Imbarazzo al Premio Strega, cosa rischia il favorito Michele Mari dopo gli insulti a Michela Murgia. Il buco sul palco e le chat private degli scrittori

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Il Premio Strega entra nella sua settimana più scomoda nella sua storia. E Michele Mari, fino a pochi giorni fa indicato come il super favorito con i suoi 280 voti raccolti dai Convitati di pietra (Einaudi), rischia adesso un’uscita di scena che nella storia del premio non si era mai vista. A pesare sono le frasi pronunciate sull’aspetto fisico di Michela Murgia, scomparsa nel 2023, durante una conversazione a bordo del pulmino dei finalisti diretto a Bisceglie giovedì 18. Come ricostruisce il Corriere della Sera, Mari avrebbe definito la scrittrice «intransigente e violenta perché era brutta», aggiungendo che «con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza». La Fondazione Bellonci, che organizza il riconoscimento ed è presieduta da Giovanni Solimine e diretta da Stefano Petrocchi, sta valutando provvedimenti inediti, compresa la possibile estromissione dell’autore dalla competizione.Lo scontro con Teresa Ciabatti e le scuse via EinaudiA raccogliere le frasi e a replicare in tempo reale è stata Teresa Ciabatti, anche lei in gara con Donnaregina (Mondadori, 184 voti) e amica di Murgia fino agli ultimi giorni. «Le tue considerazioni sono inaccettabili e sono parole che mi fanno molto male», la risposta che la scrittrice ha dato a Mari sul pulmino, in una conversazione confermata al Corriere da fonti presenti, tra cui Matteo Nucci (in corsa con Platone. Una storia d’amore, Feltrinelli, 242 voti), una hostess del Premio e l’autista. La vicenda è cominciata a circolare venerdì, costringendo Mari a una posizione pubblica diffusa attraverso Einaudi. «Tengo a precisare di non aver mai parlato dell’aspetto fisico di Michela Murgia, né mai mi sarei permesso», sostiene lo scrittore, parlando di un semplice «lontano episodio di reciproca incomprensione» rievocato in contesto privato. A Repubblica aggiunge: «Al momento eviterei di tornarci sopra per non rinfocolare le cose. Sono estremamente dispiaciuto di quanto è successo, non era mia intenzione offendere nessuno, tanto meno una persona scomparsa». Una ricostruzione che però contrasta con il racconto dei testimoni.Il tour dei finalisti senza Ciabatti, il gelo dal palco di FrancavillaSabato 20 giugno Ciabatti ha disertato l’appuntamento di Francavilla al Mare ed è tornata a Roma, prendendosi un tempo di riflessione e ignorando per ora le scuse arrivate via Einaudi, scuse che, scrive Repubblica, «negano il cuore del problema». Sul palco dei candidati l’atmosfera si è fatta irrespirabile: nessuno parla, nessuno commenta, il calendario degli incontri continua a scorrere ma tutti misurano le parole. Dopo Francavilla restano in agenda San Benedetto del Tronto, Selvazzano Dentro, Milano, Saint-Vincent, Verbania e infine la trasferta a Città del Messico dal primo al 5 luglio, ultimo passaggio prima della finale in Campidoglio dell’8 luglio. Anche gli altri finalisti, Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani, 195 voti), Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi) ed Elena Rui con Vedove di Camus (L’orma, 163 voti), si muovono in un silenzio che la cronista di Repubblica Raffaella De Santis descrive come una «normalità fasulla che fa acqua da tutte le parti». Pitzorno, l’unica ad aver parlato con il Corriere, non era presente sul pulmino.La Fondazione Bellonci e gli scrittori in attesaAnche sui social in pochissimi sembrano azzardarsi a prendere qualcosa che assomigli vagamente a una posizione. Repubblica parla di un «silenzio pazzesco», inusuale per la bolla degli scrittori. Tra loro si sarebbero limitati a telefonate, chat private, consultazioni riservate, nessuno vuole rischiare un passo falso su una vicenda che tocca insieme una collega scomparsa, un’istituzione che incute timore e una causa delicata. Perfino Marcello Fois, che secondo la versione di Mari sarebbe stato citato a sostegno dei suoi giudizi su Murgia, prende le distanze con un messaggio WhatsApp inviato a Repubblica: «Michele Mari è un amico, un grande scrittore, mi confronterò eventualmente con lui. Michela era semplicemente mia sorella. Non rinfocoliamo questa vicenda per favore». La Fondazione, intanto, ha già fatto sapere di considerare «ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone incompatibili con lo spirito del Premio Strega», un comunicato letto da molti come l’anticipo di una decisione più dura. Nel frattempo emissari Einaudi si sarebbero precipitati a Francavilla al Mare per capire le intenzioni dei vertici del premio.Squalifica, ritiro o nuova autodifesa, gli scenari sul tavoloA questo punto, ricostruisce il Corriere, le strade percorribili sono poche. La prima è che Mari ammetta le frasi attribuite dai testimoni e si scusi pubblicamente, restando in corsa. La seconda è un suo passo indietro spontaneo, sull’esempio di Pier Paolo Pasolini che nel 1968 si autoescluse dal premio, però per scelta personale. La terza, la più dirompente, è l’estromissione decisa dalla Fondazione: sarebbe la prima volta nella storia dello Strega, in un’edizione che peraltro era stata costruita per celebrare gli 80 anni del riconoscimento. Resta un nodo regolamentare segnalato dal Corriere: anche in caso di provvedimento, non è chiaro se a uscire sarebbe soltanto l’autore o anche I convitati di pietra. La finale dell’8 luglio in Campidoglio si avvicina, e come sintetizza Repubblica, «domani è un altro giorno, quello della verità».L'articolo Imbarazzo al Premio Strega, cosa rischia il favorito Michele Mari dopo gli insulti a Michela Murgia. Il buco sul palco e le chat private degli scrittori proviene da Open.