.L'articolo Raffaella Carrà, figlio adottivo: “Aveva un brutto tumore e fece testamento” sembra essere il primo su LaNostraTv.