I Mondiali americani sono un’ottima cartina di tornasole per capire come sta messo il mondo, almeno a livello mentale. Sta messo male come sempre. Perché saranno pure i Mondiali “di Trump”, ma soprattutto restano i mondiali woke. Già quegli annaffiatoi vittimistici che ogni tanto spuntano in campo, per dire avete visto c’è il riscaldamento globale. Ma come facevano i nostri Rossi e Tardelli, Zico e Falcao al Mundial spagnolo, che giocavano a 40 gradi secchi (vero è che non avevano ancora inventato i Covid e anticovid che li ammazza stecchiti, come la pubblicità del Raid di quegli anni). Il woke s’impone malgrado le trumpate: pizzicano un arbitro somalo in odor di terrorismo, di jihadismo?Subito debbono trovare il bianco suprematista per mettersi in pari e se non lo trovano fa lo stesso, è suprematista a prescindere, come certe quasi esperte, di cosa non si sa bene, che dicono “Stasi è colpevole perché lo dico io”. Questo australiano bianco figlio sano del patriarcato che fa un gesto con le dita prima di una partita e allora tutti, subito: ah, è suprematismo. Lui, che tanto sveglio comunque non dev’essere: no, ho un tic. Se questo Shaun Evans ha fatto veramente quel gesto è un idiota, trentatré volte idiota perché offre un pretesto grosso come un Mondiale; invece le varie associazioni fanatiche, cioè foraggiate, sono idiote senza se e senza ma perché non si può dire “potrebbe averlo fatto”: coi potrebbe si fanno gli olocausti, che poi è il programma di cui il comunismo woke è più invidioso verso il nazismo. Perché, capite, c’è una certa Fare Network che ha tanto di esperti, anche qui non si sa di cosa, di paranoia, di woke, i quali dicono: ah, potrebbe averlo fatto, ah somiglia tanto a.A questa stregua sono esperto anche io e dico che questi esperti somigliano tanto a dei coglioni, anzi lo sono. Al punto che si scazzano tra di loro, c’è un altro osservatorio o istituzione, certa Anti-Defamation League, tutto un programma, che resta scettica in quanto “lo stesso gesto conserva moltissimi usi del tutto innocui, a partire da quello tradizionale per indicare approvazione. In Australia, inoltre, molti hanno fatto notare che il segno è parte di un gioco informale molto diffuso, in cui chi viene “ingannato” a guardare la mano sotto la cintura perde la sfida”. Oh, per favore, cherie! Cioè questi ci tagliano le teste tutti i giorni e l’Occidente balordo si perde nei solito wokepipponi? Eh, ma c’era da mettersi in pari, il suprematismo bianco è come il riscaldamento globale, non c’è ma c’è perché ci deve essere, serve a marcare il territorio, come i cani che pisciano, serve a dire volano le palle ma qui comandiamo sempre noi.Una polemica surreale su un non fatto demenziale, peraltro non inedito: sono anni che trovano suprematisti a un soldo la dozzina, tipo quello della Guardia Costiera americana cacciato, o la volta che i Chicago Cubs non fecero entrare allo stadio uno che faceva lo stesso gesto, o ancora un preparatore atletico della MLS, la lega pro degli Stati Uniti, debitamente silurato. Intendiamoci, se questi sono realmente dei cretini esaltati fanno bene a smammarli. Ma qui la faccenda puzza maledettamente di pretesto, e comunque monta la panna di un colossale vuoto con sospetti che provocano accuse che generano indagini che suscitano cautela che originano scetticismo che però non basta a chiudere il dilemma: la Fifa di Infantino (detto tutto) che fa, chiede chiarimenti all’arbitro, archivia o lo caccia? Immaginiamoci la verifica: senti Evans, ma tu sei davvero uno dei Ku Klux Klan? Chi, io? Ma che dite, io tutte le sere mangio kebab, scusate il tic.Vabbè, noi una soluzione per salvare la capra del woke coi cavoli del suprematismo ce l’avremmo: la prossima compagine arbitrale, che adesso non son più tre e neanche 4 ma per il momento 5, si va verso più giacchette gialle che calciatori in campo, con tutto che c’è pure il Var, ecco, la prossima cinquina o ventina potrebbe scendere in campo direttamente in caffetano, babbucce a punta, barbe e scimitarra d’ordinanza: è la loro cultura, è “il Mondiale più inclusivo di tutti i tempi”, also sprach Infantino, nessuno sospetterà che vogliono affettare una testa o almeno un pallone, tutti inclusivi, e Allah per tutti. Proprio vero che quando non c’è ciccia si trova fuffa, ormai sia in ballo una guerra, un Mondiale, una dichiarazione di Vannacci, bisogna inventarsi la qualunque, così i social marciano, i giornali trovano qualcosa con cui imbottirsi, sui talk se ne parla, fino alla prossima minchiata.Horror vacui che genera vacuità. Sarà pure il trionfo della tecnologia evolutiva, dell’intelligenza artificiale, ma la sensazione è che il genere per così dire umano proceda con vigorose falcate all’indietro, a passo da gambero per il sentiero di una infantilizzazione paranoide che sconcerta, che fa cascare in terra le palle, e non quelle di gioco. L’arbitro bianco che “potrebbe essere suprematista” ma in fondo forse no. Ma andate a cagare, detto di cuore.Max Del Papa, 16 giugno 2026L'articolo “Gesto suprematista”, ma era solo un tic: la folle crociata woke contro l’arbitro proviene da Nicolaporro.it.