Ursula non si ricandida. La notizia è che ci aveva pensato

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Ve la ricordate Ursula? Quella che vestita di salmone andava nell’Emilia alluvionata a dire “tin bota”? Ve la ricordate quando non ebbe pace finché non fu giustiziato un povero lupo che aveva osato azzannare il suo adorato cavallo da passeggio?Ora un lampo squarcia il cielo europeo: Ursula non si ricandida per la terza volta! E chi si credeva di essere, Mattarella? Comunque l’era della Baronessa spingarda è finita, lo annuncia, con un brivido burocratico, Politico, rivelando indiscrezioni a una cena: no, no, non farà il terzo mandato. Farebbe già ridere o piangere solo l’ipotesi, ma quando mai l’Europa è stata una cosa seria? Piuttosto un castello delle megere che sotto questa lugubre testa cotonata ha offerto il peggio del peggio.La Procura europea, Eppo, si era sostituita ai più morbidi giudici belgi nel perseguire la Baronessa con accuse da indurre a nascondersi qualsiasi filoeuropeista con una coscienza (ma ne esistono?): tacendo dei 13 miliardi di euro bruciati da Bruxelles in corruzioni varie nel solo 2023, tacendo delle megatangenti da emirati e sultanati alla sinistra euromediterranea, la presidente della Commissione veniva finalmente chiamata a rispondere di falso, interferenza nelle funzioni pubbliche, distruzione di SMS, corruzione e conflitto di interessi in merito alla vicenda dei vaccini negoziati a 19,50 cadauno anziché i 15,50 precedentemente concordati. Storia losca, tamponata inondando di soldi i media e i burattini i quali si guadagnavano la pagnotta rilanciando la seconda campagna elettorale.La UE spende più di 1 miliardo ogni anno anno per dettare l’agenda ossia corrompere l’informazione, ma una come Ilaria Salis non ha mai speso mezza parola contro la Baronessa. Questa camera di compensazione della grande industria e della finanza, della quale un lobbysta mi spiegava “sai, se entri non sai dove mettere i soldi, ti arrivano da tutte le parti e non devi neanche chiedere”, ha avuto la faccia di una che dopo avere perso in modo catastrofico le elezioni non ha avuto alcuno scrupolo nel ricomporre una coalizione dei perdenti pescando da quel mondo conservatore che per anni aveva stigmatizzato come deleterio per la democrazia.Ha perso una causa col giornale americano New York Times che pretendeva l’accesso ai messaggi con cui la capa della commissione europea avrebbe negoziato 4 miliardi di dosi di vaccini anticovid per un giro d’affari che sfiora i 500 miliardi imponendolo con la corruzione massiva dei mezzi di comunicazione. La testata statunitense, già coinvolta nella propaganda vaccinale di stampo Dem ma non ancora arrivata al totale rinnegamento della professione, ha dato in pratica della bugiarda e della farabutta al vertice delle istituzioni europee: Von der Leyen ha reagito nel modo più puerile: quei messaggi li ho persi, li ho cancellati per sbaglio.Un vizio, si direbbe, visto che da ministro tedesco le capitò lo stesso in merito a consulenze truffaldine per un ammontare di 160 milioni di euro. Non contenta, la nostra nobildonna organizzava il nuovo affare da 800 miliardi legato al riarmo per sostenere l’industria tedesca, autodistrutta dopo una demenziale politica economica impostata sull’auto elettrica, sulla riconversione “verde” costata svariati trilioni a utilità negativa, cioè in totale deficit energetico. Non soddisfatta ancora, piazzava il marito Heiko, già dirigente di quella Pfizer con cui aveva negoziato in modo coperto 500 miliardi di euro per 4 miliardi di vaccini, all’università di Padova così da poter controllare sia la ricerca che la comunicazione con la scusa della vigilanza su 350 milioni di fondi del Pnrr erogati da lei stessa.Una faccenda in famiglia, nella totale discrezione dell’informazione opportunamente pagata. Di questa potente senza fondamenti e senza scrupoli si è saputo dei tre, quattro aerei privati utilizzati ogni mese per viaggi di 150 chilometri; ed è la stessa che ha avallato una repressione sconcertante sull’uso dei mezzi privati, degli aerei, sulla pazzesca necessità di azzerare le emissioni di CO2, sulla penalizzazione del sistema industriale ed energetico europeo. L’Unione Europea, nel più puro spirito di Ventotene, è una astrazione ultraliberista in affari, per i quali si sente in diritto di non rendere conto a nessuno, e tenacemente autoritaria quanto a diritti umani, libertà di opinione e di informazione, rispetto delle prerogative individuali.Senza dimenticare la scellerata organizzazione di una sostituzione etnica e religiosa in forma di islamizzazione del continente europeo, ormai irreversibile, servendosi di un reticolo di oltre 12mila lobby che a loro volta sorreggono un arcipelago di ong fuorilegge e non di rado in preoccupanti rapporti con gli scafisti. Processo ovviamente non fine a stesso, l’ideologia a monte serve, come per ogni altra questione, a coprire vertiginosi giri di corruttele e di guadagni legati ad una autentica tratta di esseri umani.Von der Leyen è stata infine impunizzata dalla denuncia penale spiccata in Belgio per iniziativa di un migliaio di querelanti e sostenuta da Polonia e Ungheria, dichiarata inammissibile dalla Corte di Liegi, appellata in Cassazione senza esito: i capi europei non si processano ed escono di scena nel modo più morbido, per fisiologica consunzione. Ursula diceva tin bota e la brava gente romagnola le cantava le canzoni di Raul Casadei, in attesa di Bella Ciao che è un classico della resistenza a tout prix. Tin bota Ursula, che ti sei sfogata abbastanza, anche se chi verrà dopo sarà perfino peggio. Che ne direste di una Salis presidente?Max Del Papa, 17 giugno 2026L'articolo Ursula non si ricandida. La notizia è che ci aveva pensato proviene da Nicolaporro.it.