Ci sono 12 miliardi di buone ragioni per Teheran per raggiungere un accordo con gli Usa per la fine della Guerra del Golfo. Lo ha confermato l’agenzia di stampa Mehr, che ha pubblicato il testo presentato come un protocollo d’intesa tra Iran e Stati Uniti. Sottolineando come nel documento sia prevista l’immediata disponibilità di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. «La metà di questa somma dovrà essere messa a disposizione dell’Iran prima dell’inizio dei negoziati», precisa il testo. In Israele intanto in molti criticano Benjamin Netanyahu. «Inaccettabile un’intesa che limiti le nostre manovre per garantire la sicurezza», commenta la ministra Orit Strock, eletta nell’(ex) alleanza tra tra Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir.L’accordo di pace tra Iran e UsaL’accordo interrompe il blocco statunitense contro l’Iran e riapre lo stretto di Hormuz. I mercati hanno reagito facendo crollare i prezzi del petrolio. Ed è stato annunciato in pompa magna da Donald Trump. «L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ora completo», ha scritto il presidente degli Stati Uniti. Avvertendo nella notte che se non verrà rispettato gli Usa sono pronti a riprendere i bombardamenti. Il memorandum d’intesa dovrebbe essere firmato ufficialmente venerdì 19 giugno in Svizzera. Sharif ha affermato in un post su X che il patto prevede «la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano». Il Libano è stato un punto critico nei negoziati, con Israele e Hezbollah che nelle ultime settimane hanno ignorato gli appelli di Trump e di altri a cessare gli attacchi reciproci.Il cessate il fuocoIl viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che un accordo più ampio sarebbe stato negoziato durante un periodo di cessate il fuoco di 60 giorni, che avrebbe incluso l’allentamento delle sanzioni contro l’Iran. Anche il destino del programma nucleare iraniano sarà affrontato in questi successivi colloqui, secondo quanto riferito in precedenza a Reuters da alcune fonti. Israele ha accolto l’annuncio con un silenzio significativo. «Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!», ha scritto Trump. L’ex portavoce del Dipartimento di Stato durante l’amministrazione Biden Matthew Miller ha affermato che Trump ha fatto importanti concessioni all’Iran:« Non abbiamo alcuna garanzia che il programma nucleare verrà mai affrontato. Ma l’Iran ha dimostrato al mondo di poter prendere in ostaggio l’economia globale. E ottenere qualcosa in cambio dagli Stati Uniti».Un peso politicoMa la guerra con l’Iran era diventata un peso politico in patria per Trump e i repubblicani al Congresso, con i sondaggi d’opinione che mostravano una profonda frustrazione tra gli americani per l’aumento dei prezzi della benzina in vista delle elezioni di medio termine di novembre. Durante il suo primo mandato, Trump ritirò gli Stati Uniti dall’accordo multilaterale con l’Iran del 2015, negoziato dal presidente democratico Barack Obama. Che prevedeva la revoca delle sanzioni contro Teheran in cambio di limitazioni al suo programma nucleare, comprese le ispezioni internazionali. L’Iran rispose intensificando l’arricchimento dell’uranio e producendo oltre 400 kg di materiale con una purezza prossima a quella necessaria per la costruzione di bombe atomiche. Il destino finale di quell’uranio sarà probabilmente un punto chiave dei negoziati nei prossimi colloqui.L’attacco di Israele in LibanoL’accordo è stato siglato nonostante l’attacco israeliano al Libano di domenica, che ha suscitato critiche sia da parte dell’Iran che di Trump. Il premier Netanyahu si è trovato in disaccordo con Trump sulle richieste americane affinché Israele limiti le sue azioni militari in Libano per consentire agli Stati Uniti di raggiungere un accordo con l’Iran. Israele ha affermato che manterrà la libertà di operare in Libano, mentre l’Iran ha posto il cessate il fuoco totale in Libano come una componente importante delle sue richieste. Domenica, Trump ha aggiornato Netanyahu sui progressi verso un accordo di pace durante una telefonata, secondo quanto riportato dall’emittente israeliana N12, che cita un alto funzionario.Un tipo difficileIn un’intervista al New York Times Trump ha definito Netanyahu «un tipo molto difficile». E ha sostenuto che il leader israeliano dovrebbe ringraziarlo per aver salvato Israele da un Iran dotato di armi nucleari. Ma in Israele a breve ci sono le elezioni. E pochi tra i suoi leader, spiega il Corriere della Sera, pensano che l’intesa sia accettabile. Al limite in molti ammettono che vada presa così com’è perché è l’amico Trump a imporla. Come ha spiegato Naftali Bennett, in un’intervista alla testata digitale Times of Israel: «L’approccio di Netanyahu è tutto sbagliato. Non possiamo permetterci conflitti prolungati su più fronti».La dottrina della piovraIl principale candidato a scalzare Bibi dalla poltrona di primo ministro nelle elezioni previste in autunno propone invece la «Dottrina della Piovra»: «Un piano da sviluppare in più anni su più livelli per accelerare il collasso del corrotto, vecchio, incompetente regime islamico». Yair Lapid ripete che «non sarà l’ultimo scontro con l’Iran perché l’accordo è dannoso per noi e per la regione». Avigdor Lieberman, che di Netanyahu è stato ministro della Difesa e se n’è andato nel 2018 proprio perché riteneva che il premier fosse troppo «morbido» con Hamas, parla sui social media di «vittoria totale degli ayatollah». Riprendendo uno slogan del primo ministro che l’aveva promessa contro Hamas, Hezbollah e l’Iran.Lieberman fa parte del blocco che vuole «licenziarlo» dopo quasi un ventennio al vertice. Pure Yair Golan, l’ex generale che ancora accenna alla pace con i palestinesi, giudica il patto con Teheran peggiore di quello ottenuto da Obama nel 2015. «Dobbiamo chiederci come ci abbia potuto portare a un punto così basso».L'articolo Iran-Usa, una pace da 12 miliardi di dollari: «Vittoria totale degli ayatollah» proviene da Open.