Igor Protti, chi era lo ‘Zar’ del gol: fu bomber a Livorno e Bari

Wait 5 sec.

Igor Protti, ex attaccante e dirigente sportivo scomparso a 58 anni dopo una grave malattia, lascia un vuoto nel mondo del calcio italiano, che piange lo ‘Zar’ dell’area di rigore. Il centravanti, nato a Rimini, se ne è andato: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato”. È il messaggio che Protti ha voluto lasciare attraverso la famiglia. L’ex calciatore e dirigente sportivo stava combattendo da tempo una dura battaglia contro un tumore al colon. Il messaggio è stato pubblicato sulla sua pagina Instagram. “Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”, prosegue il messaggio. Per chi volesse porgere l’ultimo saluto – fa sapere sempre la famiglia Protti – dalle 15 di oggi si troverà presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina (Li), Via della Rimembranza.La corsa e il fiuto del golGiocatore atletico, generoso, dotato di corsa e fiuto del gol, Protti è stato uno dei massimi esponenti di quella scuola di attaccanti italiani che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 riusciva a tenere testa anche ai più affermati fuoriclasse stranieri: da Totò Schillaci a Protti appunto, da Dario Hubner a Cristiano Lucarelli, da Beppe Signori a Ciccio Baiano e prima ancora Sandro Tovalieri e Stefano Borgonovo, mentre a seguire i vari Totò Di Natale, Pippo e Simone Inzaghi e Alberto Gilardino. Soprannominato lo ‘Zar’ per via del suo nome russofono, Prottti è stato, assieme a Hübner, l’unico giocatore ad ottenere il titolo di capocannoniere in Serie A (con la maglia del Bari), in Serie B e in Serie C1 (con quella del Livorno), nonché l’unico nella storia a laurearsi capocannoniere della Serie A giocando per una squadra (il Bari) poi retrocessa. Dopo gli esordi nella ‘sua’ Rimini in Serie C, il bomber romagnolo lega la sua storia calcistica principalmente al Livorno e al Bari. Con i labronici, in due parentesi (prima dal 1985 al 1988 e poi dal ’99 al 2005) segna in totale 125 gol in 282 partite. Con il Bari, invece, segna 46 reti in 112 partite conquistando una storica vittoria nella classifica marcatori nella stagione 95/96 con 24 reti a pari merito con Signori.Il rimpianto per Euro ’96Grazie a questo exploit Protti fu in lizza per un posto tra i convocati in nazionale per Euro ’96, come dichiarò il CT Arrigo Sacchi, che però alla fine lasciò a casa i due capocannonieri della Serie A e Roberto Baggio, preferendo loro Enrico Chiesa. E proprio la mancata considerazione da parte della Nazionale, in una stagione in cui il calcio italiano produceva grandi attaccanti, resta uno dei suoi crucci. Nel corso della sua carriera ha vestito anche la maglia del Messina segnando 31 reti in 106 partite, mentre meno fortunate le esperienze con la Lazio e il Napoli dove ebbe poco spazio. Terminata la carriera calcistica, Protti si è dedicato a quella dirigenziale come club manager del Livorno, che con Lucarelli in panchina riesce a riportare in Serie B. La sua esperienza con i labronici termina nel 2023, di lì a poco la scoperta della malattia che se lo è portato via. Ha fatto in tempo ad essere tedoforo nella staffetta che porta a Livorno la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026. Poche settimane dopo, il 3 gennaio 2026, riceve dal Comune labronico la ‘Livornina d’oro’, massima onorificenza della città. Sulla sua vita è uscito anche il documentario ‘Igor – L’eroe romantico del calcio’, prodotto da Bredenkeik con la regia di Luca Dal Canto.Questo articolo Igor Protti, chi era lo ‘Zar’ del gol: fu bomber a Livorno e Bari proviene da LaPresse