Il Servizio sanitario nazionale è segnato da anni di sottofinanziamento, carenza di personale, aumento della domanda di assistenza e crescente complessità organizzativa. È l’analisi di Pierino Di Silverio, segretario nazionale uscente di Anaao Assomed, al ventiseiesimo congresso nazionale del sindacato dei medici e dei dirigenti sanitari. Al centro della sua relazione c’è il futuro del Ssn e il ruolo dei professionisti chiamati ogni giorno a garantirne il funzionamento. “Nonostante le criticità – dicono da Anaao – il Ssn continua a rappresentare uno dei pilastri fondamentali della coesione sociale del Paese”. Un patrimonio umano che è però “oggi maggiormente esposto al rischio di impoverimento e disaffezione”. La fuga dei medici dalla sanità I dati presentati da Di Silverio non sono rassicuranti: 10 professionisti al giorno abbandonano il Ssn prima dell’età pensionabile, mentre 5 al giorno scelgono di trasferirsi all’estero. Ogni giorno, inoltre, 7 medici subiscono aggressioni e violenze fisiche e verbali, mentre altri 7 vengono denunciati. Il 68% dei medici e dei dirigenti sanitari che lavorano negli ospedali vive una condizione di burnout. Rinnovare i contrattiTra le priorità indicate dal sindacato c’è il rinnovo dell’impianto contrattuale, “con una valorizzazione economica coerente con il livello di responsabilità richiesto alla dirigenza medica e sanitaria, percorsi di carriera fondati sul merito, limiti chiari ai carichi di lavoro e misure efficaci contro ogni forma di precarizzazione”. Il secondo pilastro è l’autonomia professionale, contro il rischio di “una progressiva burocratizzazione della professione, in cui il giudizio clinico viene sostituito dall’applicazione meccanica di procedure e protocolli”. AI e responsabilità professionale E se l’intelligenza artificiale in sanità può essere uno strumento di supporto all’attività clinica e alla riduzione degli adempimenti burocratici, per Anaao bisogna “governarne lo sviluppo, affinché non venga compromessa l’autonomia decisionale del medico e il rapporto di fiducia con il paziente”. C’è poi il tema della responsabilità professionale. Di Silverio denuncia un sistema in cui “i medici sono sottoposti contemporaneamente a molte forme di giudizio: penale, civile, disciplinare, erariale e mediatico, che contribuiscono ad alimentare un clima di paura e sfiducia”. Sul fronte della governance, invece, il segretario uscente ha evidenziato la necessità di “riportare le competenze cliniche al centro dei processi decisionali”, perché la sanità “non può essere governata esclusivamente attraverso logiche economiche e amministrative”. Formazione dei giovani e parità di genereTra le emergenze strategiche per il futuro della sanità c’è anche la formazione dei giovani professionisti. “In alcune discipline quest’anno – si legge ancora nel comunicato – le borse di specializzazione rifiutate o rimaste vacanti hanno raggiunto percentuali fino al 60%”. La richiesta è quindi quella di istituire “un vero contratto di formazione-lavoro per gli specializzandi, estendendo e stabilizzando le misure che favoriscono l’ingresso nel mondo del lavoro”. Spazio anche alla parità di genere: “La scarsa presenza femminile nei ruoli apicali – rimarca il sindacato – rappresenta non solo una questione di equità, ma anche un limite alla qualità complessiva del sistema sanitario”. Per Di Silverio “il Ssn rappresenta una delle più importanti conquiste civili del Paese e il suo futuro dipenderà dalle decisioni che verranno assunte oggi. Siamo disponibili a contribuire a questo percorso di cambiamento – conclude – ribadendo che la salvaguardia della sanità pubblica passa inevitabilmente attraverso il riconoscimento, il rispetto e la valorizzazione di chi ogni giorno ne garantisce il funzionamento”. Questo articolo Medici in fuga dal Ssn, i numeri di una sanità in affanno proviene da LaPresse