Ossessione fascismo, la sinistra è il vero sponsor del Duce

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Sono nato negli anni ’50. Il fascismo l’ho conosciuto solo dai racconti di mia nonna, dagli zii nati negli anni ’30 e da qualche pagina scolastica. Una cosa però mi colpì subito: il coinvolgimento dei bambini. C’erano i Balilla, certo. Ma c’erano anche le Piccole Italiane e le Giovani Italiane.Il sabato venivano radunati nella piazza d’armi del paese, tutti in fila, tutti in divisa, tutti per la gloria del regime. Poi arrivò la guerra. E l’Italia scelse la parte sbagliata. Fine della storia. Sono passati ottant’anni dal referendum che ci ha dato la Repubblica.Eppure, ogni volta che c’è un governo di centrodestra, una parte politica tira fuori il solito disco rotto: “Fascismo! Fascismo!”. Ora, io non ricordo di essere mai stato vestito da Balilla. Non mi risulta che oggi ci siano squadristi che irrompono da qualche parte per imporre il voto a Mussolini. Il voto è segreto, libero, personale.Leggi anche: La lobby dell’antifascismo facileLa bugia utile di Zerocalcare: chiamare antifascismo ciò che è violenzaE l’Italia è talmente democratica che puoi anche non votare: nessuno ti trascina al seggio. Semmai è compito della politica convincerti ad andarci. E allora mi chiedo: perché riesumare ogni giorno un regime morto e sepolto? Perché tirarlo fuori per qualsiasi evento, qualsiasi polemica, qualsiasi governo che non piace? Il fascismo è finito da una vita.Quello che non è finito, purtroppo, è l’ossessione di usarlo come clava politica.Un riflesso condizionato, un modo comodo per evitare di parlare del presente, dei problemi veri, delle responsabilità attuali. Basta. È ora di lasciar riposare i fantasmi e occuparsi dei vivi.Ezio Pozzati, 18 giugno 2026L'articolo Ossessione fascismo, la sinistra è il vero sponsor del Duce proviene da Nicolaporro.it.