Hormuz, lo Stretto 'proibito'. E Trump minaccia pedaggi

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AGI - Il presidente americano, Donald Trump, torna a minacciare di imporre pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz. "Non ci saranno pedaggi nello Stretto di Hormuz per 60 giorni durante il periodo di cessate il fuoco e non ci saranno pedaggi nemmeno dopo la scadenza dei 60 giorni, a meno che non vengano imposti dagli Stati Uniti d'America e a beneficio degli Stati Uniti, qualora l'accordo non venga concluso, come compensazione per i servizi resi in qualità di Angelo Custode dei Paesi del Medio Oriente, ai fini del rimborso dei costi passati, presenti e futuri. Grazie per l'attenzione dedicata a questa questione!!!", scrive Trump su Truth.Malgrado l’entusiasmo di Trump, la questione dell’eventuale pedaggio per passare lo Stretto di Hormuz non è di certo quella che interessa maggiormente i vari Paesi del mondo. L'Iran ha infatti annunciato la chiusura dello strategico Stretto in risposta ai sanguinosi attacchi israeliani in Libano, ritenuti una violazione del memorandum di intesa firmato con gli Stati Uniti solo pochi giorni fa. La mossa complica l'avvio dei negoziati tecnici - che dovrebbero partire domani in Svizzera - per raggiungere un accordo definitivo per la pace in Medio Oriente.Annuncio dell'IranIl Comando centrale delle Forze armate iraniane ha annunciato che "lo Stretto di Hormuz sarà chiuso al traffico marittimo", una "prima misura in risposta alla violazione degli impegni da parte del nemico". La Repubblica islamica ha minacciato "ulteriori misure", se necessario, "per costringere il nemico a rispettare i suoi obblighi" previsti dal memorandum d'intesa iraniano-americano firmato mercoledì. La chiusura, sostengono i Pasdaran, continuerà fino a quando non saranno soddisfatte diverse condizioni previste dal Memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, tra cui il rilascio di almeno 12 miliardi di dollari di asset iraniani, l'attuazione delle deroghe alle sanzioni petrolifere e il ritiro di Israele dal Libano, ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc). Secondo l'agenzia, riaprire lo Stretto solo in cambio della revoca del blocco navale statunitense sarebbe un "errore strategico" e una violazione del Memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti. Tasnim scrive che lo Stretto dovrebbe rimanere chiuso fino a quando tutti gli impegni previsti dal Memorandum d'intesa non saranno pienamente attuati, incluso il ritiro di Israele dal Libano. La posizione degli Stati UnitiDal canto suo, il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha indicato che le sue Forze rimangono "vigili" e ha smentito la chiusura dello Stretto riferendo che il transito è continuato in sicurezza nella giornata di oggi, con 55 navi mercantili che lo hanno attraversato.Il ruolo strategico dello StrettoAll'inizio della guerra, l'Iran aveva chiuso questa rotta marittima, attraverso la quale transita circa il 20% degli idrocarburi mondiali, causando un'impennata dei prezzi del petrolio e conseguenti carenze; la sua riapertura è di fatto il punto chiave del memorandum con gli Stati Uniti, che prevede la cessazione delle ostilità in tutti i teatri operativi, Libano compreso, un punto su cui Teheran sta testando l'affidabilità dell'amministrazione Trump nel contenere il suo alleato nella regione, Israele.Il memorandum d'intesa Usa-IranIl memorandum d'intesa prevede l'avvio di 60 giorni di colloqui volti a raggiungere un accordo definitivo, incentrato sul programma nucleare iraniano; ma l'impalcatura stessa dei negoziati - dalle tempistiche delle degli impegni da attuare, ai meccanismi di monitoraggio - deve ancora essere definita. Secondo Berna, i colloqui "preparatori" tra i diplomatici sono iniziati già ieri. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, anche lui nella delegazione da Teheran, ha avvertito gli Stati Uniti che il memorandum è "a rischio" se le sue disposizioni non verranno attuate rapidamente, un ulteriore riferimento alla situazione in Libano che si conferma come la principale sfida al possibile nuovo accordo per porre fine al conflitto nel Golfo.