L’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina nella rosa dei principali centri italiani per la cardiologia interventistica, quando si tratta di procedure tempo-dipendenti e ad alta complessità. Secondo i dati della Società Italiana di Cardiologia Interventistica – Gise riferiti al 2025, presentati al ministero della Salute, il Presidio Ospedaliero pontino è al primo posto in Italia per diverse tipologie di complessi interventi effettuati.“Il nostro plauso va all’intera équipe cardiologica dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, coordinata dal professor Francesco Versaci, e all’intera quadra di medici, infermieri, tecnici, personale dell’UTIC, dell’emodinamica e della cardiologia, insieme ai professionisti dell’emergenza e del territorio”, ha sottolineato la Dg della Asl di Latina, Sabrina Cenciarelli. “Questi primati, che ci onorano, sono anche la riprova della performance della rete della nostra Azienda Sanitaria e dell’organizzazione che collega territorio, emergenza-urgenza, 118, pronto soccorso, UTIC ed emodinamica per portare il paziente nel posto giusto nel minor tempo possibile”.L’ospedale di Latina e i primati in cardiologia interventisticaL’ospedale risulta primo in Italia, su 249 centri nazionali analizzati, per angioplastiche primarie nell’infarto miocardico acuto associato a sopraslivellamento del tratto ST, con ben 423 procedure. Un dato che, più di altri, racconta la capacità di un ospedale di rispondere all’emergenza cardiologica poiché in questa condizione ogni minuto conta, visto che la riapertura tempestiva dell’arteria coronaria occlusa può fare la differenza tra recupero e danno permanente al cuore.La leadership nazionale del Goretti emerge anche nelle angioplastiche coronariche multivasali, con 1.135 procedure nel 2025, e nelle angioplastiche del tronco comune non protetto, con 364 procedure. Entrambi sono interventi che riguardano forme particolarmente impegnative di malattia coronarica.Oltretutto il Santa Maria Goretti non lavora prevalentemente su pazienti elettivi, programmati e clinicamente stabili, ma in larga misura su pazienti instabili, spesso reduci da una sindrome coronarica acuta recente. Questo, spiegano dalla struttura, significa affrontare quadri clinici più complessi, con maggiore necessità di monitoraggio, stabilizzazione e decisioni rapide, e con inevitabili prolungamenti dei tempi di ricovero rispetto alla casistica elettiva.Il profilo di alta intensità clinica è confermato anche dal primo posto nazionale nelle angioplastiche nelle sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento del tratto ST, con 708 procedure. In termini pratici, si tratta di pazienti che spesso arrivano in ospedale con dolore toracico, alterazioni degli esami o del quadro clinico: casi che richiedono valutazione specialistica, stratificazione del rischio e, quando indicato, trattamento invasivo tempestivo.La denervazione renaleAccanto all’attività coronarica, il Goretti mostra risultati di rilievo anche in ambiti innovativi della cardiologia interventistica, tanto da risultare primo in Italia per procedure di denervazione renale, con 32 procedure. Si tratta di un settore in evoluzione, rivolto a pazienti selezionati con ipertensione arteriosa difficile da controllare, e testimonia la capacità dell’ospedale di affiancare all’emergenza anche percorsi tecnologicamente avanzati.Dunque il Santa Maria Goretti si conferma un hub cardiologico di riferimento non solo nel Lazio, ma nel panorama nazionale. Il centro è inoltre sesto in Italia per angioplastiche coronariche totali, con 1.364 procedure su 250 centri, e quarto per stent medicati impiantati, con 2.365 dispositivi.Tutti i dati, riguardando emergenze cardiologiche e procedure ad alta complessità, sono indicatori importanti della capacità organizzativa, dell’esperienza maturata e della tenuta di una rete assistenziale. Testimonianza concreta di una cardiologia che lavora ad alta intensità, con una forte integrazione tra ospedale e territorio. E con un ruolo sempre più riconoscibile nel sistema sanitario nazionale.Questo articolo Cardiologia interventistica: la performance del Santa Maria Goretti di Latina proviene da LaPresse