Il Regno Unito ha avviato un’indagine dopo le segnalazioni di un presunto episodio avvenuto nel Canale della Manica, dove una nave da guerra russa avrebbe esploso colpi di avvertimento nei confronti di uno yacht battente bandiera britannica.La segnalazione al largo dell’Isola di WightSecondo quanto riferito dal ministero della Difesa britannico, l’incidente sarebbe avvenuto martedì a sud dell’Isola di Wight, in un’area esterna alle acque territoriali del Regno Unito. Le autorità stanno verificando quanto accaduto dopo la denuncia dell’imbarcazione britannica coinvolta. Stando alle ricostruzioni riportate dai media del Regno Unito, i colpi sarebbero stati sparati da una fregata della Marina russa. Al momento non risultano feriti né danni alle imbarcazioni.Durante l’episodio, la nave pattuglia della Royal Navy HMS Mersey stava seguendo e monitorando l’unità navale russa. Le autorità britanniche non hanno fornito ulteriori dettagli sull’accaduto, limitandosi a confermare l’apertura di accertamenti.La tensione dopo il sequestro di una petrolieraL’episodio arriva in un momento di particolare attenzione nel Canale della Manica. Solo due giorni prima, le forze armate britanniche avevano fermato e abbordato una petroliera sospettata di appartenere alla cosiddetta “flotta ombra” utilizzata dalla Russia per aggirare le sanzioni internazionali. Il comandante della nave, cittadino indiano, è comparso davanti a un tribunale britannico con l’accusa di aver trasportato petrolio russo in violazione delle misure adottate contro Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina ed è stato posto in custodia cautelare.Nonostante la vicinanza temporale tra i due episodi, le autorità britanniche precisano che al momento non esistono elementi che colleghino direttamente l’incidente segnalato con la nave russa e il fermo della petroliera sanzionata. Le indagini del ministero della Difesa proseguono per chiarire la dinamica dei fatti.Questo articolo Regno Unito, presunti colpi di avvertimento da una nave russa contro uno yacht nella Manica: Londra apre un’indagine proviene da LaPresse