Perugino (Policlinico Milano): “Placenta Accreta Spectrum in aumento, ma oggi si può affrontare con maggiore sicurezza”

Wait 5 sec.

Patologia rara ma in costante aumento, la Placenta Accreta Spectrum rappresenta una delle emergenze ostetriche più complesse e pericolose. Grazie a un modello multidisciplinare altamente specializzato, il Policlinico di Milano è oggi il centro con il maggior numero di casi trattati in Italia e una delle realtà di riferimento in Europa. Con il dottor Giuseppe Perugino, membro della International Society Placenta Accreta Spectrum (IS-PAS), approfondiamo i fattori di rischio, l’importanza della diagnosi precoce, le strategie chirurgiche innovative e il percorso di cura che consente di garantire la massima sicurezza a mamma e bambino, preservando la fertilità in un numero crescente di pazienti.Dottor Perugino, la placenta accreta spectrum è una patologia rara ma sempre più frequente. Quali sono le cause di questo aumento e quali sono oggi i principali fattori di rischio che le future mamme dovrebbero conoscere?Dal 2023 sono membro di IS PAS, l’International Society Placenta Accreta Spectrum, riferimento mondiale per l’avanzamento delle conoscenze su PAS.Le cause dell’aumento sono da ricercare nel cambiamento della nostra popolazione, abbiamo un aumento dell’età al primo figlio associato ad un aumento del ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita ed anche un aumento dell’incidenza di tagli cesarei.La diagnosi precoce può fare la differenza tra una gestione programmata e una situazione di emergenza. Quali sono i segnali che consentono di riconoscere una PAS durante la gravidanza e perché è fondamentale affidarsi a centri con un’elevata esperienza?La diagnosi è fondamentale nella gestione delle PAS. Le pz con PAS devono essere programmate in Centri di III livello in quanto la gestione di queste pazienti prevede l’interazione tra diverse figure professionali. La multidisciplinarietà associata ad una corretta preparazione chirurgica sono strategie fondamentali per ridurre le complicanze e migliorare gli outcomes materni e neonatali. Purtroppo segni che permettono di riconoscere una PAS, a parte i fattori di rischio che eventualmente ci possono aiutare a sospettare la presenza di una PAS, non ce ne sono. La diagnosi è ecografica ma l’esame deve essere condotto conoscendo l’aspetto peculiare delle PAS.Il Policlinico di Milano è oggi il centro con il più alto volume di casi seguiti in Italia. Quali sono i punti di forza del vostro modello organizzativo e quali risultati avete ottenuto in termini di riduzione delle complicanze e preservazione della fertilità?I punti di forza sono rappresentati dal volume di casi gestiti e dalla organizzazione e pianificazione delle pz con PAS. Le tecniche chirurgiche standardizzate associate all’utilizzo di specifici presidi medici ci hanno permesso di ridurre le perdite ematiche al minimo permettendoci di attuare una condotta terapeutica conservativa in quasi il 50% delle pazienti affette da PAS con preservazione della fertilità.Uno degli aspetti più innovativi del vostro approccio è la gestione multidisciplinare della paziente. Quanto conta la collaborazione tra ginecologi, anestesisti, radiologi interventisti, urologi e personale infermieristico specializzato nel garantire la sicurezza materna e fetale?La multidisciplinarietà è fondamentale nella gestione delle pazienti affette da PAS, la sinergia associata alla professionalità delle figure coinvolte nella gestione della paziente rappresentano uno i cardini della strategia terapeutica per assicurare a mamma e bambino il massimo della sicurezza.Dietro ogni diagnosi di PAS c’è una donna che affronta paure, incertezze e, talvolta, il rischio di perdere la propria fertilità. Come accompagnate le pazienti e le loro famiglie lungo questo percorso e quale messaggio si sente di rivolgere alle donne che ricevono oggi questa diagnosi?Questo è un concetto che abbiamo bene in mente, il nostro lavoro deve sempre tenere in considerazione il fatto che questo intervento chirurgico non è da considerare solo fine a se stesso ma l’atto chirurgico è il primo passo alla formazione di una nuova vita ed una nuova famiglia. Le pazienti vengono informate rispetto alla diagnosi della loro patologia ma anche rassicurate sulla gestione ottimale del loro caso in quanto la nostra esperienza, frutto di anni, ci permette di ottenere il massimo in termini di sicurezza per mamma e bambino. Il messaggio che mi sento di dare a queste pazienti è quello di affidarsi a Centri specializzati nella gestione di questi casi, Centri che contemplino la possibilità di avere tutto ciò che è necessario affinché l’intervento posso essere affrontato con serenità. L'articolo Perugino (Policlinico Milano): “Placenta Accreta Spectrum in aumento, ma oggi si può affrontare con maggiore sicurezza” proviene da Nicolaporro.it.