Da domani, 19 giugno, potremmo ricevere meno chiamate dal call center: entrano in vigore nuove regole contro il telemarketing aggressivo e i contratti attivati senza un consenso reale e verificabile del consumatore. La novità più importante è l’introduzione di un sistema basato sull’«opt-in»: le aziende potranno contattare i cittadini per finalità commerciali soltanto se questi avranno espresso preventivamente un consenso esplicito, specifico e documentabile.Le misure erano state inizialmente introdotte per il mercato dell’energia elettrica e del gas con il decreto bollette, ma nelle ultime settimane il Parlamento ha esteso le stesse tutele anche al settore delle telecomunicazioni, comprese le offerte di telefonia fissa, mobile e internet.Cosa cambia dal 19 giugnoLa riforma ribalta il principio che per anni ha caratterizzato il telemarketing italiano. Fino a oggi molte aziende potevano contattare i consumatori sulla base di consensi raccolti in modo poco trasparente o attraverso filiere di intermediari difficili da ricostruire.Dal 19 giugno, invece, il consumatore dovrà aver richiesto esplicitamente di essere contattato oppure aver autorizzato in modo chiaro e verificabile l’utilizzo del proprio numero per finalità commerciali. In caso contrario, la chiamata promozionale non sarà lecita.Ma la novità più rilevante riguarda i contratti. La legge prevede infatti che i contratti conclusi in violazione delle nuove regole siano nulli. In altre parole, se un operatore non è in grado di dimostrare l’esistenza di un consenso valido e documentato, il consumatore potrà contestare il contratto e chiederne l’annullamento. L’onere della prova ricadrà sull’azienda e non più sul cittadino.Un mercato da oltre 3 miliardi di euroL’intervento arriva in un settore dalle dimensioni enormi. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, il mercato italiano del telemarketing e del teleselling vale oltre 3 miliardi di euro l’anno, coinvolge più di 2.000 call center e oltre 80 mila addetti.Il fenomeno delle telefonate indesiderate continua però ad avere dimensioni gigantesche. Le chiamate commerciali non richieste vengono stimate in circa 15 miliardi all’anno.Negli ultimi mesi l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha cercato di contrastare il fenomeno introducendo sistemi anti-spoofing, cioè filtri capaci di bloccare le chiamate che utilizzano numeri italiani falsificati per mascherare la reale provenienza della telefonata. Tra novembre 2025 e i mesi successivi sono stati bloccati decine di milioni di contatti illeciti provenienti da numerazioni contraffatte.Perché le telefonate moleste potrebbero non sparireNonostante le nuove tutele, esperti e associazioni dei consumatori invitano alla prudenza. Il motivo è semplice: una quota crescente delle chiamate indesiderate proviene dall’estero.Secondo i dati citati da Consumerismo, oltre tre quarti delle telefonate moleste arrivano oggi da numerazioni internazionali o da operatori collocati fuori dall’Italia, spesso difficili da identificare e perseguire. Si tratta di soggetti che, nella maggior parte dei casi, operano al di fuori delle regole e che difficilmente si adegueranno alle nuove disposizioni italiane.Per questo motivo le associazioni chiedono di rafforzare la cooperazione internazionale e i sistemi tecnici di blocco delle chiamate fraudolente, affiancando alle nuove norme strumenti più efficaci contro le organizzazioni che operano oltreconfine.Come difendersiLe nuove regole rappresentano un passo avanti importante, ma non eliminano la necessità di adottare alcune precauzioni. Gli esperti consigliano di non comunicare mai per telefono dati personali, codici OTP, coordinate bancarie, né codici identificativi delle utenze energetiche come Pod e Pdr. È anche opportuno diffidare di chi prospetta presunti aumenti imminenti delle bollette, guasti urgenti o la necessità di cambiare immediatamente fornitore.Resta infine uno degli strumenti più utilizzati dai cittadini: il Registro pubblico delle opposizioni, che conta ormai oltre 32 milioni di numeri registrati e consente di revocare il consenso alle chiamate commerciali per molte categorie di operatori.L'articolo Telemarketing selvaggio, dal 19 giugno stop ai contratti senza consenso: cosa cambia per energia, telefonia e internet proviene da Open.