Cipro è, da decenni, uno degli snodi più caldi del Mediterraneo orientale. Le basi militari britanniche di Akrotiri e Dhekelia — territori sovrani del Regno Unito sull’isola — esistono dal 1960, garantite dai Trattati di Londra e Zurigo, e la loro importanza strategica è cresciuta ulteriormente dopo l’invasione turca del 1974. La parte settentrionale è sotto controllo turco dal 1974 e di fatto irraggiungibile: per arrivarci, l’unica via resta il volo da Istanbul. i sarebbe stata una forte contraddizione nella politica italiana verso la Libia: pochi mesi dopo aver accolto e stretto accordi economici molto rilevanti con Gheddafi (55 miliardi di euro), l’Italia avrebbe poi partecipato all’intervento militare contro di lui. Il testo riporta inoltre un presunto retroscena secondo cui, durante un confronto tra Napolitano e Berlusconi sulla decisione di intervenire militarmente, Berlusconi avrebbe rimesso la scelta al Presidente della Repubblica, mentre nel governo ci sarebbe stato almeno un membro contrario ai bombardamenti.Il gas conteso e le strategie di tutti (tranne Roma)A rendere l’isola ancora più contesa è il sottosuolo. Cipro, l’Egitto e un consorzio congiunto di Eni e TotalEnergies hanno firmato un accordo che consente l’esportazione di gas naturale dal giacimento Cronos, nella zona economica offshore cipriota, verso l’Europa attraverso impianti di lavorazione in Egitto. Israele punta a far arrivare il proprio gas in Europa attraverso un gasdotto verso la Grecia. La Turchia continua ad espandere la propria influenza nel Mediterraneo orientale, con i contrasti sulle zone economiche esclusive con Grecia e Cipro che restano un punto caldo. Tutti hanno una strategia. Tutti tranne Roma.Su questo scacchiere, il giornalista Alberto Negri – già inviato di guerra del Sole 24 Ore per trent’anni in Medio Oriente e Africa – ricostruisce un lungo filo di rinunce italiane. Il punto di svolta è il 2011: sei mesi dopo aver firmato accordi per 55 miliardi con Gheddafi, l’Italia si unì ai bombardamenti contro il suo principale alleato mediterraneo. Il caso Almasri è l’esempio più recente: il generale libico, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra, fu arrestato a Torino il 19 gennaio 2025 dopo una partita della Juventus, poi rilasciato due giorni dopo per un vizio procedurale e rimpatriato su un volo dell’intelligence italiana invece di essere consegnato all’Aja.Mentre francesi, britannici e israeliani presidiano Cipro – chi con basi militari, chi con interessi energetici – l’Italia resta, secondo Negri, a fare chiacchiere. The post Il retroscena Berlusconi-Napolitano sull’opera di Roma: “Decida lei, Presidente” | Alberto Negri appeared first on Radio Radio.