Più occupati, ma anche più selettivi. È questa la fotografia che emerge dal nuovo rapporto AlmaLaurea su “Laurea e Occupazione”, che racconta un mercato del lavoro in cui il titolo di studio universitario si conferma un forte acceleratore occupazionale. A cinque anni dal conseguimento della laurea, il tasso di occupazione supera il 90%, segnalando un miglioramento complessivo dell’inserimento nel mondo del lavoro.I giovani non accettano più stipendi bassiParallelamente, però, cresce anche la selettività dei giovani riguardo agli stipendi. Due su tre (il 66,9%) dichiarano infatti di non essere disposti ad accettare proposte di lavoro con una retribuzione netta inferiore ai 1.500 euro mensili per un impiego a tempo pieno. Un dato che nel 2016 si fermava al 24,4%, a testimonianza di un cambiamento profondo nelle aspettative economiche della nuova generazione di lavoratori. Secondo AlmaLaurea, alla base di questo irrigidimento ci sono due fattori principali: da un lato la crescente richiesta di riconoscimento del valore della formazione universitaria, dall’altro la perdita di potere d’acquisto legata all’inflazione degli ultimi anni, che ha reso meno competitive molte offerte iniziali.I lavori non coerenti con il percorso di studiMa a cambiare non è solo la soglia salariale: anche la disponibilità ad accettare lavori non coerenti con il percorso di studi si riduce. Oggi il 76,4% dei laureati accetterebbe un impiego non in linea con la propria formazione, mentre dieci anni fa la quota di chi si dichiarava disponibile era pari all’87,2%. Un arretramento di quasi 11 punti percentuali che indica una maggiore attenzione alla coerenza tra studi e carriera.Quanto si guadagna in media a 5 anni dalla laurea Per quanto riguarda gli stipendi, a un anno dalla laurea la retribuzione netta media si attesta poco sopra i 1.490 euro mensili. Dopo cinque anni, si sale a 1.796 euro per chi ha conseguito una laurea triennale e a 1.903 euro per i laureati magistrali. Restano, tuttavia, differenze significative. Il divario geografico penalizza ancora il Sud Italia, mentre sul fronte di genere il gap occupazionale e salariale non è stato ancora colmato. A parità di condizioni, gli uomini hanno il 13,7% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle donne e percepiscono in media circa 67 euro netti in più al mese. In più, l’università continua ad attrarre in larga misura studenti con almeno un genitore laureato.L'articolo I giovani laureati sono più esigenti: due su tre rifiutano stipendi sotto i 1.500 euro al mese proviene da Open.