PALOMBARA SABINA – Tradizioni, costume e territorio: il Borgo riscopre le sue radici

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di Angelo GomelinoTra le molte manifestazioni del ragguardevole calendario della 98esima Sagra delle Cerase, un altro evento ha contribuito ad arricchirne il programma, quello organizzato dalla “Associazione culturale del Costume e della Tradizione Palombarese” che si è tenuto lo scorso 30 maggio.  Si è trattato di un articolato progetto suddiviso in due parti: la prima, la mattina con “Riscopriamo le nostre radici un racconto di Cultura e Territorio” al Castello Savelli e la seconda, nel pomeriggio, con le attività di “Riscopriamo le nostre radici”, realizzate nel Viale XXIV Maggio.In una sala Ottaviani oltremodo gremita, dove sono stati notati anche molti dei nuovi consiglieri comunali, la manifestazione è iniziata con l’intervento del rieletto sindaco Onorevole Alessandro Palombi che durante i saluti iniziali ha tenuto a ringraziare l’Associazione per la lodevole iniziativa ed ha augurato un proficuo svolgimento del convegno, considerati gli interessanti temi in programma.  L’onore di aprire ufficialmente il convegno è toccato all’Associazione padrona di casa, che con la rappresentante Valentina Egidi, ha indicato le motivazioni che hanno portato all’istituzione del sodalizio.Tutto è nato dalla volontà di ricordare la compianta Mirna Pochetti, descritta dalla Egidi come «appassionata conoscitrice del costume palombarese ed esperta sia dal punto di vista culturale che sartoriale» e al desiderio di portare avanti le finalità dell’Associazione, rivolte non solo a mantenere viva la tradizione dell’abito storico sabino, ma anche a incentivarla tra le giovani generazioni, partecipando alle varie manifestazioni locali ed, infine, essendo presenti anche in altri eventi intercomunali.Sono state poi presentate diverse realtà operative nel campo del lavoro, delle tradizioni culturali, del costume e del territorio. L’avvocato Danilo Quaglini, nella veste di moderatore sagace e tempista rigoroso, ha invitato le Associazioni presenti ad esporre con i loro referenti storia, finalità e attività realizzate.Sono intervenuti Simona Mastropietri per il Complesso Bandistico “Città di Palombara”, Giuseppe Passacantilli per la “Terrazza dell’Infanzia”, Angelo Gomelino per l’Associazione socioculturale “La Palombella”, Egidio Decino per il Polo Culturale “Matteo Quaglini”, la Dirigente scolastica dottoressa Tiziana Stellato per l’Istituto Comprensivo di Palombara Sabina.  Durante la seconda sessione: “Quando la tradizione diventa lavoro” ha preso la parola la giovane e intraprendente imprenditrice Chiara Nicolanti, nipote della compianta e televisivamente nota “Nonna Nerina”, che, specializzatasi nel settore gastronomico/turistico, ha saputo convogliare a Palombara Sabina turisti da tutto il mondo, con innegabili vantaggi positivi, a livello di notorietà e visibilità, per il Borgo.Per rappresentare l’eccellenza dell’imprenditoria agricola del territorio erano presenti, invece, la signora Daniela Silvi per l’Azienda agricola “SilviSapori” e Daniele Di Carlo per l’Azienda agricola “Colle Difesa Famiglia Di Carlo”, i quali hanno ben descritto come, attraverso la passione per la campagna, il lavoro quotidiano e i tanti sacrifici, è stato possibile portare le loro produzioni di olio, frutta e vino ad essere ben conosciute e apprezzate.  Per la terza sessione “Cultura e Territorio” erano presenti due operatori del Parco dei Monti Lucretili, che hanno messo in evidenzia il lavoro di salvaguardia di una così importante realtà ambientale, costituita da un’enorme ricchezza floristica e faunistica; essi hanno anche ricordato che, grazie all’alto livello ecologico raggiunto e alla stabilità dell’ecosistema, è ripresa la nidificazione dell’aquila reale che è tornata, così, a volare nei cieli del Parco.Come condivisione delle proprie attività culturali, erano presenti con rappresentanze in costume tradizionale Agnese Bufalieri per “La Vunnella di Montecelio”, che ha illustrato con dovizia di particolari il loro bel costume tradizionale, Anna Morici per le “Tamburellare di Tivoli” che ha lamentato, invece, la penuria dei ricambi generazionali e, infine, per Sant’Angelo Romano, Gabriella Latini per la “Compagnia Medievale” e Marco Giardini per “E nnelle”.  Nella  sessione “Il Dialetto messo in opera” era presente il canuto e sempre molto vigile e attivo Bruno Benedetti, il massimo esponente dialettale palombarese, che ha fatto diventare il dialetto da lingua solo parlata anche scritta, con le sue innumerevoli e simpatiche poesie, canzoni e tante storielle, scritte per i giornali locali e poi raccolte e salvaguardate nel libro “U Ciondale”.Così scriveva di lui, nella prefazione, l’indimenticata professoressa Anna Maria Alboni: “Gli aneddoti, le brevi storie, le poesie che Bruno ha saputo raccogliere dalle voci degli anziani, appartengono ad un tempo ormai lontano, a cui molti guardano quasi con rammarico, ma che i più giovani non conoscono, tanti sono gli anni luce che li separano. Il riportare alla vita quel periodo è importante, perché riempie il vuoto della comunicazione che c’è dietro ai messaggini telefonici: quello era invece un modo di comunicare semplice, ma completo, talvolta quasi poetico, che legava le persone e trasformava i rapporti quotidiani in comunione di vita e di pensiero”.Bruno ha anche dato alle stampe “Nonnomo diceva coscì” il dizionario di vocaboli palombaresi e ha partecipato a tanti concorsi, sia zonali che extra-regionali contribuendo a far conoscere e diffondere il dialetto palombarese, ricevendone moltissimi apprezzamenti e premi.Infine, sono saliti sul palco i portavoce di gruppi teatrali dialettali.“Pe Chi n’Ha Che Fa” di Palombara Sabina era rappresentato da Francesco Donati, uno degli attori principali della compagnia, nata nel 1998 e che ha portato in scena le classiche commedie napoletane tradotte in dialetto palombarese ottenendo in ogni stagione un grande successo che ha richiesto repliche in più serate.I più giovani gruppi teatrali di Monteflavio “I ddoppucena” e “U Mascarò” di Moricone erano rappresentati rispettivamente da Elisabetta Ortenzi e da Michele Cortellessa.Tutte le associazioni e gli altri operatori a vario titolo intervenuti sono stati omaggiati con una pergamena di ringraziamento.  Il convegno si è concluso con il Premio “Cultura e Territorio” e l‘assegnazione di targhe ricordo a:– Silvio Luttazi alla memoria, “Per averci portato attraverso le immagini ed in particolare la raccolta “Una tira l’altra”, nel cuore del nostro passato e delle nostre tradizioni, per riscoprirne le origini e la bellezza”;– Bruno Benedetti “Per aver tramandato con parole e musica le nostre tradizioni e il nostro dialetto contribuendo a custodirne la memoria e a farla conoscere”;– Angelo Gomelino “Per la sua attività di continua ricerca e l’impegno nel far riscoprire e conoscere la storia del nostro territorio, i fatti e i loro protagonisti”.  Nel pomeriggio, come da programma, si è tenuta la seconda parte del progetto “Riscopriamo le nostre radici”, nel Viale XXIV Maggio, manifestazione inserita all’interno dell’evento “Corso dei Fiori- Polofest” organizzato dalla Pro Loco e dal Polo Culturale “Matteo Quaglini”, che ha visto impegnati 230 tra bambine e bambini che sono stati preparati nel canto e nel ballo del saltarello, in incontri mensili durante l’anno scolastico, presso l’Istituto Comprensivo di Palombara Sabina.  Le esibizioni di questi bambini si sono svolte per la sessione della Musica della Tradizione, accompagnati dal Complesso Musicale della Banda di Palombara Sabina e dell’Orchestra dell’Istituto Comprensivo; per il canto si sono esibite le classi 4ª e 5ª della scuola primaria con la canzone “Cerase in fiore”, per il ballo del saltarello le classi 1ª, 2ª e 3ª della scuola primaria.Al termine dell’esibizione sono stati consegnati ai giovani allievi un pacchetto merenda e un attestato di partecipazione al Progetto, mentre il Complesso Musicale della Banda di Palombara Sabina, l’Orchestra dell’Istituto Comprensivo e la Pro Loco sono state omaggiate con una pergamena di ringraziamento.A conclusione dell’evento sono proseguite le previste attività del Corso dei Fiori-Polofest e nella chiesa parrocchiale di San Biagio è stata celebrata un Santa Messa in suffragio di Mirna Pochetti e Matteo Quaglini.L'articolo PALOMBARA SABINA – Tradizioni, costume e territorio: il Borgo riscopre le sue radici proviene da Tiburno Tv.