Toy Story 5 non riporta soltanto Woody, Buzz, Jessie e gli altri giocattoli sul grande schermo. Il nuovo capitolo della saga Pixar segna anche un passaggio importante per lo studio di animazione che, nel 1995, aveva rivoluzionato il cinema con il primo lungometraggio interamente realizzato in computer grafica. Questa volta, però, a catturare l’attenzione non è solo la storia, ma anche un dettaglio visivo che potrebbe anticipare il futuro della Pixar.Nel film compaiono infatti alcune sequenze che sembrano disegnate a mano. A un primo sguardo sembrano immagini in 2D, quasi uscite dal quaderno di una bambina. In realtà restano scene realizzate in animazione digitale, ma costruite per dare l’illusione di un tratto manuale, più morbido, più infantile e più vicino al linguaggio dei fumetti.Perchè i film sembrano tutti uguali? Ecco cosa sta succedendoFoto: Instagram @pixar, @toystoryToy Story 5, perché quelle scene sembrano disegnate a manoLe sequenze “disegnate” di Toy Story 5 entrano nel racconto come momenti di fantasia. Sono immagini legate all’immaginazione di Bonnie, la bambina proprietaria dei giocattoli, e trasformano le avventure dei protagonisti in piccoli mondi visivi più liberi e stilizzati.Il risultato è diverso dal classico stile Pixar a cui il pubblico è abituato. Le linee sembrano meno perfette, i movimenti più grafici, alcuni dettagli ricordano i fumetti e certe soluzioni visive richiamano anche l’animazione giapponese. Non si tratta di un vero ritorno al disegno a mano, ma di un effetto studiato per evocarlo, ed è proprio questo il punto interessante. La Pixar non abbandona la computer grafica, ma inizia a sporcarla, a renderla meno lucida, più espressiva e più vicina al tratto umano. Un cambiamento piccolo solo in apparenza, perché arriva dentro uno dei suoi franchise più popolari e riconoscibili.Sal Da Vinci in Toy Story 5: il debutto nel mondo DisneyPixar e il nuovo look 2D: cosa c’entra il film GattoIl dettaglio visto in Toy Story 5 sembra collegarsi a una direzione più ampia che la Pixar sta esplorando da tempo. Il prossimo progetto originale dello studio si intitola Gatto e sarà diretto da Enrico Casarosa, già regista di Luca. Anche in quel caso l’Italia sarà al centro del racconto, ma questa volta l’ambientazione sarà Venezia.La particolarità di Gatto dovrebbe risiedere proprio nel suo stile visivo. Si parla di un look ispirato al 2D, o comunque a un’estetica più pittorica e disegnata, pur restando all’interno dei processi produttivi della computer grafica. In altre parole: è in arrivo un film che sembrerà più simile a un dipinto animato che al classico mondo tridimensionale e levigato a cui Pixar ci ha abituati.Per lo studio si tratta di una scelta importante. Dopo anni di animazione digitale sempre più raffinata, il pubblico sembra chiedere qualcosa di diverso: immagini meno uniformi, più riconoscibili e più artistiche. Il successo di film come Spider-Man: Un nuovo universo ha dimostrato che l’animazione può mescolare tecniche diverse e conquistare il pubblico proprio grazie a uno stile visivo più audace.Foto: unsplashDal 3D perfetto al fascino dell’imperfezioneLa Pixar è nata come simbolo della computer grafica. Toy Story, uscito nel 1995, non è stato soltanto un film amatissimo, ma una svolta industriale: da quel momento l’animazione non è più stata la stessa. Per anni lo studio ha costruito la propria identità su mondi tridimensionali sempre più dettagliati, personaggi espressivi e ambienti capaci di sembrare quasi reali.Oggi, però, quello stile così riconoscibile rischia anche di diventare prevedibile. Il pubblico sa cosa aspettarsi da un film Pixar: superfici pulite, movimenti fluidi, volti morbidi, colori brillanti. Una formula che ha funzionato per decenni, ma che ora potrebbe aver bisogno di una scossa.Le nuove sequenze di Toy Story 5 vanno proprio in questa direzione. Inserire un linguaggio visivo più vicino al disegno, anche solo in alcune parti del film, permette alla Pixar di sperimentare senza rinunciare alla sicurezza di un titolo amatissimo. È come se lo studio stesse preparando il pubblico a un cambiamento più grande.Toy Story 5, il messaggio che preoccupa: bambini nell’era dei socialDisney, Pixar e il ritorno del disegno che non è davvero disegnoIl ritorno al fascino del disegno non riguarda soltanto Pixar. Anche Disney, negli ultimi anni, ha cercato di recuperare l’effetto del tratto a mano attraverso nuove tecniche digitali. Il corto Paperman aveva già mostrato quanto potesse essere suggestiva la fusione tra computer grafica e segno manuale. Più tardi, anche Wish ha provato a riportare sullo schermo l’estetica delle fiabe classiche, con immagini digitali pensate per ricordare la carta, l’illustrazione e i libri animati dell’infanzia.La differenza sta nel significato di questa scelta. Per Disney il ritorno al segno grafico ha il sapore della memoria, quasi un omaggio alla propria tradizione. Per Pixar, invece, sembra rappresentare qualcosa di diverso: una possibilità di trasformazione. Non si tratta solo di guardare al passato, ma di cercare un nuovo linguaggio visivo per raccontare storie capaci di sorprendere ancora.Negli ultimi anni, infatti, non tutti i film Pixar originali hanno ottenuto il successo sperato. I sequel continuano ad avere una forza enorme al box office, ma lo studio ha bisogno anche di nuovi mondi, nuovi personaggi e nuove saghe da rendere riconoscibili. Cambiare stile potrebbe diventare una strada preziosa per riaccendere la curiosità del pubblico e parlare a una generazione cresciuta tra cinema, fumetti, videogiochi, anime e immagini sempre più ibride.Foto: unsplashToy Story 5 anticipa il futuro della Pixar?La domanda, quindi, è inevitabile: Toy Story 5 sta preparando il pubblico alla nuova Pixar? Probabilmente sì. Le scene dal look disegnato non sembrano un semplice vezzo estetico, ma un piccolo segnale di cambiamento. Una prova generale inserita in un film molto atteso, capace di parlare a famiglie, nostalgici e nuovi spettatori.La forza della saga è sempre stata quella di raccontare il tempo che passa. I giocattoli cambiano proprietari, i bambini crescono, il mondo intorno a loro si trasforma. Ora sembra trasformarsi anche il modo in cui quella storia viene disegnata sullo schermo.Pixar non sta tornando davvero al 2D tradizionale, almeno non nel senso classico del termine. Sta però cercando di recuperare il fascino del disegno, dell’imperfezione e del gesto artistico dentro la tecnologia. E forse è proprio da qui che potrebbe nascere la sua prossima stagione creativa.Spider-Man: chi è il nemico invisibile di Brand New Day?| Da Rumors.it