Tra i membri della chat “Ticinese staff” un autista, un ispettore e un responsabile della formazione Atm

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Un autista di Atm di 58 anni. Un ispettore. E un responsabile della formazione aziendale. Poi un tranviere oggi in pensione e altri dipendenti dell’azienda. I membri del gruppo “Ticinese Staff”, dove venivano pubblicate fotografie di passeggere dei trasporti milanesi con commenti espliciti a sfondo sessuale e probabilmente rubate dal sistema informatico della società sono stati identificati, sospesi dal servizio e dalla retribuzione. Il decreto di perquisizione dei pm Grazia Colacicco e Carlo Parodi ha disposto il sequestro dei loro telefonini. In totale sono sette, contando il pensionato. Il provvedimento è a tempo indeterminato.I membri della chat sessista di AtmIl 58enne è l’uomo che è stato sorpreso da una viaggiatrice mentre commentava in chat le foto di una passeggera. Dalle segnalazioni della piattaforma sociale di whistleblowing è nato l’esposto di Atm. Il 58enne è accusato di accesso abusivo a sistema informatico. Secondo l’accusa, spiega oggi Repubblica, il dipendente «con abuso dei poteri da incaricato di pubblico servizio si introduceva per finalità diverse da quelle istituzionali nel sistema informatico di videoregistrazione collocato nelle vetture di linea Atm per procurarsi immagini ritraenti il corpo delle passeggere». Sui mezzi di ultima generazione, infatti, c’è un sistema di telecamere, «accessibile esclusivamente da personale Atm», che «remotizza le immagini su una periferica interna che le conserva all’interno del mezzo di trasporto pubblico».Il furto delle fotoGli investigatori sono convinti che il furto delle foto arrivi dalla piattaforma. L’ipotesi è che i telefoni «potrebbero contenere immagini, video o foto dal contenuto oggettivamente o soggettivamente sessuale, abusivamente estratti dai sistemi informatici di Atm, nonché comunicazioni tra gli stessi partecipanti alla chat». Con il dubbio, da verificare, che «tali immagini abusivamente carpite siano state successivamente cedute o diffuse». E si pensa che nei telefoni degli autisti, o nelle memorie cloud, ci siano «ulteriori elementi utili ad accertare gli accessi abusivi al sistema informatico». Ovvero: altre fotografie di viaggiatrici riprese e commentate a loro insaputa.«Tutta la chat Ticinese staff»Per questo gli inquirenti vogliono controllare «tutta la chat Ticinese staff» e «tutte le altre comunicazioni scambiate dalle persone perquisite con qualsiasi mezzo e piattaforma tra loro e con terze persone» dal 9 giugno ad oggi. Occhi puntati anche sulle gallery nei cellulari: «La ricerca dovrà essere estesa a tutta la galleria per verificare se in essa siano presenti immagini o video abusivamente acquisiti dai sistemi di videosorveglianza». Intanto il quotidiano riporta le parole degli altri dipendenti di Atm: «Uno di loro è stato mio insegnante al corso per diventare autista», si stupisce C. «Lavoro da poco al deposito Ticinese — racconta A. — e qui ora siamo tutti colpiti».Tranvieri di MilanoIntanto la giornalista e scrittrice Carlotta Vagnoli ha rilanciato una vignetta comparsa sulla pagina Facebook “Tranvieri di Milano”, gestita da un ex conducente. L’immagine ironizza sul caso inserendo tra i requisiti richiesti per diventare autista «l’indifferenza per l’aspetto fisico delle persone» e tra i titoli preferenziali l’«appartenenza alla categoria degli eunuchi e dei castrati». Ma è soprattutto quello che accade sotto il post ad attirare l’attenzione. «Il commento che va per la maggiore sotto questa foto è: “La privacy l’ha violata la ragazza a fotografare il telefono del collega”», scrive Vagnoli.L'articolo Tra i membri della chat “Ticinese staff” un autista, un ispettore e un responsabile della formazione Atm proviene da Open.