Le follie del tecnocrate UE: presentato lo scontrino della crisi alle famiglie

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La Banca Centrale Europea ha ufficializzato un aumento dei tassi di interesse di 0,2 punti percentuali, come vi avevo detto un po’ di tempo fa, portandoli a un intervallo che è salito dal 2,25% al 2,65% per contrastare l’inflazione. Questa decisione segna quindi un cambio di rotta dopo circa 3 anni, resa necessaria si dice dai rincari energetici che sono stati causati e innescati dal conflitto in Medio Oriente.Con un tasso di inflazione medio del 3,2% nell’eurozona a maggio, la Banca Centrale Europea punta a riportare la crescita dei prezzi verso un altro numero fatidico, diciamo target, che è semplicemente una prassi, e che è al 2%.Le conseguenze per famiglie e impreseLe conseguenze per l’economia sono il fatto che l’aumento dei tassi comporta inevitabilmente un aumento dei costi del denaro e quindi un rincaro. Per che cosa? Per i mutui e per i prestiti e per i finanziamenti, cioè per quello che riguarda le famiglie e le imprese. Quindi è una misura che mira a raffreddare i consumi e gli investimenti per frenare la corsa dei prezzi, ed è ovviamente una misura che va a ulteriormente danneggiare l’economia sia dal lato del consumo sia dal lato dell’investimento.La presidente Christine Lagarde ha sottolineato la difficoltà di navigare in questa incertezza evidenziando il rischio che l’economia possa scivolare verso una fase di stagflazione. No, cara presidente, è già così, siamo già in stagflazione. La manovra si rivela complessa poiché l’economia europea è ancora provata dalla precedente crisi inflazionistica e molti redditi non hanno ancora recuperato il loro potere d’acquisto.Il linguaggio dell’impresa contro il linguaggio della politicaE quindi siamo sempre alle solite, e cioè il provvedimento è ovviamente impopolare per le famiglie e per le imprese. Stiamo distruggendo ancora una volta il sistema economico e l’Unione Europea, diciamo, che continua a parlare di prestiti agli stati, di contributi a fondo perduto, che in realtà sono soltanto dei debiti che poi gli stati dovranno ripagare non all’Unione Europea ma al sistema finanziario presso il quale essa si è indebitata. Beh, voi capite molto chiaramente che tutta questa situazione è una situazione folle. Io faccio consulenza agli imprenditori e vi assicuro che è molto distante il linguaggio di chi fa impresa dal linguaggio di chi fa politica.Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio MalvezziThe post Le follie del tecnocrate UE: presentato lo scontrino della crisi alle famiglie appeared first on Radio Radio.