L'Europa cerca un negoziatore con Mosca. Occhi puntati su Costa

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AGI - Dopo le indiscrezioni sui primi contatti tra lo staff del Presidente del Consiglio europeo Antònio Costa e Mosca, torna con forza sul tavolo Ue la questione di una figura incaricata di rappresentare l'Unione quando si aprirà il capitolo dei negoziati di pace con la Russia. Finora i vertici istituzionali, a partire dall'Alto Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas, avevano rigettato il "totonomi", ma oggi, interpellata sul punto, Kallas ha di fatto bocciato - senza citarlo - l'ipotesi che possa essere proprio Costa a ricoprire quel ruolo: "Credo sia molto chiaro che l'Ue non può fare da mediatore, perchè siamo stati chiaramente dalla parte dell'Ucraina".Una posizione condivisa anche da una fonte della Commissione europea: "Dedichiamo troppo tempo alla discussione su chi sia. La domanda è: la Russia è davvero disposta e in grado di discuterne veramente?". Nonostante le cautele, il nome su cui si concentra la riflessione resta quello di Costa. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, presente oggi al prevertice del PPE, non chiude: "Potrebbe essere lui", ha detto, pur ricordando che "ci sono anche altre persone che possono farlo. L'importante è che ci sia una voce che esprima la posizione dell'Europa in un momento in cui la Russia sembra non voler venire a consigli". Tajani ha inoltre respinto l'idea di formati ristretti tra Stati membri, auspicando una figura scelta dai 27 leader.I paletti di MeloniLa premier italiana Giorgia Meloni alla vigilia del vertice Ue ha fissato i suoi paletti, escludendo di fatto le ipotesi Mario Draghi e Angela Merkel circolate nelle scorse settimane. Dal G7 di Evian ha delineato il profilo ideale: "Se si vuole arrivare a un risultato, sarebbe difficile proporre una persona di un grande Paese europeo. Mi rivolgerei quindi verso le medie potenze dell'Ue", rigettando anche i piccoli formati come l'E3 (FranciaGermaniaRegno Unito), che non parlano "a nome dell'Europa nel suo complesso".In attesa che i leader affrontino il tema, resta aperta la domanda politica di fondo: l'Ue vuole davvero dotarsi di un unico interlocutore con Mosca - e con quale mandato - o la discussione sul nome rischia di precedere quella sulla strategia? Visto il protrarsi della guerra, ci sarà ancora tempo per trovare un nome che possa mettere d'accordo tutti.