Legge elettorale, rischio stallo dopo il boom di Futuro Nazionale nei sondaggi. Il Pd attacca: «La maggioranza ha paura di Vannacci»

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È entrata nel vivo oggi, 16 giugno, la discussione nella Commissione Affari Costituzionali della Camera sulla nuova legge elettorale proposta dal centrodestra, in attesa di portare il testo in Aula entro il 26 giugno. Al vaglio un muro di 479 emendamenti (emersi dalla sforbiciata della inammissibilità), mentre dall’opposizione piovono le critiche di incostituzionalità del testo in esame e la minaccia di abbandonare l’aula prima del voto, insieme all’allarme “effetto Vannacci” a danno del centrodestra. C’è chi però sostiene che una volta approdata in Senato per l’approvazione definitiva, la legge verrà fatta volutamente arenare.I possibili contraccolpi dall’ascesa vannaccianaIl rischio, sottolineato da Lorenzo Pregliasco di Youtrend, è già chiaro: «Se Vannacci cresce al punto tale da mettere a serio rischio il vantaggio del centrodestra sul centrosinistra si potrebbero chiedere se conviene fare una legge elettorale con questo premio di maggioranza». Probabile infatti che, per come è pensata, la legge attualmente in vigore possa garantire uno scenario ben più favorevole per la causa del centrodestra rispetto a quella del nuovo testo, con un «Parlamento senza maggioranza e un governo da costruire dopo il voto».Una legge elettorale disegnata per impedire l’ascesa delle forze progressiste e perpetuare il controllo politico del centrodestra: «Ora l’ascesa di Vannacci scombina questo programma», avverte però Alfonso Colucci (M5s) dopo i risultati SWG che danno Vannacci al 5,3%, in ascesa di 0,5 punti, agganciando così la Lega, scesa dello -0,3%, insieme a Fratelli d’Italia (-0,4%). «Vedremo se poi effettivamente la maggioranza vorrà andare avanti», continua Colucci. Del resto, Vannacci non ha mai fatto mistero dei suoi calcoli di convenienza: «Deciderò prima delle elezioni se entrare o meno nella coalizione di centrodestra. Ma ancora non sappiamo nemmeno che legge elettorale avremo», ha dichiarato l’eurodeputato, anche se all’interno della maggioranza sono in molti a pensare che correrà da solo alle elezioni.La difesa da Fdl e le fratture all’interno del centrodestra«Se qualcuno vuole una riforma della legge elettorale in cui chi perde va a governare lo stesso, noi non siamo disponibili»: a riferirlo, Giovanni Donzelli, coordinatore di Fratelli d’Italia. E rispetto al pericolo di un Vannacci fuori dalla coalizione che potrebbe determinare la sconfitta del centrodestra grazie al nuovo premio di maggioranza risponde: «Che ci sia una volontà della maggioranza di tornare indietro sulla legge elettorale, è completamente falso». La maggioranza ha presentato solo 4 emendamenti al testo ‘Bignami bis’, rimanendo orientata a bocciare tutte le modifiche avanzate da centrosinistra e Futuro Nazionale. Il nodo delle preferenze è rimandato direttamente nell’emiciclo di Montecitorio, dove si confida nel vantaggio offerto dal voto segreto: spaccato al suo interno il centrodestra, con l’apertura di Fdl, ma il no secco di Lega e Forza Italia. Anche Alessandro Urzì, capogruppo FdI in commissione Affari Costituzionali, incalzato su un possibile “Effetto Vannacci” sulla legge elettorale, glissa: «Noi andiamo avanti, la nostra posizione non cambia». Come riferisce La Stampa, sono però in molti ormai all’interno di Fdl a pensare che con l’ascesa di Vannacci, la nuova legge non convenga più: meglio rimandarla a settembre, sondaggi alla mano.Le critiche dall’opposizione Continuano gli attacchi da parte dell’opposizione. Duro l’attacco del segretario di +Europa Riccardo Magi alla nuova bozza: «È una vera schifezza». Un sistema proporzionale, deformato – dice – da un premio di maggioranza che trasforma «una minoranza del Paese in una maggioranza in Parlamento, togliendo ai cittadini qualsiasi possibilità di determinare gli eletti».Il dem Andrea Casu non esita a definire l’attuale Governo come una maggioranza alla «rincorsa di Vannacci», mentre il collega di partito Federico Fornaro rimette al centro della discussione «l’incostituzionalità» del testo: «l’indicazione del candidato premier lede le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica. Insistere con le liste bloccate significa poi non restituire la scelta dei propri rappresentanti ai cittadini elettori». Forte anche l’invito rivolto ai deputati del centrosinistra da Ernesto Maria Ruffini, che propone di uscire dall’Aula al momento del voto. Il timore è che, nella segretezza del voto, «qualcuno possa fare calcoli diversi e andare in soccorso alla maggioranza per scongiurare il rischio del pareggio» e l’intento quello di non rendersi complici di una vittoria facile del centrodestra.Il silenzio sui fuori sedeNicola Fratoianni di Avs riaccende le polemiche sul mancato riferimento in sede di revisione dell’emendamento relativo alla questione del diritto di voto per i fuori sede e denuncia: «Scandalosamente non è presente neanche in questa pessima bozza incostituzionale del governo».Foto copertina: Camera dei Deputati Roma, 21 aprile 2026 ANSA/FABIO CIMAGLIAL'articolo Legge elettorale, rischio stallo dopo il boom di Futuro Nazionale nei sondaggi. Il Pd attacca: «La maggioranza ha paura di Vannacci» proviene da Open.