Mondiali 2026, stadi pieni e hotel vuoti: così i prezzi folli dei biglietti penalizzano il turismo. «È una delusione»

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Doveva essere il Mondiale più grande di sempre, addirittura «il più grande evento sportivo della storia». O almeno così l’aveva definito Gianni Infantino, presidente della Fifa. A conti fatti, è l’edizione con più squadre ma le ripercussioni sul turismo sono molto più limitate rispetto alle aspettative. Anzi, «nel complesso è una delusione. Non ci sono altre parole per descriverla», ha affermato a Reuters Vijay Dandapani, CEO della Hotel Association of New York City. Piuttosto, è il Mondiale del paradosso. Tutta colpa dei prezzi esorbitanti dei biglietti, che hanno frenato l’entusiasmo di molti tifosi, tradizionalmente disposti a percorrere migliaia e migliaia di chilometri per supportare la propria nazionale. Così la domanda di voli e hotel è crollata, eppure gli stadi sono (quasi tutti) pieni. Si è registrato addirittura un record: il 16 giugno 2026 è stato il giorno con la maggiore affluenza nella storia dei Mondiali. Le quattro partite in programma (Francia-Senegal 3-1, Iraq-Norvegia 1-4, Argentina-Algeria 3-0 e Austria-Giordania 3-1) sono state viste da 281.223 spettatori. Battuto il precedente record di 277.070 presenze, che resisteva dall’ultima edizione americana del 1994.I costi dei biglietti scoraggiano i tifosiSe la situazione negli stadi può ancora considerarsi positiva, quello che succede fuori dagli impianti invece è deludente. Secondo Cirium, le prenotazioni di voli dall’Europa verso la maggior parte delle città ospitanti per i mesi di giugno e luglio sono diminuite in media del 3,8% rispetto all’anno precedente, nonostante gli europei avessero già ridotto i viaggi verso gli Stati Uniti lo scorso anno. Le prenotazioni dall’Europa verso New York, sede della finale del 19 luglio, sono crollate del 15,8%. Lo riporta Reuters in un’inchiesta interamente dedicata a questi temi. Meno biglietti aerei significa un calo delle prenotazioni in hotel. Come riportato da Reuters, l’Hotel Association of New York City ha ridotto del 60% le sue previsioni di fatturato derivante dalle camere d’albergo legate ai Mondiali. La responsabilità è nota: il costo dei biglietti. Nonostante una riduzione del prezzo operata prima dell’inizio della competizione, rimangono esorbitanti. Secondo TicketData, il biglietto più economico nelle città ospitanti come New York e Miami si avvicina ormai ai 1.000 dollari.Il caso dei biglietti in Canada-QatarI biglietti hanno costi alti, ma anche la gestione lascia a desiderare. Stavolta, però, non è colpa degli Stati Uniti. L’ultimo episodio è avvenuto per i biglietti di Canada-Qatar: una parte dei biglietti destinati ai tifosi qatarioti, che possono assistere gratuitamente alle partite dei Mondiali grazie agli ingressi offerti dallo Stato, sono finiti nelle mani dei canadesi. Secondo diverse fonti citate da Sports Illustrated, i tifosi canadesi sarebbero riusciti ad acquistare i biglietti grazie a un sistema caratterizzato da controlli limitati. Per accedervi, era necessario registrarsi sul sito della Federazione calcistica del Qatar e fornire i dati associati al proprio account FIFA, tra cui nome, indirizzo ed e-mail, oltre a indicare il Paese, necessariamente arabo, con cui ci si identificava. Sebbene fosse richiesto soltanto di selezionare una nazione araba, non erano previsti meccanismi di verifica aggiuntivi. Questo permetteva agli utenti di scegliere liberamente qualsiasi Paese, anche in assenza di legami effettivi con esso. Così molti biglietti sono diventati canadesi, anche se dovevano essere qatarioti. L'articolo Mondiali 2026, stadi pieni e hotel vuoti: così i prezzi folli dei biglietti penalizzano il turismo. «È una delusione» proviene da Open.