La principessa Kate esalta (ancora) Reggio Emilia, "i bambini mi danno sempre speranza"

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AGI - Kate Middleton esalta il modello educativo di Reggio Emilia a un mese dalla sua visita nella città emiliana (la prima all'estero dopo la malattia) per studiare da vicino il cosiddetto Reggio Approach. La principessa del Galles, in un saggio pubblicato sul sito della Royal Foundation Centre for Early Childhood, la fondazione creata per sostenere la prima infanzia, scrive della intensa due giorni trascorsa nel regno degli asili. Un tuffo regale ma senza badare troppo al protocollo, il 13 e il 14 maggio, tra scuole, bambini, laboratori e pure in un agriturismo sui colli del Parmense dove si è trasformata in "rezdora" (la casalinga emiliana) impastando i tortelli di erbette.Kate Middleton: "I bambini mi danno sempre speranza"“I bambini mi danno sempre speranza. La loro apertura naturale, la loro curiosità per le cose più semplici, la loro capacità di meravigliarsi, sognare e giocare mi ricordano le qualità migliori dell'umanità”, scrive la principessa sul sito della sua fondazione nel testo affidato "in esclusiva" in traduzione italiana al Corriere della Sera.“I bambini che ho incontrato durante il mio recente viaggio a Reggio Emilia emanavano queste qualità. La loro innata capacità di entrare in contatto e di comunicare in tanti modi diversi mi ha fatto sentire subito accolta mentre loro, con fiducia e gioia, accettavano una persona completamente sconosciuta”.Il modello educativo di Reggio Emilia“Questa città italiana è rinomata globalmente per il suo approccio originale alla prima infanzia. Fin dalla Seconda Guerra Mondiale ha considerato i bambini membri della società a pieno titolo. I bambini vengono trattati con rispetto autentico, incoraggiati ad esprimere e a condividere le loro idee attraverso i ‘cento linguaggi’, i molteplici modi, verbali e non, che loro hanno per esprimersi. Questo approccio ha creato una comunità di cura allargata, in cui tutte le generazioni vengono valorizzate allo stesso modo e lavorano insieme per il bene comune”."Un approccio umile" L'approccio della città è costruito sull’umiltà: un atteggiamento che favorisce l'empatia, l'altruismo e la curiosità, le competenze sociali ed emotive necessarie per costruire relazioni sane. I cittadini di Reggio Emilia hanno dimostrato che un’infanzia felice è il fondamento di una comunità felice e che i legami autentici iniziano con l'ascolto e la comprensione”.La visita di Kate a Reggio Emilia L’inchino ai bambini in Piazza Grande, le chiacchiere fuori protocollo con i tanti ammiratori, circa tremila, assiepati dietro le transenne di fronte al Municipio, l’abbraccio a una ragazza disabile e l’attenzione ai racconti delle maestre ultranovantenni. Poi, a un piccolo alunno che la reclama ancora promette: “Tornerò”. Kate Middleton ha incantato Reggio Emilia nel suo primo viaggio all’estero dopo la malattia. “Un’icona di stile, una persona di grande empatia. È una di noi, l’incarnazione di Lady Diana”, ha raccontato il suo pubblico italiano dopo averla vista.L'intuizione di Loris Malaguzzi La visita in Emilia era stata fortemente voluta dalla Principessa del Galles, curiosa e determinata ad approfondire il Reggio Emilia Approach, la filosofia educativa nata nel Dopoguerra da un’intuizione di Loris Malaguzzi (proteggere la creatività e rafforzare l’autonomia del bimbo) e poi diventata un modello di studio in tutto il mondo.Kate incantata dalla scuola Anna Frank Catherine era rimasta incantata dalla scuola comunale Anna Frank, uno degli istituti simbolo del Reggio Emilia Approach. I piccoli alunni, nella prima giornata emiliana della moglie dell'erede al trono britannico  - il 13 maggio scorso - avevano chiacchierato con la principessa del Galles insieme ai genitori e agli insegnanti. Avevano mostrato a Kate  i loro disegni e il collage “forme del vento” tra disegni e pitture colorate. Qui i bimbi hanno un accesso diretto alla cucina e a volte preparano i loro pasti insieme alle cuoche. Poi c’è la cosiddetta “piazza” dove si affacciano gli spazi creativi e i bimbi si muovono in libertà. La scuola Anna Frank nacque nel 1964 su iniziativa della comunità. Lo stesso nome, scelto da un'assemblea pubblica, è un monito alle nuove generazioni per lanciare un messaggio di pace. Una storia che ha colpito Kate. Uno degli asili più belli del mondo, lo descrive chi ci lavora. “Capisco perché”, la replica della principessa."Forte bisogno di autentiche interconnessioni" “In un mondo sempre più digitalizzato, in cui gran parte della vita è mediata dagli schermi, il bisogno di autentiche interconnessioni umane non è mai stato così forte. Siamo in tanti a desiderare di riconnetterci, con noi stessi, con gli altri e con il mondo naturale”, è una delle riflessioni che Kate Middleton consegna ai lettori nel saggio pubblicato sul sito della Royal Foundation Centre for Early Childhood.