Maturità 2026: la curiosità nella scienza e le sfide per chi la racconta

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La curiosità “non è solo un accessorio della scienza, ma il suo vero carburante. È la spinta a oltrepassare il confine del noto, a farsi domande e a non accontentarsi di risposte facili”. Lo dice a LaSalute di LaPresse il genetista Giuseppe Novelli dell’Università di Roma Tor Vergata, commentando una delle tracce proposte alla Maturità 2026.Sotto la lente dello scienziato – e dei maturandi – il brano ‘Te lo dico con parole tue’ del giornalista scientifico Piero Bianucci. Se agli studenti è stato chiesto perché Bianucci scriva che “le storie scientifiche fanno leva sulla sorpresa, sul colpo di scena” e quale sia la funzione della creatività in relazione alle scoperte scientifiche, per Novelli la risposta è semplice: “Parte tutto da qui, dalla curiosità”. Una fame di sapere che alimenta la ricerca, lo studio, la quotidianità in laboratorio. D’altra parte le storie di serendipity su scoperte inaspettate, fatte mentre si era alla ricerca di tutt’altro, sono quelle che restano più impresse.La curiosità per la scienza alla Maturità 2026“Questo impulso, però – avverte il genetista – non è un’ansia indistinta, ma un atteggiamento metodico che si nutre di dubbio e di verifica. Come ha sottolineato David Quammen (l’autore di ‘Spillover, libro che preconizzava con anni di anticipo una pandemia zoonotica in ‘stile’ Covid-19, ndr) la scienza è un ‘percorso fatto di errori e correzioni’, un’attività umana in cui le certezze di oggi possono essere messe in discussione da nuove prove domani”. Insomma, occorre essere curiosi ma anche mantenere la mente aperta. Per Novelli, poi, la grande sfida del nostro tempo – per chi fa scienza e per chi la racconta – è legata a tecnologie e tempo. “L’informazione scientifica viaggia alla velocità della luce, spesso in spazi come i social media, dove la profondità cede il passo alla rapidità. Qui la responsabilità di chi comunica è massima”, sottolinea il genetista, che sembra rivolgersi non solo ai ragazzi alle prese con lo scritto della Maturità. “Raccontare la scienza non significa solo trasmettere nozioni, ma diffondere un metodo di pensiero basato sul dubbio, sulle prove e sulla continua verifica delle fonti. Solo così la curiosità, da motore della scoperta, può diventare anche uno scudo contro la disinformazione”, conclude Novelli.Questo articolo Maturità 2026: la curiosità nella scienza e le sfide per chi la racconta proviene da LaPresse