Per il 27esimo anno consecutivo, la prova di analisi del testo della maturità si svolge senza la presenza di un’autrice donna tra le proposte ministeriali. Anche in questa sessione 2026, infatti, la scelta è ricaduta su due scrittori uomini, Cesare Pavese e Vitaliano Brancati, confermando una continuità che ha riacceso in queste ore un acceso dibattito sui social sulla rappresentanza femminile nella cultura letteraria proposta agli studenti.Tutte le tracce uscite alla Maturità: la direttaUna donna su sette tracceIl dato, già di per sé significativo, viene letto dai critici come il sintomo di una più ampia marginalizzazione delle voci femminili nei percorsi scolastici. In quasi tre decenni di maturità, le tracce di analisi del testo avrebbero infatti privilegiato esclusivamente autori uomini, con presenze invece ricorrenti come quella di Giuseppe Ungaretti, che detiene il primato di apparizioni con cinque testi proposti. Tendenza che, secondo le osservazioni emerse, non riguarderebbe solo la tipologia dell’analisi del testo ma si rifletterebbe anche sull’impianto complessivo delle sette tracce, dove quest’anno si registra la presenza di una sola autrice, la giornalista tedesca Wenke Husmann, inserita nella tipologia C con un articolo tradotto per la rivista Internazionale.La critica di Enrico GalianoTra gli interventi più condivisi sui social quello del docente e scrittore Enrico Galiano. «Sette tracce. Sei uomini. Una donna. Maturità: femminile singolare. Un po’ troppo singolare però», ha scritto in un post. «Vedo che aver fatto notare l’evidente disparità di genere fra autori e autrici delle tracce di maturità ha fatto discutere. Bene, vuol dire che a qualcosa è servito!», ha aggiunto successivamente in un altro. «Posto che il nostro sguardo sul mondo si plasma anche in ragione di chi il mondo ce lo spiega e ce lo racconta, se io offro a ragazzi in formazione solo racconti e pensieri scritti da uomini, siamo sicuri che daremo loro tutti gli strumenti per comprenderlo, il mondo, o solo una parte di esso? Davvero pensiamo che non perdano niente di importante?», ha concluso. Neria De Giovanni: «Si ignora il genio femminile»Critica anche Neria De Giovanni, presidente de l’Association International critiques litteraires. «Chi sceglie le tracce di italiano per l’esame di maturità nel nostro Ministero della Pubblica Istruzione continua ad ignorare la grandezza del genio femminile. Grazia Deledda è l’unica italiana tra le diciotto scrittrici in tutto il mondo da quando nel 1901 è iniziato il premio di Stoccolma eppure per la nostra scuola continua ad essere invisibile! Povera maturità 2026 veramente senza grazia… attendiamo il 2027 con più Grazia..», ha commentato. Da Grazia Deledda a Elsa Morante: le grandi assentiNel dibattito online, intanto, molti richiamano l’attenzione su un patrimonio letterario femminile ampio e già consolidato che avrebbe potuto essere valorizzato anche nella prova d’esame. Da Grazia Deledda, considerato che quest’anno ricorre il centenario del Premio Nobel per la Letteratura ottenuto nel 1926, a Natalia Ginzburg ed Elsa Morante, fino a Sibilla Aleramo, figura centrale della narrativa e del pensiero femminile del Novecento. L'articolo Maturità, una sola donna su sette tracce e zero nell’analisi del testo da 27 anni consecutivi: esplode la polemica sui social proviene da Open.