Una fregata russa, l’Admiral Grigorovich, ha sparato colpi d’avvertimento contro una barca a vela britannica. Nel Canale della Manica. Avete letto bene: nel Canale della Manica, a una quarantina di miglia a sud dell’isola di Wight, dunque a ridosso delle acque territoriali britanniche.Una nave da guerra russa che spara, sotto il naso degli inglesi, non è cosa di tutti i giorni. Ricorda molto l’incidente di Dogger Bank, avvenuto 121 anni fa, nella notte fra il 21 e 22 ottobre 1904, quando in piena Guerra Russo-Giapponese la Flotta del Baltico russa aprì il fuoco contro innocenti pescherecci inglesi nel bel mezzo del Mare del Nord. Fu un incidente che per poco non fece scendere in guerra l’Impero Britannico al fianco del Giappone contro la Russia e solo una difficile mediazione francese fece sgonfiare la crisi (ma i russi dovettero comunque ammettere l’errore e punire i responsabili).Debolezza europeaOggi invece il governo Starmer minimizza, definisce l’azione russa come “avventata, ma non ostile” e il Ministero della Difesa di Londra di fatto ha scaricato la colpa su Jane e Alan Kelvey, i due pensionati a bordo della barca a vela. Le due vittime accusano il governo di aver deliberatamente silenziato la loro testimonianza.I russi, infatti, non avrebbero sparato per evitare una collisione (che, data la loro rotta, non ci sarebbe stata), ma come atto di intimidazione. La Grigorovich, secondo fonti Nato, era nel Canale della Manica come scorta a distanza delle navi della “flotta fantasma” russa, quella composta da navi battenti bandiere neutrali con carichi che aggirano le sanzioni occidentali. Domenica una di queste navi era stata fermata dai Royal Marines britannici nella Manica.Omicidio politicoSi tratta di un atteggiamento di estrema debolezza occidentale e di grande prepotenza russa, avvenuto per di più lo stesso giorno di un crimine ben peggiore: un killer ha assassinato il pittore e vignettista Semyon Skrepetsky (al secolo Robert Kuzovkov), un oppositore di Putin, esule in Polonia. Dunque, un killer ha colpito un dissidente russo in un Paese membro della Nato e dell’Ue.Ancora ignota la matrice, anche se la dinamica suggerisce un assassinio politico e uno dei sospetti fermati dalla polizia polacca è un cittadino bielorusso, dunque proveniente dal Paese più amico della Russia.Potrebbe essere un secondo caso Aleksandr Litvinenko, l’ex agente segreto russo, poi passato al dissenso, avvelenato a Londra (provarono a fare la stessa cosa anche a Sergej Skripal, a Salisbury, ma sopravvisse al veleno). Ma con l’aggravante che qui il delitto è avvenuto alla luce del sole e ad essere ucciso è stato un oppositore pacifico ed esule, non un ex agente che era giudicato colpevole di alto tradimento dai suoi ex colleghi.Mosca sta alzando il tiroLa Russia sta alzando il tiro e ha mille motivi per farlo. Nonostante la propaganda di Mosca lavori senza sosta per raffigurare il conflitto in Ucraina come una guerra di fatto “già vinta”, sul terreno i russi non avanzano e gli ucraini riescono a mettere a segno attacchi di droni nel cuore del territorio russo, persino a San Pietroburgo. Si tratta di danni lievi, ma dal forte valore simbolico. Altri droni ucraini, in compenso, stanno martellando senza sosta le linee logistiche russe, soprattutto la strada costiera del Mar d’Azov che collega il Donbass con la Crimea.Alle difficoltà oggettive del conflitto, Mosca risponde con un nervosismo sempre maggiore. La Cattedrale della Dormizione di Kiev, parte del Monastero delle Grotte, uno dei luoghi più sacri del cristianesimo orientale, è stata danneggiata nella notte fra il 14 e il 15 giugno da un bombardamento russo. Non è sicuro al 100 per cento che a incendiare il tetto sia stato un drone russo (Mosca ovviamente nega ogni responsabilità, come sempre), ma l’incendio è scoppiato nel pieno di un bombardamento russo contro il centro storico della capitale ucraina.Non sono passati che pochi mesi quando era stato deliberatamente attaccato anche il centro storico di Lviv, in Ucraina occidentale: il 24 marzo era stata colpita e danneggiata la chiesa di Sant’Andrea, parte del Monastero dei Bernardini, patrimonio dell’umanità Unesco. Nella scelta dei bersagli, il Cremlino si sta “levando i guanti” e discrimina meno i suoi bersagli.Ciò vale anche per le sfide lanciate dai russi al di fuori del teatro di guerra, ai danni dei partner europei dell’Ucraina. L’incidente nella Manica, soprattutto, costituisce un salto di qualità notevole nelle provocazioni.Sabotaggi russi in EuropaLa tendenza è crescente negli anni. Tre giorni fa, a Londra, sono stati condannati due uomini per l’incendio doloso di una delle auto del premier britannico Keir Starmer, un atto vandalico risalente al maggio 2025. Né Roman Lavrynovych, né Stanislav Carpiuc, i due condannati, sono russi: il primo è un immigrato ucraino, il secondo rumeno (sempre di origine ucraina). Ma sono stati reclutati tramite un canale Telegram russo, per incendiare l’auto in cambio di denaro.Per questi piccoli lavori sporchi, i servizi segreti russi (come anche quelli iraniani, nelle settimane di guerra) preferiscono agire così, arruolando ragazzi di altre nazionalità non sospette, sul posto, in cambio di piccole somme, senza lasciar traccia e senza muovere pedine più grandi ed esposte. L’auto di Starmer è uno dei 145 bersagli colpiti da questi atti di sabotaggio russi, in tutta Europa, dall’inizio del 2023 alla fine del 2025.La crisi britannicaIl punto è che la Russia agisce in modo sempre più aggressivo anche perché sa di trovarsi di fronte a democrazie europee divise dai loro conflitti interni e guidate da leadership debolissime. E la risposta del governo Starmer, che ha letteralmente nascosto l’incidente della Manica sotto il tappeto (e incolpato le vittime) è un sintomo chiaro di questa estrema fragilità.Nel Regno Unito la debolezza di Starmer è sotto gli occhi di tutti, soprattutto dopo la sconfitta rimediata alle ultime elezioni locali e la crescente pressione all’interno del Labour per le sue dimissioni.Ma la crisi politica britannica è ben più profonda, come dimostrano gli scontri a Belfast (scoppiati a seguito della tentata decapitazione di un passante da parte di un rifugiato sudanese), il razzismo alla rovescia della polizia che è stata concausa della morte di Henry Nowak e soprattutto la pubblicazione dell’inchiesta sulle gang di stupratori immigrati, in maggioranza pakistani, rimasti impuniti per decenni.Non è solo Starmer ad essere messo in discussione, ma tutto un sistema di potere che, per ideologia, tiene nascosto ai cittadini un pezzo enorme di verità. Come per il Covid, nel pieno delle misure repressive pandemiche, come si era all’inizio del 2022, dunque all’inizio dell’invasione russa (su larga scala) dell’Ucraina, una parte sempre più consistente dell’opinione pubblica ritiene che il suo stesso governo sia l’unico vero nemico. Perché si comporta come tale: mandandoti agenti in casa per un post sui social, privandoti dei diritti, privandoti della sicurezza, nascondendoti la realtà.Questa parte ormai alienata di opinione pubblica non cambia idea se i russi sparano a poca distanza dalle coste inglesi o commettono crimini a Londra: nella migliore delle ipotesi il dissenziente considera questi fatti come “una distrazione”, nella peggiore, come “parte della disinformazione del governo”.D’altro canto, l’establishment promuove una sua narrazione complottista, speculare e opposta, secondo cui ogni disordine che scoppia in Gran Bretagna e Irlanda del Nord è opera della Russia e dei suoi agenti provocatori. Un maccartismo alla rovescia, secondo cui l’esasperazione per le “grooming gangs” o la rivolta contro gli immigrati a Belfast (ripetiamolo: a seguito di una tentata decapitazione per strada, in pieno giorno) sono solo opera di agenti provocatori di Mosca. Sì, plausibile che Mosca lanci il fiammifero, ma il combustibile, l’esplosivo, è tutto made in UK. Fra i due complottismi, Mosca gode.Tusk contestato in PoloniaNon vale lo stesso discorso per la Polonia, che per la Russia è da sempre nazione nemica (poi sottomessa, poi ancora nemica, poi ancora sottomessa ed ora ancora nemica, a seconda dei periodi storici degli ultimi tre secoli). E non c’è niente di più prevedibile di un delitto commesso in territorio polacco: non solo per eliminare un artista celebre e politicamente ostile, ma anche per umiliare la Polonia stessa.C’è da dire, comunque, che anche fra i polacchi serpeggia a una crescente disaffezione nei confronti di una classe dirigente europeista che sembra sempre più un’amministrazione imposta. Donald Tusk è premier con una maggioranza risicata e quantomai eterogenea, ma si scontra abitualmente con la Chiesa, pilastro della società polacca, e tratta gli oppositori conservatori come fossero sovversivi. Tutto materiale incendiario, anche questo, che Mosca non vede l’ora di far scoppiare.L'articolo La Russia alza il tiro, approfittando di leader europei deboli proviene da Nicolaporro.it.